Scuole parentali: il “caso San Pancrazio”, le lobbies LGBT, il totalitarismo statale

Lascia un commentoFamiglia,ideologia gender,Legislazione nazionale

La galassia LGBT ha scatenato una campagna diffamatoria verso la Scuola Parentale San Pancrazio di Alzano Laziale (1).

L’“istruzione parentale” è ammessa dallo Stato per quei «genitori che intendono provvedere in proprio all’istruzione di minori». Gli studi compiuti sono considerati validi superando «un esame di idoneità all’anno scolastico successivo» presso una scuola di Stato (2).

Le accuse delle lobbies LGBT sono di voler «formare veri uomini», di «prevedere l’obbligo di indossare la divisa. Niente gel, strass o Jeans. Per i maschi c’è camicia e pullover, per le femmine camicia e gonna», di vietare l’iscrizione agli omosessuali, di combattere «il liberalismo laicista, l’indifferentismo religioso, la teoria del gender, la pornografia, l’uso di droghe» (3).

Insomma, un baluardo educativo, direbbe il comune sentire della maggioranza degli italiani. Per chi è cattolico, poi, la S. Pancrazio è un piccolo paradiso dove «tutto l’ambiente profuma di dottrina cristiana, dei suoi principî, della sua morale, delle sue esigenze come anche delle sue ricchezze spirituali» (4).

Cerchiamo allora di capire perché le lobbies LGBT hanno preso di mira proprio questa scuola, dopo ben cinque anni che è attiva.

(altro…)

Bibbiano, orchi rossi. Giurisprudenza e affidi agli LGBT.

1 CommentoFamiglia,ideologia gender,Legislazione locale

Bambini allontanati dai genitori: alcuni dati che fanno pensare

Bambini allontanati dai genitori; i fatti di Bibbiano continuano a far pensare.

Ricevo da Galeazzo Bignami, parlamentare bolognese sempre molto attivo sul territorio, una tabella con alcuni dati sulla situazione in Emilia Romagna.

Si tratta di una tabella (quella nella foto qui sopra) in cui viene riportato il numero dei bambini allontanati dalla famiglia anno per anno, a partire dal 2011 fino al 2017.

Oltre che per anno i dati sono ripartiti per province dell’Emilia Romagna.  Vediamoli.

Balza subito all’occhio l’enorme diversità dei dati tra le province di Bologna, Modena, Reggio Emilia e le altre: nelle prime tre, con al vertice Bologna, i casi di bambini allontanati  sono stati centinaia ogni anno (nel 2015, a Bologna, ben 249!!!); nelle altre province, i numeri – come potete vedere – sono molto più bassi. E tra tutti spicca il dato riminese: zero allontanamenti.

Una seconda tabella, sotto la prima, distingue gli allontanamenti tra quelli disposti dall’autorità giudiziaria e quelli effettuati in via amministrativa, direttamente cioè dai Servizi Sociali.

L’ art. 403 che viene indicato nella seconda tabella è l’articolo del codice civile che ‘autorizza’ la pubblica autorità, tramite i Servizi Sociali, a collocare il bambino in un “luogo sicuro”.

L’ espressione “luogo sicuro” è esattamente quella utilizzata dalla legge.

Il cosiddetto collocamento in luogo sicuro si traduce nell’allontanamento dalla famiglia e, dunque, si tratta di un’iniziativa molto molto delicata, da riservare ai casi di conclamata necessità.

Sempre il codice civile sancisce, infatti, il diritto del bambino di crescere nella propria famiglia e di essere allevato ed educato dai propri genitori. Non esiste, pertanto, un potere della pubblica autorità sui minori, tale per cui questa può decidere discrezionalmente di intervenire e sottrarre il minore ai suoi affetti.

I casi in cui la pubblica autorità può fare questo sono i casi in cui il bambino è in condizioni di abbandono morale  o materiale, o quelli in cui viene allevato in ambienti insalubri o pericolosi; o ancora, quando i suoi genitori sono incapaci di provvedere alla sua educazione.

Tutti casi di estrema gravità, ma deve trattarsi di casi conclamati, cioè certi. La legge indica, infatti, condizioni effettive, non usa il condizionale, ma l’ indicativo che è, appunto, il modo della realtà.

(altro…)

Catania: al Baby Pride travestiti leggono fiabe gender ai bambini… nei locali della Cgil!

5 Commentiideologia gender

“Vogliamo tutto”, si legge nel volantino del Catania Pride che ha avuto luogo lo scorso 28 giugno. Tutto a partire dalle menti dei bimbi, che vanno plasmate secondo i dogmi del pensiero Lgbt, in una realtà che ormai ha calato i panni della “battaglia per la difesa dei diritti” e ha rivelato la sua vera natura: l’imposizione forzata, ad ogni costo delle proprie idee.

E così dopo il caso di Vladimir Luxuria che ospite della tv di Stato lava il cervello a dei bambini di otto anni raccontando “La favola dell’uccello”, ecco l’edizione catanese di quello che già è avvenuto un mese fa ad Alessandria: la lettura, contestuale alla manifestazione dei Gay Pride, di favole per piccini declinate in salsa gender.
Mattatori della giornata, due “avvenenti” drag queen, Sovranity (sic) ed Erys.

Complice della trovata, la Cgil catanese che ha offerto i locali della propria sezione in via Crociferi 40. Occuparsi della tutela dei lavoratori è troppo agé, bisogna rinnovarsi e accogliere le istante di uno zero virgola della popolazione che si è messo in testa di potere allungare le mani su qualsiasi cosa gli si pari davanti.

(altro…)

Emilia-Romagna. Legge omotransnegatività. Scandroglio: gli errori dei pro famiglia

Lascia un commentoDocumenti autorevoli,ideologia gender,Legislazione locale
“…non è mai moralmente lecito proporre, votare o dare in qualsiasi modo appoggio formale ad una legge ingiusta anche perseguendo il fine eticamente lecito di limitare i danni ed anche stretti da necessità” (clicca per leggere)

L’arcivescovo di Bologna ha partecipato a una tavola rotonda con gli esponenti PD favorevoli al “male minore” legislativo.
Ma tanti altri vescovi della Regione hanno parlato con chiarezza.
Il centro-destra si è opposto con coraggio.

Salvo “miracoli”, oggi la Regione Emilia-Romagna approverà una legge peggiore della c.d. Scalfarotto.
La colpa maggiore è di noi cattolici, che continuiamo a ripetere i soliti errori da 70 anni: inevitabile questa ennesima sconfitta.
Ci viene in aiuto una meditazione – che è anche un esame di coscienza – del massimo bioeticista italiano vivente
.

Doniamo a Maria Santissima 5′ per leggerla + 25′ per meditarla…
(sottotitoli, formattazione e note redazionali)
—–

Il dato è noto ai più, anzi amaramente scontato: la politica è nemica o tuttalpiù indifferente nei confronti dei cosiddetti principi non negoziabili, quali vita, famiglia, libertà educativa, sessualità.

In Italia, come in tutto Occidente, le forze politiche spesso lottano tenacemente per distruggere un ordine naturale voluto da Dio, battagliando per introdurre o potenziare legislazioni a favore dell’aborto, dell’eutanasia, della fecondazione artificiale, della sperimentazione sugli embrioni, della contraccezione, dell’omosessualità, del divorzio, etc.

Tali forze politiche non di rado provengono da aree culturalmente progressiste.
Poi vi sono altri gruppi che assumono colpevolmente un atteggiamento passivo: non spingono per un peggioramento della situazione, però non si industriano nemmeno per innescare una dinamica evolutiva positiva, ciò a riprova che anche in queste forze, spesso di matrice conservatrice, spira un certo vento libertario.
Infine esistono gruppuscoli che alle elezioni prendono uno zero virgola qualcosa che lottano apertamente per la vita e la famiglia.

(altro…)

Emilia-Romagna, legge omotransnegatività: nuova analisi giuridica

Lascia un commentoideologia gender,Legislazione locale
Nella foto: Roberta Mori, relatrice (PD) della proposta di legge regionale dell’Emilia-Romagna sull’omotransnegatività, assieme al Sindaco di Bibbiano Andrea Carletti e alla senatrice PD Vanna Iori. Da: https://twitter.com/moriroberta/status/779960423714021376

Un’analisi giuridica di facile lettura, lunga ma ben fatta, che conserva valore anche qualora la legge dovesse essere emendata.

Considerazioni sul progetto di legge regionale dell’Emilia Romagna contro l’”omotransnegatività”

di Francesco Farri – Dottore di ricerca – Università La Sapienza di Roma – Avvocato in Firenze

CONSIDERAZIONI SUL PROGETTO DI LEGGE REGIONALE DELL’EMILIA ROMAGNA CONTRO L’”OMOTRANSNEGATIVITÀ” *

Sommario: 1.  Introduzione – 2.  Le disposizioni di principio – 3. Le politiche attive – 4.  I controlli – 5. La spesa pubblica

(altro…)

Gender: quando l’Assemblea degli Studenti chiama l’Arcigay

Lascia un commentoideologia gender

Da varie parti giunge notizia di inviti da studenti delle scuole secondarie alle più disparate associazioni, prime tra tutte quelle della galassia LGBT (1).
Sono inviti leciti? Di chi è la responsabilità? Cosa può fare la famiglia?

—–

L’Assemblea degli Studenti di Istituto è prevista dal DPR n. 249/1998 (2) che impone l’inserimento nel Regolamento d’Istituto della disciplina di tale riunioni.
Dopo qualche anno di drammatiche sperimentazioni, tale D.P.R. è stato corretto  tornando a responsabilizzare la famiglia attraverso il Patto Educativo di Corresponsabilità (P.E.C. ex D.P.R  235/2007): «i doveri di educazione dei figli e le connesse responsabilità, non vengono meno per il solo fatto che il minore sia affidato alla vigilanza di altri (art. 2048 codice civile, in relazione all’art. 147 c.c.)» (3).

Dunque, qualunque cosa prevedano il Regolamento d’Istituto o il P.E.C., i genitori restano responsabili dell’educazione dei propri figli: «Il patto di corresponsabilità, pertanto, potrà richiamare le responsabilità educative che incombono sui genitori […] nei casi in cui i propri figli si rendano responsabili di […] comportamenti […] che ledano la dignità ed il rispetto della persona umana» (4).  È ovviamente assurdo attribuire una responsabilità senza fornire strumenti di controllo e decisionali.

(altro…)

La virilità, adesso, è un “male” da curare

Lascia un commentoideologia gender

Così, l’American Psychological Association (APA) ha deciso che la virilità è un problema da curare. Un articolo pubblicato sulla prestigiosa rivista della più importante associazione professionale di psicologi al mondo asserisce che «Tredici anni di lavoro, attingono a oltre 40 anni di ricerca che dimostrano che la mascolinità tradizionale è psicologicamente dannosa».
È così: in tredici anni di lavoro gli psicologi hanno scoperto che gli uomini virili non vanno volentieri dal medico e che indulgono in comportamenti pericolosi: fumare, bere e… «evitare le verdure» (testuale). Sembra di sentire la mamma: «Mangia la verdura! Ti fa bene, è per la salute! Se non mangi la verdura ti mando dallo psicologo!».

Un momento… in effetti l’articolo sulla pericolosità della virilità tradizionale… è scritto da una donna. Incidentalmente impegnata nel sostenere i diritti dei gay, ma è sicuramente un caso. Non solo: hanno anche appreso che «gli uomini sono spesso riluttanti ad ammettere vulnerabilità». Se solo sapessero che la Bussola incoraggia questo comportamento…

Il dato utilizzato per avvalorare l’ipotesi che la virilità fa male è dato dal tasso di suicidi. Fino alla pubertà non ci sono differenze tra maschi e femmine; dopo il tasso di suicidi tra gli uomini si distacca enormemente da quello delle donne.
Dunque… la virilità uccide?

(altro…)

Gender e bullismo: spunta un dato clamoroso

1 Commentoideologia gender,Legislazione nazionale

Il bullismo è un grimaldello per introdurre il gender nelle scuole: questa tesi è già stata sostenuta e documentata su queste pagine (1).

Tuttavia, nei giorni scorsi, è emerso un dato clamoroso relativamente al cyberbullismo (il bullismo fatto attraverso internet): in tutto il 2018, in Emilia-Romagna, i casi accertati dal Compartimento di Polizia Postale e delle Comunicazioni per l’Emilia-Romagna sono stati due. Sì, avete letto bene: 2 (due).Nel precedente anno 2017, peraltro, erano stati 33 in tutta la Regione (2).

(altro…)

Il pedofilo e la rivista per normalizzare il sesso con i bambini

Lascia un commentoideologia gender

Finisce un pessimo 2018, ma martedì si canta il Veni Creator
Aumentano i casi di riviste pseudo-scientifiche che danno spazio ai pedofili. 
Cinquanta anni fa si è sganciato il sesso dal suo fine ed è stato come una palla che cade su un piano inclinato.
Per l’Italia Mario Mieli non è l’unico: un itinerario che vede analogie tra il Partito Laburista e alcuni partiti italiani. 
La miopia dei Pastori che condannano solo gli abusi sui minori, ma tacciono sul diffondersi dell’omo-eresia.
E fa capolino il sesso con animali.

_____

La campagna per rendere accettabile la pedofilia, conseguente all’aver sganciato il sesso dal suo fine, procede a passi spediti. Sul numero di dicembre di Sexuality & Culture, un trimestrale soggetto alla revisione tra pari e pubblicato dal colosso editoriale Springer, è apparso un articolo del britannico Thomas O’Carroll, un famoso attivista pedofilo che vorrebbe normalizzare gli abusi sui bambini descrivendo la pedofilia come «un orientamento sessuale».

Un’espressione che già di per sé non esisteva prima che il movimento gay iniziasse a propagare un suo proprio linguaggio.

O’Carroll, 73 anni, laburista, è già stato imprigionato due volte, la prima nel 1981 per aver cospirato nel tentativo di corrompere la morale pubblica e la seconda nel 2006, dopo essere stato trovato in possesso di circa 50.000 immagini pedopornografiche. Il suo archivio includeva fotografie e video di bambini – prevalentemente maschi, dai sei anni in su – che venivano seviziati e stuprati.

(altro…)

Gender? Quel legame tra sesso e cervello

Lascia un commentoideologia gender

Dimostrata la differenza cerebrale tra uomini e donne.

Il Prof. Scapellato: “Verità nota, oggi minata dall’ideologia”

L’ideologia LGBT domina ovunque e vuole imporci di credere che si può scegliere il proprio sesso.
Ma la scienza dimostra che uomini e donne sono differenti.
Nel fisico, ma anche nella mente.
Un tempo sarebbe stato superfluo affermarlo, trattandosi di una di quelle verità insite nel comune sentire delle persone d’ogni latitudine e civiltà.
Oggi, invece, immersi come siamo in un clima culturale di decostruzione dei modelli tradizionali e del diritto naturale, una simile affermazione riecheggia come un tuono.

(altro…)