Udine: figlia lesbica; colpa dell’università?

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La figlia diventa lesbica, padre incolpa l’Università di Udine

La lettera inviata da un genitore ad una associazione cattolica per “denunciare la perdita della sua primogenita”

Questa la lettera che un genitore ha inviato alla redazione di “Notizie Pro Vita”, magazine dell’omonima onlus che da anni opera in difesa del concepimento naturale e ricorda che la famiglia  è solo e unicamente fondata sul matrimonio tra un uomo e una donna.
“A scrivere – spiega l’associazione – è un papà profondamente addolorato che denuncia la “perdita della sua primogenita”.

«Gentilissimi di ProVita, sono un genitore che 9 mesi fa ha “perduto” la sua primogenita: letteralmente fagocitata dalla piaga del gender e dell’omosessualità dilagante.

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Un nuovo tipo di infanticidio, promosso dalla “agenda gender”

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E’ della settimana scorsa la notizia dell’ultima “impresa” dell’Avv. Cathy La Torre, comunista ed attivista LGBT (ha fondato GayLex): il Tribunale di Tempio P. si è espresso positivamente sul cambio di sesso di Chloe, diciassettenne sardo.

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Dall’Italia al Portogallo, fino agli Stati Uniti, il “gender diktat” è all’ordine del giorno e si susseguono le folli notizie che, di giorno in giorno, registrano i balzi in avanti di quella che è una vera e propria rivoluzione antropologica che ha nei bambini le sue prime ed indifese vittime.

In Italia, è di poche settimane fa il via libera alla pillola per cambiare sesso in caso di disturbo dell’identità di genere. Come riportato dal quotidiano La Verità, a riguardo, è arrivato infatti il parere favorevole della Commissione tecnico scientifica dell’Agenzia italiana del Farmaco (AIFA) – secondo la quale la pubertà sarebbe «incongruente con l’identità di genere» – e per questo le persone cosiddette gender variant, in possesso di una diagnosi di un esperto in salute mentale e del consenso informato dell’interessato e dei genitori, potranno fare richiesta della triptorelina, un medicinale erogabile a carico del servizio sanitario nazionale, in grado di “congelare” la pubertà in attesa di “tempi migliori” dal punto di vista della consapevolezza della propria identità sessuale.

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Gender diktat: aggredito parlamentare pro-famiglia

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In tutto il mondo aumentano le violenze della lobby LGBT: un parlamentare conservatore aggredito da militanti Lgbt
(video dell’aggressione: https://www.youtube.com/watch?v=NdmlVzPkKo0&t=)

La vittima è l’ex candidato alla presidenza della Repubblica cilena Josè Antonio Kast

 

Nel giorno della festa di San Giuseppe, in Cile, il parlamentare pro-famiglia José Antonio Kast, già candidato indipendente alla presidenza della Repubblica cilena alle ultime elezioni politiche, è stato aggredito da un gruppo di estremisti e attivisti pro-Lgbt mentre stava entrando nell’auditorium dell’università “Arturo Prat” di Iquique, città del Cile settentrionale nella quale era stato chiamato a tenere una conferenza.
Assieme a lui sono stati malmenati anche l’avvocato Ignacio Dülger e il dirigente politico Hector Vergara, due suoi preziosi collaboratori durante la campagna elettorale per le presidenziali.
Dall’ospedale Kast ha mandato un messaggio tramite Twitter: “Possiamo pensarla in maniera totalmente diversa, ma io non mi azzarderei mai ad aggredire qualcuno per le sue idee. Non consentiamo che l’intolleranza ci rubi il diritto di esprimerci liberamente“.

A Kast non si perdona l’aver esercitato, in un Paese scristianizzato nella sua classe dirigente, la funzione del “chiodo impiantato nella coda del serpente” per usare una delle sue espressioni più efficaci. Ovvero la funzione di “garante” della tenuta politica complessiva sui principi non negoziabili: vita, famiglia, educazione.
La netta affermazione al secondo turno dell’imprenditore ed ex presidente della Repubblica conservatore Sebastián Piñera lo scorso anno, in effetti, è stata resa possibile proprio grazie all’appoggio ricevuto da Kast che, nonostante l’ostracismo dei grandi media, ha conseguito un sonante 8% dei voti sulla sua persona al primo turno.
L’unione di questi consensi ha consentito al leader del centrodestra, alla guida della coalizione “Chile Vamos”, di vincere con oltre il 54% dei voti e conquistarsi così il secondo mandato. (altro…)

Onu: era un pedofilo chi promosse i Diritti del Bambino

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Peter Newell, ex consulente dell’Unicef compì abusi su minori e successivamente implementò la Convenzione dei diritti del bambino, sponsorizzando negli Stati l’idea di “autodeterminazione” dei piccoli che oggi ne permette la sessualizzazione precoce.
Ma MacLeod, ex direttore Onu, ha dichiarato che sono 60 mila i casi di abuso commessi da circa 3.300 operanti nel settore.

 

Peter Newell, 77 anni, è un attivista dei diritti dell’infanzia ed ex consulente dell’Unicef e autore dell’implementazione della “Convenzione dei diritti del bambino”, promossa a Ginevra nel 1998 ed usata da tutti i governi del mondo. Peter Newell è stato accusato di pedofilia e condannato a sei anni e otto mesi di carcere a causa di abusi minorili compiuti ripetutamente dal 1960 al 1968.

I fatti sono venuti alla luce solo ora in seguito a un’indagine avviata nel 2017 in Gran Bretagna dopo che 125 attivisti inglesi operanti in alcune ong per l’infanzia erano stati accusati di pedofilia. Ma la dimensione del problema è stata resa chiara il 9 febbraio scorso quando il quotidiano britannico The Times ha pubblicato un reportage che accusa decine di dipendenti della Ong Oxfam di abusi sessuali anche su minori nei paesi in cui venivano realizzati interventi umanitari (fra gli indagati ci sono anche i dipendenti di Save the Children per 31 casi di abusi e di Medici Senza Frontiere).

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Co-genitori, la vertigine immorale dell’egoismo

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Un sito che si occupa di far incontrare la domanda e l’offerta di un figlio. Come? Con la semplice donazione di sperma: senza affetti, senza relazioni. E’ la Co-genitorialità, nuova pratica che segna l’abisso della fine della moralità e il trionfo del narcisismo egoista: il figlio è ormai un oggetto per la soddisfazione personale.

Il sito si chiama Co-Genitori.it  ed è nato nel 2008. In quel “Co-“ è racchiusa tutta la vertigine morale di questa piattaforma on line italianissima che fa incontrare domanda e offerta nel mercato dei bambini.

Due sono i servizi offerti ai suoi utenti, che devono sborsare solo 25 euro al mese per iscriversi e così contattare altri utenti: la co-genitorialità e la donazione di sperma. Partiamo da questo secondo servizio. In breve il sito permette a donne single, a coppie lesbiche  e a coppie eterosessuali di trovare un maschietto disposto a “donare” il proprio seme. Le virgolette sono d’obbligo perché nella contrattazione privata può capitare benissimo che il donatore si trasformi in venditore.

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Figli abusati: Moira, il padre gay e la madre lesbica

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La verità fa male ma va ascoltata, specialmente se a parlare sono figli che hanno vissuto l’incubo della violenza psichica e fisica da parte di genitori LGBT: il padre gay e la madre lesbica. 

Perché quando i figli subiscono abusi in famiglia sono sempre tutti molto attenti e pronti a gridare allo scandalo (giustamente); ma non in casi come questo.

Si tratta di Moira Greyland, figlia della famosa scrittrice di fantascienza Marion Zimmer Bradley (nella foto) e di Walter Breen, un’autorità di fama mondiale nella numismatica.

In un libro autobiografico, “The Last Closet: The Dark Side of Avalon”, rivela le inenarrabili violenze psichiche e gli abusi sessuali che ha dovuto subire dai suoi genitori biologici, lei e i suoi fratelli: il padre gay, la madre lesbica

La stessa Greyland risponde subito alle facili obiezioni che le vengono sollevate: «Ho sentito tutte le solite proteste: “I tuoi genitori erano malvagi perché erano malvagi, non perché erano gay”: non sono d’accordo. Il problema di fondo è un problema filosofico, ideologico, basato su convinzioni comuni alla cultura gay e che in una società ipersessualizzata si vanno diffondendo anche oltre il mondo LGBT: tutto ciò che riguarda il sesso è lecito, non importa cosa sia».

«Tutti i figli cresciuti con genitori gay con cui ho parlato hanno certe cose in comune» ed è anche per loro che Moira racconta la sua esperienza.

Sin da piccola è stata indottrinata a forza con l’ideologia LGBT, tanto che i genitori si sono mostrati profondamente delusi dal fatto che avesse sviluppato un’attrazione per il sesso opposto.
Il padre le contendeva  i ragazzi e la madre era una tiranna insensibile. Nel clima di profonda intolleranza che si respirava, Moira fu persino costretta a tenere segreta la sua conversione al cristianesimo. (altro…)

Abolire le nozze gay? Si può.

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A sinistra il ministro Costa, oggi candidato con Noi con l’Italia – UDC

Bermuda controcorrente: abrogate le nozze gay

E’ durato meno di un anno il matrimonio omosessuale a Bermuda, territorio d’oltremare del Regno Unito.
Il suo governatore, infatti, John Rankin, ha promulgato una legge che non permetterà più la celebrazione di nozze gay nell’arcipelago o alle navi con la loro bandiera.

È il primo territorio al mondo ad abrogare il matrimonio tra persone dello stesso sesso.

La legge che istituiva questa nuova forma di matrimonio risale al maggio 2017 con una decisione della Corte Suprema delle Bermuda dopo il ricorso di due uomini che volevano convolare a nozze.
La riforma invece è stata votata nel dicembre scorso a vastissima maggioranza (8 voti su 11 al Senato, 24 su 34 alla Camera). (altro…)

Una gloriosa industria emiliana cede alla dittatura LGBT

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Barilla annuncia la sua adesione al club Lgbt dell’Onu

Nel 2013 Guido Barilla, presidente dell’azienda omonima, in una trasmissione radiofonica dichiarò che il posizionamento dei prodotti Barilla mal si conciliava con possibili spot in cui fossero presenti persone e pseudo famiglie omosessuali.
Venne messo alla gogna. Da allora il processo di rieducazione maoista al credo Lgbt dell’azienda non ha conosciuto battute d’arresto.

Una recente nota dell’azienda spiega che vi sono molte iniziative “messe in atto da Barilla per combattere l’omofobia e l’intolleranza sul luogo di lavoro per prevenire e sensibilizzare le persone sulla tematica della diversità e inclusione, da tempo particolarmente cara all’azienda.
Il Gruppo Barilla è impegnato a promuovere e mantenere la diversità a tutti i livelli dell’azienda. Essendo un’impresa a conduzione familiare questo è una parte fondamentale del Dna dell’azienda.
Questo include assicurare che la voce, la prospettiva e l’individualità di ogni impiegato, partner e cliente venga rispettata.

A testimonianza degli impegni concreti Barilla ha ottenuto nel 2017, per il quarto anno consecutivo, il punteggio del 100% nel ‘Corporate Equality Index’, un sistema di confronto sulle attività aziendali rivolte a dipendenti lesbiche, gay, bisessuali e transessuali sviluppato da Human Rights Campaign”  che è la più influente agenzia di diffusione del pensiero Lgbt a livello mondiale. (altro…)

Pisa: l’Arcigay entra a scuola con l’autogestione

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A Pisa l’Arcigay approfitta dei corsi di autogestione promossi dagli studenti per entrare nelle scuole ad impartire le proprie lezioni su gender e sessualità.

Il Liceo Scientifico Statale “Ulisse Dini” di Pisa, come si legge sul suo sito web, con la Circolare n. 100 del 22 dicembre 2017 ha infatti approvato e programmato per l’8 e 9 Gennaio 2018 uno speciale piano di attività didattiche alternative, intitolato Schola mea, mea lectio, organizzato dagli stessi studenti della scuola in “autogestione” dove, con gran sorpresa dei genitori, sono “saltati fuori” ben due corsi tenuti da esponenti dell’Arcigay locale. (altro…)

Todi: via le porcherie gender dalle biblioteche

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Coraggiosa decisione della giunta di centro-destra:
i libri gender spostati negli scaffali del porno.

 

Due pinguini maschi che allevano un cucciolo senza la benché minima presenza della mamma; una principessa che molla il principe azzurro e scappa con un’amica che la introduce nel fantastico mondo della libertà e dell’autodeterminazione; una carrellata di famiglie omogenitoriali, i figli delle quali non si capisce bene mediante quali tecniche sono venuti al mondo; il racconto di una madre e di un padre che si separano, con il secondo che si scopre omosessuale e si rifà una vita con un compagno simpaticissimo, per la gioia dell’ex moglie e dei figli che vedono il papà realizzato e contento. (altro…)