Riconoscimento unioni di fatto, non aprite quella porta

Famiglia

Cos? G?rard-Fran?ois Dumont, professore alla Sorbona, ha indicato i rischi dei pacs
(da Avvenire-?Famiglia del 16 novembre 2007)

?Riconoscimento coppie, non aprite quella porta?
G?rard-Fran?ois Dumont

Pubblichiamo stralci dell?audizione che G?rard-Fran?ois Dumont, professore alla Sorbona di Parigi e presidente della rivista “Population & Avenire”, ha reso nei giorni scorsi alla Commissione Giustizia del Senato nell?ambito della discussione sulla regolamentazione delle coppie di fatto. Dumont ha descritto le legislazioni in vigore in altri Paesi, concentrandosi in particolare sui Pacs francesi e infine trae qualche conseguenza per l?Italia.

Nuove legislazioni, fonti di rivendicazioni continue.
? evidente che nessuna legislazione che verta sull?instaurazione di un diritto concernente la coppia mette fine al dibattito o alle rivendicazioni delle associazioni di omosessuali. Non le soddisfano n? il partenariato omosessuale (la formula legislativa scelta dai Paesi del Nord Europa per regolamentare le unioni omosessuali, ndr), n? i Pacs. Esse li considerano solo tappe che devono preludere a nuove disposizioni. Ogni nuovo conseguimento di diritti per la coppia, accordato nell?intento di allinearla ai diritti del matrimonio, si accompagna all?affermazione di nuove rivendicazioni. Le associazioni di omosessuali chiedono sistematicamente le stesse regole del matrimonio, ad esempio in materia di autorit? parentale congiunta sui figli avuti con altri partner. Sollecitano diritti sociali equivalenti a quelli del matrimonio, nel diritto o nelle convenzioni collettive. Chiedono l?utilizzo del termine “matrimonio” per una situazione che riguarda solo la coppia. Chiedono per la loro coppia celebrazioni in municipio come per il matrimonio (ma senza lo stesso contenuto in materia di solidariet? familiare). (?) Insomma, i Paesi che hanno varato una legislazione sulle coppie, si tratti del partenariato omosessuale o dei Pacs, hanno aperto una sorta di vaso di Pandora che conteneva una catena di rivendicazioni di cui non si vede la fine. Inoltre, alle rivendicazioni delle associazioni di omosessuali se ne aggiungono altre riguardanti tutte le coppie, e non solo i partner dello stesso sesso. Infatti nei Paesi che hanno scelto di varare i Pacs, la richiesta verte sull?allineamento totale dei Pacs ai diritti del matrimonio, e dunque sull?attribuzione alla coppia degli stessi diritti del matrimonio, senza l?applicazione dei doveri propri del matrimonio. Si tratta di avere i “vantaggi” del matrimonio senza gli “inconvenienti”, i diritti che procura il matrimonio senza conoscerne i doveri. Talvolta viene avanzata l?idea di sopprimere in maniera pura e semplice il matrimonio, considerato un?istituzione sorpassata sostenuta dalle Chiese, mentre l?individualismo deve regnare “sovrano” (?).

Coppia e famiglia, matrimonio e “mini-matrimonio”.
? vero che in Francia la famiglia, con la sua combinazione di diritti e doveri, sembrava aver fatto ritorno nei discorsi elettorali che hanno preceduto le presidenziali del 2007. Nicolas Sarkozy, ad esempio, nell?ultimo messaggio della campagna presidenziale annunciava la rottura con l?ideologia del maggio del 1968, quella del ?cittadino che non deve niente al suo Paese, che ha solo diritti, che non ha alcun dovere?. Aggiungeva: ?L?idea della Francia per la quale mi batto [?] ? una Francia dove si ? smesso di detestare la famiglia, il lavoro, il successo?. Ebbene: se dal maggio 2007 sono state prese o annunciate decisioni che investono il lavoro e lo sviluppo, non si pu? dire lo stesso per la famiglia, che pure era citata al primo posto. Il suo nome non figura neanche tra le 35 competenze dei ministri del governo Fillon, n? tra quelle dei segretari di Stato. E i testi votati in Parlamento nell?estate del 2007 segnano un nuovo passo indietro sulla famiglia, con l?estensione dei diritti della coppia (si tratta del “pacchetto fiscale” e della legge “in favore del lavoro, dell?impiego e del potere d?acquisto”, in cui i vantaggi per le famiglie sono estese alle coppie unite dai Pacs, <+Ev_cors>ndr<+Ev_testoband>). ? per questo che i Pacs appaiono un mini-matrimonio bello e buono, con i suoi diritti e i suoi doveri. Per la societ?, il diritto della coppia antepone il primato del momento in contrapposizione al diritto del matrimonio che si preoccupa delle solidariet? future in seno alla famiglia e, in particolare, verso le generazioni future. I Pacs sostituiscono l?antica moneta del matrimonio con quella sorta di nuova moneta sociale che ? la coppia. Come gli economisti hanno evidenziato da tempo, ?la moneta cattiva scaccia quella buona?. Dunque i Pacs si sostituiscono al matrimonio, come attesta la loro crescita in concomitanza con la diminuzione dei matrimoni, poich? la legge privilegia il legame di coppia ai legami della famiglia e tra generazioni. (?)

Riconoscimenti fiscali e sociali e sviluppo durevole.
Tutte le legislazioni che pongono la coppia quale soggetto di diritto ? si tratti di partenariati omosessuali o di Pacs ? hanno effetti finanziari, in particolare per le casse pubbliche. Da una parte, l?esistenza di tali formule giuridiche comporta di per s? costi amministrativi a carico delle amministrazioni pubbliche e, dunque, dei contribuenti: registrazione dei partenariati o dei Pacs, aggiornamento dei documenti amministrativi, rilascio di certificati, registrazione delle rotture, arrivo di nuovi processi riguardanti l?applicazione dei nuovi diritti accordati alla coppia che vanno ad aggiungersi ai carichi di lavoro gi? eccessivi dei tribunali? D?altra parte, i diritti fiscali e sociali concessi alle coppie rappresentano costi significativi, in particolare per lo Stato, per le casse della previdenza sociale e pensionistiche. Questi due tipi di costi mobilitano risorse che i servizi pubblici non possono dedicare n? alle famiglie, n? all?educazione, n? alla ricerca, n? all?invecchiamento demografico, n? all?integrazione degli immigrati, tutte politiche indispensabili nei Paesi europei.

Conclusione.
Ogni nuovo progetto legislativo dovrebbe implicare uno studio preliminare delle ragioni per prenderlo in considerazione e del bilancio che si pu? fare di decisioni simili prese in altri Paesi. Andrebbe aggiunta la preoccupazione di fare dell?ingegneria sociale, di riflettere sulle diverse conseguenze possibili di quella decisione. Dovrebbe essere questo il metodo da usare nell?esame di ogni progetto e di ogni articolo di legge riguardante la coppia. Un?analisi oggettiva condotta secondo tale metodo invita, per le ragioni sopra precisate, a essere molto circospetti, persino reticenti di fronte a legislazioni centrate sulla coppia che non sembrano iscriversi nella preoccupazione della solidariet? tra generazioni e del benessere delle generazioni future. Tale preoccupazione deve invece essere al centro di ogni pensiero elaborato all?alba del XXI secolo, necessariamente fedele allo spirito dello sviluppo durevole, e che si preoccupi dell?esistenza di societ? durevoli che mettano al primo posto gli scambi armoniosi tra generazioni, e dunque la famiglia.

(traduzione di Anna Maria Brogi)