CAPITOLO V. RIFLESSIONI TEOLOGICHE E PROSPETTIVE PASTORALI

Documenti autorevoli


Creazione e procreazione


27. Occorre prima di tutto sottolineare che la teologia della procreazione ? chiamata a crescere nella misura in cui essa ? articolata in connessione con la teologia della creazione. (58) Sotto l’effetto della corrente illuminista, la concezione di Dio che tende a prevalere oggi in taluni ambienti non ha nulla di un Dio che ? Padre e Provvidenza per i suoi figli, che si preoccupa del mondo e mantiene nell’ esistenza ogni cosa creata. Il dio dei Lumi non si preoccupa n? degli uomini n? dell’insieme delle creature. Gli uni e gli altri obbediscono a leggi puramente immanenti. In questa visione, oggi tanto diffusa, sussiste solo un’etica residua che si riassume in un determinismo che consacra, alla fine dei conti, l’emergere dei pi? forti.


Creazione e procreazione


27. Occorre prima di tutto sottolineare che la teologia della procreazione ? chiamata a crescere nella misura in cui essa ? articolata in connessione con la teologia della creazione. (58) Sotto l’effetto della corrente illuminista, la concezione di Dio che tende a prevalere oggi in taluni ambienti non ha nulla di un Dio che ? Padre e Provvidenza per i suoi figli, che si preoccupa del mondo e mantiene nell’ esistenza ogni cosa creata. Il dio dei Lumi non si preoccupa n? degli uomini n? dell’insieme delle creature. Gli uni e gli altri obbediscono a leggi puramente immanenti. In questa visione, oggi tanto diffusa, sussiste solo un’etica residua che si riassume in un determinismo che consacra, alla fine dei conti, l’emergere dei pi? forti.


In questa prospettiva, Ges?, figlio di Dio, che ha piantato la sua tenda in mezzo a noi, diventa inutile e perfino ingombrante. Un Ges? puramente storico, frutto di questa riduzione, domanda una concezione in cui la Chiesa ? una costruzione degli uomini, e in cui la Sacra Scrittura non ? altro che un florilegio di aforismi che ciascuno interpreta alla propria maniera.


Questa riduzione radicale di Dio, di Ges?, della Chiesa e della Scrittura permette di comprendere, la volont? ostinata, che spinge molti uomini e donne ad arrogarsi, in nome della libert? procreativa, il potere creatore di Dio. L’uomo e la donna vogliono scimmiottare Dio contestandoGli, per attribuirlo a se stessi, il potere di produrre l’uomo, cio? l’essere creato che, in quanto persona, ? nel mondo il riflesso della bellezza divina. Avendo contestato a Dio questo potere sovrano di darsi la vita, essi non mancano di attribuirsi anche il potere di dare la morte.


L’umanesimo nato dal razionalismo dei Lumi ha diffuso una concezione banalizzante, radicalmente non religiosa, della procreazione. Scacciato dal mondo empirico, Dio non ha pi? nulla a che vedere con la procreazione umana n? col corpo umano. Siamo qui davanti ad una tendenza di ateismo pratico. Gli errori dell’uomo e della donna nei confronti della vita sono anzitutto errori che colpiscono la loro relazione con Dio. Il potere di diventare figli di Dio partecipando, a titolo di analoghi secondari, al potere creatore di Dio, ? rifiutato alla radice quando l’uomo e la donna rifiutano di fatto, per se stessi, la condizione di figli di Dio. Come procreerebbero dei figli di Dio, dato che nella stessa loro relazione sessuale essi pongono fra parentesi la loro condizione di figli di Dio?


Appare cos? l’importanza dell’affermazione che prima facevamo nell’indicare che ogni teologia della procreazione umana deve, in ultima analisi, trovare le risorse nella teologia della creazione. “Uomo e donna li cre?” afferma la Genesi; immediatamente viene suggerito che l’uomo e la donna sono chiamati ad essere segno del dono senza riserve del Padre al Figlio e del Figlio al Padre, in un abbraccio d’amore che procede dal Padre e dal Figlio, e che ha per nome lo Spirito Santo. Questa realt? trinitaria della famiglia divina, e con essa la considerazione dell’uomo e della donna come esseri creati ad immagine di Dio e chiamati da Lui a collaborare nella trasmissione del dono della vita, devono,essere tenute presenti in tutta la riflessione teologica e in tutta la predicazione sulla famiglia. Di qui dipende, in ultima analisi, l’efficacia del processo di rinnovamento della vita familiare a cui oggi la Chiesa e la societ? sono chiamate.


Famiglia e Nuova Evangelizzazione


28. La Chiesa ? consapevole di “continuare, sotto la guida dello Spirito consolatore, l’opera stessa di Cristo, il quale ? venuto nel mondo a rendere testimonianza della verit?, a salvare e non a condannare, a servire e non ad essere servito”.(59) Per svolgere questo compito ? suo dovere “scrutare i segni dei tempi” e analizzare le situazioni culturali, accennati entrambi all’inizio del presente documento, e interpretarli alla luce del vangelo, cos? che, in modo adatto a ciascuna generazione, possa rispondere ai perenni interrogativi degli uomini sul senso della vita presente e futura, e sulle loro relazioni reciproche. Bisogna infatti conoscere e comprendere il mondo in cui viviamo, le sue attese, le sue aspirazioni e il suo carattere spesso drammatico. (60)


L’uomo e con lui la famiglia sono “vie” che la Chiesa d’oggi deve percorrere per essere fedele al suo Maestro. (61) La nuova evangelizzazione passa attraverso l’uomo e la famiglia. Essa non pu? essere che per l’uomo e con l’uomo, per la famiglia e con la famiglia: “Sia l’uomo che la famiglia costituiscono la via della Chiesa”.(62)


Il rapporto tra Nuova Evangelizzazione e Famiglia ha trovato la sua collocazione precisa nella Esortazione Apostolica Familiaris Consortio (1981):


“”La famiglia, come la Chiesa, deve essere uno spazio in cui il Vangelo ? trasmesso e da cui il Vangelo s’irradia. Dunque nell’intimo di una famiglia cosciente di questa missione, tutti i componenti evangelizzano e sono evangelizzati. I genitori non soltanto comunicano ai figli il Vangelo, ma possono ricevere da loro lo stesso Vangelo profondamente vissuto. E una simile famiglia diventa evangelizzatrice di molte altre famiglie e dell’ambiente nel quale ? inserita” (EN 71)… La futura evangelizzazione dipende in gran parte dalla Chiesa domestica”.(63)


La Familiaris consortio delinea le fondamentali coordinate della partecipazione della famiglia all’opera evangelizzatrice della Chiesa, indicandone il radicamento teologico-sacramentale, le modalit? familiari e i fondamentali contenuti. La famiglia ? chiamata all’opera evangelizzatrice secondo una modalit? che ? propria e originale, diversa da quella che caratterizza il singolo credente in forza del proprio battesimo.


La famiglia cristiana, Chiesa domestica, nasce dal sacramento del matrimonio che specifica il battesimo. Il sacramento eleva quel vincolo naturale, santificando l’intima comunione di vita e di amore. E proprio perch? la famiglia ? chiamata ad evangelizzare con il suo stesso essere, il nucleo essenziale della sua missione salvifica nel mondo ? caratterizzato dai due valori fondamentali inerenti alla sua identit?: l’amore e la vita.


La missione della Chiesa ? sempre il prolungamento della missione di Cristo. La sua opera evangelizzatrice ? quindi caratterizzata cristologicamente. L’annunzio dell’amore salvifico del Padre al mondo si esplicita analogicamente nel mistero di Cristo, della Chiesa e della famiglia. Cristo ? il sacramento che rivela e rende accessibile la comunione con Dio; la Chiesa rivela e rende presente nel mondo l’amore di Cristo che redime; la famiglia, in quanto Chiesa domestica, rende sperimentabile, attraverso l’amore fecondo degli sposi, questo amore di Dio che ? luce e vita. La famiglia cristiana ? dunque una struttura evangelizzante in atto, un “soggetto di evangelizzazione” radicato nella sua soggettivit? sacra­mentale ed ecclesiale, proteso verso l’umana societ?.


Centralit? della pastorale della famiglia e della vita


29. La centralit? della pastorale della famiglia e della vita non ? solo strategica o meramente contestuale, dovuta alla complessa situazione di crisi che sta colpendo oggi l’istituzione familiare e il valore della vita. Questa centralit? ? teleologica/ministeriale, e deve essere compresa all’interno dell’intera azione pastorale della Chiesa come una sua dimensione irrinunciabile. Non si tratta di un’attivit? alternativa o in concorrenza con altri settori della pastorale che possono contestualmente risultare maggiormente centrali nella gerarchia delle priorit? di intervento. La centralit? della pastorale della famiglia e della vita nella pastorale della Chiesa ? perci? caratterizzante la sua azione. La nuova evangelizzazione, a cui la famiglia ? chiamata a partecipare, si trova oggi a dover rispondere a delle sfide che non ? esagerato definire epocali. Quelle che maggiormente sono connesse con la famiglia, riguardano la civilt? dell’amore e il servizio alla vita tramite la paternit? e la maternit? responsabili.


Il Santo Padre Benedetto XVI disse ai Vescovi rappresentanti della Pastorale Familiare in America Latina: “?, dunque, indispensabile ed urgente che ogni uomo di buona volont? s’impegni a (…) salvaguardare i valori fondamentali del matrimonio e della famiglia, minacciati dal fenomeno attuale della secolarizzazione”.(64)


Lo stesso Santo Padre aveva tracciato per la Diocesi di Roma linee essenziali per una pastorale matrimoniale. Dopo aver descritto la “fondamentale connessione tra Dio e l’uomo” e di conseguenza “la connessione indissolubile tra spirito e corpo”, il Papa esalta la verit? che “il corpo dell’uomo e della donna ha, per cosi dire, un carattere teologico, non ? semplicemente corpo (…) ma ? espressione e compimento della nostra umanit?”.


Finalmente il Papa giunge alla grande sintesi del matrimonio e della famiglia come luogo eminente della presenza divina:


“La sacramentalit? che il matrimonio assume in Cristo significa dunque che il dono della creazione ? stato elevato a grazia di redenzione. La grazia di Cristo non si aggiunge dal di fuori alla natura dell’uomo, non le fa violenza, ma la libera e la restaura, proprio nell’innalzarla al di l? dei suoi propri confini”.(65)


Il Santo Padre Benedetto XVI ha segnato il primo anno del Suo Pontificato con l’insistenza costante e chiara sulla Famiglia e sulla Vita come fondamenti portanti della societ? e della Chiesa. Nell’Enciclica Deus caritas est ha mostrato come l’eros soltanto ha un posto degno nella famiglia, nell’impegno con la sua missione per l’amore reciproco e la promozione umana nell’unione in una sola carne.


L’unione dell’amore con il matrimonio in una concezione integrale della sessualit? umana ? sottolineata nella prima parte dell’Enciclica. “L’eros ? come radicato nella natura stessa dell’uomo (…) L’eros rimanda l’uomo al matrimonio, a un legame caratterizzato da unicit? e definitivit?”.(66) Per questo indica che “l’uomo sia in qualche modo incompleto, costituzionalmente in cammino per trovare nell’altro la parte integrante per la sua interezza, l’idea cio? che egli solo nella comunione con l’altro sesso possa diventare “completo””.(67) E fa riferimento a Genesi 2, 24, il famoso testo, in cui non ? mai sufficientemente approfondito il significato dell’essere “una sola carne”. D’altra parte, “l’eros degradato a puro “sesso” diventa merce, una semplice “cosa” che si pu? comprare e vendere, anzi l’uomo stesso diventa merce”.68


____________________


CONCLUSIONE


Al termine di queste riflessioni, che abbiamo predisposto nella fedelt? al Magistero e con il proposito di offrire una guida pastorale sicura, pensiamo che il presente contributo si possa aprire a successive integrazioni. ? importante avere una prospettiva ampia ed integrale, che non si limiti ad aspetti parziali o a singoli casi, che certamente necessitano di un chiarimento ulteriore. Oggi, soprattutto nelle questioni derivanti da una bioetica ben concepita, occorre che il progresso della scienza e della tecnica sia al servizio totale dell’uomo. ? assolutamente centrale e fondamentale la difesa di una piena concezione della dignit? umana e della verit? pi? profonda della famiglia per assicurare il rispetto dei diritti inviolabili della vita e la santit? del matrimonio, che sarebbero gravemente depauperati se si prescindesse dalla missione procreativa in senso integrale.


Non si pu? concepire la famiglia senza tener conto del suo legame con la vita, n? la vita trascurando il suo rapporto con la famiglia. Questo ? il criterio esplicito del nostro Dicastero che celebra il XXV anniversario della sua istituzione da parte del Santo Padre Giovanni Paolo II, istituzione che avvenne proprio nel giorno in cui egli vers? il suo sangue in Piazza San Pietro.


Ci sono alcuni temi che devono essere trattati in continuit? con l’Istruzione Donum Vitae sul rispetto della vita umana nascente e la dignit? della procreazione (22 febbraio 1987), della Congregazione per la Dottrina della Fede, la massima autorit? dottrinale al servizio del ministero petrino.


Il nostro Dicastero ? pienamente consapevole che senza una visione integrale della famiglia – secondo le direttive del Magistero pontificio e particolarmente di Paolo VI, Giovanni Paolo II e Benedetto XVI, il quale torna con chiarezza ed insistenza su questi temi – la nostra azione pastorale si rivelerebbe debole e non seguirebbe il percorso che obbedisce al progetto di Dio sulla creazione. Il figlio, frutto dell’amore degli sposi, che donandosi totalmente e ponendosi al servizio dell’amore creatore di Dio, formano una “sola carne”, deve essere inteso come “preziosissimo dono” di Dio, (69) con la vocazione ad essere, secondo l’espressione di S. Ireneo, “la gloria di Dio”: “Gloria Dei vivens homo, vita autem hominis visio Dei” (La gloria di Dio ? l’uomo vivente; ma la vita dell’uomo ? la visione di Dio).(70)


Vaticano, 13 maggio 2006.


+ ALFONSO Cardinale LOPEZ TRUJILLO


Presidente


+ KARL JOSEF ROMER


Segretario


_____________


 


 


 


*****


PONTIFICIO CONSIGLIO PER LA FAMIGLIA


FAMIGLIA E PROCREAZIONE UMANA


INDICE


INTRODUZIONE: FAMIGLIA E PROCREAZIONE


Direttive profetiche e obiettivi necessari.


La vita, dono di Dio.


Verso un futuro post-umano?


Dall’Illuminismo allo scientismo


CAPITOLO I. LA PROCREAZIONE


Sapienza dei popoli e valore umano della discendenza.


Antropologia e generazione umana: diventare genitori.


La corporeit? umana.


La diversit? dei sessi


L’uomo collabora con Dio-Creatore.


CAPITOLO II. LA FAMIGLIA LUOGO DI PROCREAZIONE


Trasmissione della vita e dignit? della persona umana.


Paternit? e maternit? responsabili.


Procreazione e moralit? coniugale.


CAPITOLO III. FAMIGLIA E PROCREAZIONE INTEGRALE


Persona e procreazione integrale.


La promozione integrale della persona.


CAPITOLO IV. ASPETTI SOCIALI DEL SERVIZIO ALLA FAMIGLIA


Famiglia e societ?.


I diritti della famiglia.


Il diritto dei nascituri alla vita.


Famiglia, anello di congiunzione tra le generazioni.


Famiglia, unit? economica.


Famiglia aperta e invecchiamento della popolazione.


CAPITOLO V. RIFLESSIONI TEOLOGICHE E PROSPETTIVE PASTORALI


Creazione e procreazione.


Famiglia e Nuova Evangelizzazione


Centralit? della pastorale della famiglia e della vita.


Conclusione.


Indice.


____________________


NOTE


58 Nei suoi scritti, il Cardinale JOSEPH RATZINGER ha ricordato spesso la necessit? di riferirsi alla teologia della creazione per fondere la teologia morale e quella sacramentale, per rinnovare la liturgia e la catechesi. Si veda, ad esempio, Un chant nouveau pour le Seigneur. La foi dans le Christ et la liturgie azgourd’hui, Parigi, Descl?e, 1995.


59 GS 3.2.


60 Cf. GS 4.1.


61 Cf. Redemptor hominis, 14.


62 Gratissimam sane, 3.


63 FC 52.


64 BENEDETTO XVI, Discorso ai presidenti delle commissioni episcopali per la Famiglia e per la Vita dell’America Latina, 3 dicembre 2005, nn.1-2.


65 BENEDETTO XVI, Discorso all’apertura del convegno ecclesiale della Diocesi di Roma su Famiglia e Comunit? cristiana, 6 giugno 2005.


66 BENEDETTO XVI, Deus Caritas est, 11.


67 Ibid.


68 Ibid, 5.


69 Gratissimam sane, 9.


70 S. IRENEO, Adv. Haer. IV, 20,7.


 


PONTIFICIO CONSIGLIO PER LA FAMIGLIA
FAMIGLIA E PROCREAZIONE UMANA