Emilia-Romagna: Aumentano gli aborti, ma si nasconde la verità

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Rapporto 2018 sugli aborti in Emilia-Romagna: si continua a nascondere la crescente diffusione delle pillole abortive.

L’Emilia-Romagna si conferma la Regione di morte: aumento delle giovani (14-25 anni) che utilizzano pillole del giorno dopo: +39,6% rispetto al 2017.
Aumentato il numero degli Spazi Giovani e gli Spazi GIovani Adulti: sono i luoghi dove viene regalata la pillola abortiva alle donne tra i 26 e i 45 anni.

Occorre ribadire che si tratta di pillole potenzialmente abortive: un paper scientifico (del prof. A. F. Filardo, vice presidente dei ginecologi), ci aiuta capire.

Qui il rapporto 2018 sugli aborti dell’Emilia-Romagna: http://www.difenderelavita.org/db/20191015_Rapporto_IVG_2018_definitivo.pdf

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Scuola: no al crocifisso? Allora dateci la libertà d’educazione

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Per chi ancora non lo avesse capito, in Italia l’orizzonte educativo che deve avere la scuola statale lo decide il ministro di turno. Forse è sempre stato così, probabilmente, ma oggi questo è diventato esplicito come non mai. Fino a livelli allarmanti. Meno male, vien da dire, chissà che non si arrivi finalmente a comprendere dove sta l’inghippo…

Pochi giorni fa è esplosa la vicenda dello sciopero per il clima, con la presa di posizione e conseguente circolare alle scuole del ministro Fioramonti, per chiedere ai dirigenti di considerare giustificata la partecipazione degli studenti alle manifestazioni “gretine”.

Subito dopo, a seguire, è riesplosa l’annosa questione del crocifisso in aula e si è scatenata ancora una volta una bagarre tra i sostenitori della scuola laica-laicista e quelli (confortati tra l’altro da diverse sentenze nazionali e internazionali) che vogliono il crocifisso esposto perché rappresenta i fondamenti della nostra storia e cultura.

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La musica dei giovanissimi: Porno-vendetta, droga fai-da-te, aggressioni sessuali verbali…

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di Marco Brusatti

Nello stesso tempo e nello stesso spazio, i giovanissimi ricevono indicazioni antitetiche su come vivere la vita da chi incontrano personalmente e da chi incontrano medialmente, senza che i primi si accorgano della dirompente importanza dei secondi nella formazione della persona.
«Ama il prossimo tuo, ma puoi vendicarti se ti fa un torto. Costruisci relazioni equilibrate e sane, ma per stare nel gruppo puoi prendere metanfetamine e fumare marijuana. Rispetta tutti, ma se ti va puoi insultare le donne. Custodisci il tuo corpo, ma se vuoi spogliati pure per avere dei like».
Non è l’inizio di un decalogo schizofrenico, ma il tipo di messaggi che i giovanissimi, financo i bambini,  ricevono ogni giorno da soggetti diversi: la prima parte da chi li educa a casa, a scuola, in parrocchia, mentre la seconda parte dai loro idoli musicali, che essi vedono, ascoltano, amano, seguono 24 ore al giorno nella solitudine degli smartphone.

Pare portare a queste conclusioni anche un sondaggio curato dall’associazione Hope tra gli 11enni presenti negli oratori estivi, i cui idoli musicali sono risultati Ozuna, Sfera Ebbasta, Capo Plaza, XXX Tentation, Elettra Lamborghini. Facciamo un viaggio tematico tra le produzioni di questi artisti.

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Volete acquistare un bambino? c’è la fiera dell’utero in affitto

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Per la quarta volta “Men Having Babies” ha aperto i battenti a Bruxelles in barba alle leggi nazionali e internazionali.
Pacchetti all inclusive in vendita a 160 mila dollari.
Ringraziamo l’On. Alfano e le democrazie cristiane per la legge sulle Unioni Civili, senza la quale queste aberrazioni sarebbero inimmaginabili.
Con quale coraggio l’Europa parla ancora di diritti?

Con quale coraggio l’Europa parla di diritti? Con che faccia si riunisce per discutere di accoglienza, migranti, trasparenza, integrità, uguaglianza? Dal 22 al 23 settembre si svolge per il quarto anno consecutivo a Bruxelles, nel cuore dell’Unione Europea, la fiera “Men Having Babies“, dedicata alle coppie gay che vogliono comprarsi un bambino con l’utero in affitto.

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Eutanasia: arditi o trattare?

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di Stefano Fontana

Fine vita, arditi o trattare? La strada rischiosa della Cei

Eutanasia: ancora “cedere per non perdere”.
Tattica politica degli ecclesiastici: vecchi errori per nuove sfide.
Tornare a formare i pro-life italiani sul tema “Legge ingiusta e male minore”.

Su suicidio assistito ed eutanasia, le strategie possono essere solo due.
Una consiste nel fare opposizione dura e netta, negandosi ad ogni forma di trattativa e chiedendo non dei ritocchi ma l’abrogazione della legge 217 del 2017 sul fine vita, che già contiene l’eutanasia.
Una seconda strategia consiste invece nella trattativa, chiamata di solito dialogo. Si ascolta, ci si ascolta, si è contenti di essersi ascoltati.
I vescovi hanno da tempo scartato la prima strategia e hanno fatto propria la seconda.
Questo vuol dire già porsi sulla strada della trattativa: scambiare il mantenimento dell’aiuto al suicidio come reato in cambio di una riduzione di pena che diventerebbe talmente ridicola da porsi al limite della depenalizzazione.

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Scuole parentali: il “caso San Pancrazio”, le lobbies LGBT, il totalitarismo statale

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La galassia LGBT ha scatenato una campagna diffamatoria verso la Scuola Parentale San Pancrazio di Alzano Laziale (1).

L’“istruzione parentale” è ammessa dallo Stato per quei «genitori che intendono provvedere in proprio all’istruzione di minori». Gli studi compiuti sono considerati validi superando «un esame di idoneità all’anno scolastico successivo» presso una scuola di Stato (2).

Le accuse delle lobbies LGBT sono di voler «formare veri uomini», di «prevedere l’obbligo di indossare la divisa. Niente gel, strass o Jeans. Per i maschi c’è camicia e pullover, per le femmine camicia e gonna», di vietare l’iscrizione agli omosessuali, di combattere «il liberalismo laicista, l’indifferentismo religioso, la teoria del gender, la pornografia, l’uso di droghe» (3).

Insomma, un baluardo educativo, direbbe il comune sentire della maggioranza degli italiani. Per chi è cattolico, poi, la S. Pancrazio è un piccolo paradiso dove «tutto l’ambiente profuma di dottrina cristiana, dei suoi principî, della sua morale, delle sue esigenze come anche delle sue ricchezze spirituali» (4).

Cerchiamo allora di capire perché le lobbies LGBT hanno preso di mira proprio questa scuola, dopo ben cinque anni che è attiva.

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Cattolici ed eutanasia, uno strano incontro

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VERSO IL SUICIDIO ASSISTITO

di Stefano Fontana

L’11 settembre si riuniranno a Roma molte associazioni cattoliche, insieme al presidente della CEI, per decidere cosa fare contro la legalizzazione del suicidio assistito.
Strano davvero: molte di queste associazioni sostengono con forza l’attuale maggioranza di governo.
Si lavora perché al governo vadano forze pro-eutanasia e poi ci si riunisce per stabilire cosa fare per impedire che venga approvata una legge sull’eutanasia.

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Bibbiano, orchi rossi. Giurisprudenza e affidi agli LGBT.

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Bambini allontanati dai genitori: alcuni dati che fanno pensare

Bambini allontanati dai genitori; i fatti di Bibbiano continuano a far pensare.

Ricevo da Galeazzo Bignami, parlamentare bolognese sempre molto attivo sul territorio, una tabella con alcuni dati sulla situazione in Emilia Romagna.

Si tratta di una tabella (quella nella foto qui sopra) in cui viene riportato il numero dei bambini allontanati dalla famiglia anno per anno, a partire dal 2011 fino al 2017.

Oltre che per anno i dati sono ripartiti per province dell’Emilia Romagna.  Vediamoli.

Balza subito all’occhio l’enorme diversità dei dati tra le province di Bologna, Modena, Reggio Emilia e le altre: nelle prime tre, con al vertice Bologna, i casi di bambini allontanati  sono stati centinaia ogni anno (nel 2015, a Bologna, ben 249!!!); nelle altre province, i numeri – come potete vedere – sono molto più bassi. E tra tutti spicca il dato riminese: zero allontanamenti.

Una seconda tabella, sotto la prima, distingue gli allontanamenti tra quelli disposti dall’autorità giudiziaria e quelli effettuati in via amministrativa, direttamente cioè dai Servizi Sociali.

L’ art. 403 che viene indicato nella seconda tabella è l’articolo del codice civile che ‘autorizza’ la pubblica autorità, tramite i Servizi Sociali, a collocare il bambino in un “luogo sicuro”.

L’ espressione “luogo sicuro” è esattamente quella utilizzata dalla legge.

Il cosiddetto collocamento in luogo sicuro si traduce nell’allontanamento dalla famiglia e, dunque, si tratta di un’iniziativa molto molto delicata, da riservare ai casi di conclamata necessità.

Sempre il codice civile sancisce, infatti, il diritto del bambino di crescere nella propria famiglia e di essere allevato ed educato dai propri genitori. Non esiste, pertanto, un potere della pubblica autorità sui minori, tale per cui questa può decidere discrezionalmente di intervenire e sottrarre il minore ai suoi affetti.

I casi in cui la pubblica autorità può fare questo sono i casi in cui il bambino è in condizioni di abbandono morale  o materiale, o quelli in cui viene allevato in ambienti insalubri o pericolosi; o ancora, quando i suoi genitori sono incapaci di provvedere alla sua educazione.

Tutti casi di estrema gravità, ma deve trattarsi di casi conclamati, cioè certi. La legge indica, infatti, condizioni effettive, non usa il condizionale, ma l’ indicativo che è, appunto, il modo della realtà.

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Catania: al Baby Pride travestiti leggono fiabe gender ai bambini… nei locali della Cgil!

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“Vogliamo tutto”, si legge nel volantino del Catania Pride che ha avuto luogo lo scorso 28 giugno. Tutto a partire dalle menti dei bimbi, che vanno plasmate secondo i dogmi del pensiero Lgbt, in una realtà che ormai ha calato i panni della “battaglia per la difesa dei diritti” e ha rivelato la sua vera natura: l’imposizione forzata, ad ogni costo delle proprie idee.

E così dopo il caso di Vladimir Luxuria che ospite della tv di Stato lava il cervello a dei bambini di otto anni raccontando “La favola dell’uccello”, ecco l’edizione catanese di quello che già è avvenuto un mese fa ad Alessandria: la lettura, contestuale alla manifestazione dei Gay Pride, di favole per piccini declinate in salsa gender.
Mattatori della giornata, due “avvenenti” drag queen, Sovranity (sic) ed Erys.

Complice della trovata, la Cgil catanese che ha offerto i locali della propria sezione in via Crociferi 40. Occuparsi della tutela dei lavoratori è troppo agé, bisogna rinnovarsi e accogliere le istante di uno zero virgola della popolazione che si è messo in testa di potere allungare le mani su qualsiasi cosa gli si pari davanti.

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Eutanasia in Italia: cosa succederà il 24 settembre?

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EUTANASIA: proporre il male minore è sempre male

Sintesi del comunicato emesso l’11 luglio 2019 dal Comitato Verità e Vita ([1])
con aggiornamenti e link di approfondimento cliccabili

 

Il pretesto. Il 24-2-17 Marco Cappato (un attivista radical-socialista) assiste un disc jockey nell’atto di suicidarsi ([2]). Successivamente si autodenuncia per indurre a legiferare sul fine vita ([3]).

Arriva la legge. Il 22-12-17 il Governo PD promulga la Legge n. 219 sulle “Norme in materia di consenso informato e di disposizioni anticipate di trattamento” ([4]).

Sfida al Parlamento. Il 24-10-18 la Corte costituzionale emette l’ordinanza n. 207/2018  con la quale chiede al Parlamento di modificare, entro il 24/9/19, la norma sull’aiuto al suicidio ([5]). Se entro tale data non avverranno modifiche legislative, la Corte costituzionale si riserva di modificare, parzialmente o totalmente, l’art. 580 del Codice penale.

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