L’Emilia-Romagna si conferma prima… in cultura di morte!

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Come è noto, il cosiddetto «testamento biologico» (eutanasia) è divenuto legge ed è entrato in vigore il 31 gennaio 2018. È pure noto che l’applicazione di gran parte delle leggi inerenti la Sanità è competenza delle Regioni.

 

Ebbene, in soli 15 giorni, la Regione “rossa” per eccellenza, si è attrezzata per inserire le DAT nel nuovissimo fascicolo elettronico sanitario regionale.

 

Si tratta di una notevole facilitazione che, oltre a non prevedere la possibilità dell’obiezione di coscienza da parte del medico, è un altro strappo ai valori antropologici che si fondano sul bene prezioso ed insostituibile della vita, aprendo la strada all’autodeterminazione per la morte, legittimata e garantita dalla norma pubblica.

 

Visto che siamo in periodo elettorale, ai lettori gioverà sapere che, oltre a quello del Partito Democratico, si registra l’entusiasmo dei 5stelle che, addirittura, rivendicano: «Come abbiamo sempre [detto] quella di poter decidere autonomamente sul proprio percorso di fine vita è una questione fondamentale. Per questo siamo molto soddisfatti che la Regione […] abbia deciso di convergere sulla nostra proposta». (altro…)

La scienza e l’utero in affitto

Lascia un commentoMinacce alla vita

Si sente spesso dire che “le ricerche scientifiche non dimostrano che esista alcun problema per un bambino a crescere senza padre o senza madre, con due maschi o due femmine...”.
Così, tirando il ballo la parola “scienza”, si vorrebbe confinare nel territorio dell’irrazionalità coloro secondo i quali padre e madre sono necessari al benessere psico-fisico di ogni creatura.

Ma queste ricerche “scientifiche”, sono davvero tali?

In verità la ricerca psicologica non è mai scientifica in senso pieno perché si applica non ad un oggetto semplice (un sasso, una piuma), ma ad un soggetto complesso, una persona, che è anima, corpo; perché ciò che viene indagato, la felicità, il benessere psichico, è escluso a priori dall’indagine scientifica di tipo galileiano, in quanto né misurabile né quantificabile.
Infatti mentre di un oggetto possiamo dire quanto pesa e quale sarà il suo comportamento in una determinata circostanza, non potremo mai fare lo stesso per una persona umana, dotata di libertà. (altro…)

Pamela – Oseghale: e la droga?

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Nessuno vuole dire che il problema è la droga

Hanno incolpato anche loro per la fuga di Pamela, fatta a pezzi dal nigeriano, uno spacciatore clandestino, Innocent Oseghale. Eppure la comunità terapeutica Pars di Civitanova Marche ha salvato tanti giovani dalle dipendenze, come testimoniano loro stessi in un libro Il miele e la neve. Il ritorno di chi si era perso, l’avventura della Pars, dove si descrivono quanti miracoli possa fare una comunità terapeutica quando “l’educazione, che implica la libertà, viene messa al centro”, spiega alla Nuova BQ, José Berdini, responsabile della Pars.

Sull’omicidio di Pamela, secondo lui si è detto di tutto, tranne che “il vero problema: la droga. Il disastro non nasce solo con l’immigrazione ma da una cultura che normalizza la droga! Non lo dice nessuno perché ormai è un tabù rinforzato da un asse”.

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Abolire le nozze gay? Si può.

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A sinistra il ministro Costa, oggi candidato con Noi con l’Italia – UDC

Bermuda controcorrente: abrogate le nozze gay

E’ durato meno di un anno il matrimonio omosessuale a Bermuda, territorio d’oltremare del Regno Unito.
Il suo governatore, infatti, John Rankin, ha promulgato una legge che non permetterà più la celebrazione di nozze gay nell’arcipelago o alle navi con la loro bandiera.

È il primo territorio al mondo ad abrogare il matrimonio tra persone dello stesso sesso.

La legge che istituiva questa nuova forma di matrimonio risale al maggio 2017 con una decisione della Corte Suprema delle Bermuda dopo il ricorso di due uomini che volevano convolare a nozze.
La riforma invece è stata votata nel dicembre scorso a vastissima maggioranza (8 voti su 11 al Senato, 24 su 34 alla Camera). (altro…)

Sindrome post aborto: non si ammette che esista

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Sindrome post aborto.
Riconoscere che esiste, per aiutare le donne a ritrovare la speranza

«L’aborto recide un legame profondo e ancestrale, quello della donna con la vita. La donna sa di essere “grembo della vita”, e quando scopre la gravidanza è già madre». Intervista a Claudia Navarini.

Professoressa, nella sua prossima presentazione al CAV di Roma “Palatino” parlerà del delicato tema “Sindrome post-aborto: origine e cura”, può anticiparcene alcuni contenuti?

Il punto di partenza è una visione artificiosa e astratta dell’autonomia della donna. Si parla dell’aborto come di un atto di libertà femminile, che darebbe tutto sommato dei vantaggi alla donna alle prese con una maternità difficile o indesiderata.

Ecco, numerosi studi provano che la donna, attraverso l’aborto, può solo peggiorare la sua situazione, e che le condizioni psicologiche nelle quali prende la decisione di interrompere la gravidanza sono molto spesso instabili.

La donna è generalmente sottoposta a pressioni e paure che non la lasciano poi così “libera di decidere”, e che in numerosi casi le fanno addirittura percepire (erroneamente) l’aborto come una necessità.

Non è paradossale? L’aborto, che è stato frequentemente spinto da movimenti di liberazione della donna, ha invece contribuito a schiavizzarla, a renderla vittima di se stessa. Adesso si cerca di liberare la donna dall’aborto. (altro…)

A Sanremo si spaccia l’inesistente omofobia

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Favino accusato di “omofobia”, vittima della realtà e del “gender diktat”

Dalle stelle alle stalle per una “inopportuna” battuta “omofoba”? Questa sembra essere la surreale parabola di Pierfrancesco Favino, rivelazione (nei panni dello showman) e autentico mattatore della 68° edizione del Festival di Sanremo, che rischia di veder vanificata la sua, fin qui, applauditissima conduzione della kermesse canora per via di una divertente gag in cui, nei panni di Steve Jobs, ha osato ironizzare su un “mostro sacro” del pantheon LGBT come Conchita Wurst.

A scatenare le ire della comunità omosessuale è stato infatti lo sketch, inscenato insieme alla spalla Rolando Ravello, in cui Favino / Jobs, presentando un nuovo prodotto tecnologico, BaglionONE, ha mostrato una foto della drag queen barbuta Tom Neuwirth, in arte Conchita Wurst, vincitrice del’Eurovision Song Contest 2014, commentando così:

Molti si lamentano del Festival di Sanremo, ma devo dire che da quando sono andato all’Eurovision ho scoperto che c’è di peggio“.

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Minorenni: è boom di aborti

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Minorenni dal sesso facile. È boom di gravidanze e aborti

Hanno al massimo 16 anni, fanno sesso con i coetanei per una ricarica. E la pagano cara.

Milano. Il sabato mattina le trovi in coda alla clinica ginecologica a chiedere la pillola del giorno dopo.
Accompagnate dalla mamma. Oppure le vedi con lo sguardo basso nelle sale d’attesa, in fila per interrompere la gravidanza.
Il cellulare in una mano e lo smalto sbeccato sull’altra.
E hanno 15 anni, al massimo 16. Bambine che rischiano di avere bambini e che fanno sesso così, tanto per fare.

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Una gloriosa industria emiliana cede alla dittatura LGBT

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Barilla annuncia la sua adesione al club Lgbt dell’Onu

Nel 2013 Guido Barilla, presidente dell’azienda omonima, in una trasmissione radiofonica dichiarò che il posizionamento dei prodotti Barilla mal si conciliava con possibili spot in cui fossero presenti persone e pseudo famiglie omosessuali.
Venne messo alla gogna. Da allora il processo di rieducazione maoista al credo Lgbt dell’azienda non ha conosciuto battute d’arresto.

Una recente nota dell’azienda spiega che vi sono molte iniziative “messe in atto da Barilla per combattere l’omofobia e l’intolleranza sul luogo di lavoro per prevenire e sensibilizzare le persone sulla tematica della diversità e inclusione, da tempo particolarmente cara all’azienda.
Il Gruppo Barilla è impegnato a promuovere e mantenere la diversità a tutti i livelli dell’azienda. Essendo un’impresa a conduzione familiare questo è una parte fondamentale del Dna dell’azienda.
Questo include assicurare che la voce, la prospettiva e l’individualità di ogni impiegato, partner e cliente venga rispettata.

A testimonianza degli impegni concreti Barilla ha ottenuto nel 2017, per il quarto anno consecutivo, il punteggio del 100% nel ‘Corporate Equality Index’, un sistema di confronto sulle attività aziendali rivolte a dipendenti lesbiche, gay, bisessuali e transessuali sviluppato da Human Rights Campaign”  che è la più influente agenzia di diffusione del pensiero Lgbt a livello mondiale. (altro…)

Omosessualismo: il ritorno della sifilide

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Primi dati: a Bologna e Reggio Emilia ritorna l’incubo della sifilide,
il 70% delle vittime è omosessuale

A Bologna è allarme sifilide che nel 70% dei casi colpisce gli omosessuali. A mettere in guardia i cittadini è la responsabile del centro Malattie a trasmissione sessuale del Sant’Orsola, Antonietta D’Antuono che in un intervista concessa al Resto del Carlino sottolinea come, a partire dai primi anni del 2000, si sia assistiti ad una progressiva e preoccupante impennata di contagi: « (…) prima vedevamo 20 nuovi casi di infezione attiva, poi sono diventati 60 e infine l’andamento si è stabilizzato tra i 70 e gli 80 casi. Dal 2010, inoltre, stiamo assistendo a un nuovo aumento: 192 casi nel 2013, 170 nel 2014, 223 nel 2015 e 216 nel 2016». (altro…)

Genitore 1? Sono la mamma!!!

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Come in Emilia-Romagna, altre Regioni stanno sostituendo il ruolo di mamma e papà.
Ma una mamma milanese si ribella: corregge il nuovo modulo per l’iscrizione all’asilo comunale. E la sua ribellione su internet diventa “virale”

 

«Io sono la mamma non il genitore uno. Capito sindaco #Pisapia?».
Il rifiuto a subire l’ultimo attacco della rivoluzione «arancione» alla famiglia è diventato un virus inarrestabile che contagia il web.

La ribellione via social media all’arroganza di un Comune che per iscrivere i figli a scuola chiede la rinuncia a chiamarsi padre e madre.
Almeno sui moduli di un’amministrazione che ha più a cuore la deroga che la norma. E che magari l’8 marzo festeggerà la donna, dopo averle tolto il diritto a essere mamma.
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