Come la TV aiuta a sdoganare l’omosessualità

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Il Corriere svela l’azione della lobby LGBT nei massmedia.
Dal 2002 è stato capovolto il modo di percepire l’azione dell’ideologia omosessualista. Al punto da subire passivamente l’intolleranza e le violenze.
Disdire l’abbonamento è un messaggio forte, ma scrivere per protestare lo è ancora di più.

Viacom è un conglomerato di media statunitensi ed ha promosso un’indagine a livello mondiale sulla relazione tra omosessualità e media.
Una ricerca condotta su 100.000 persone provenienti da 77 paesi rivela: Ideologia gender e percezione dei gay: se una fiction vale più delle leggi (https://27esimaora.corriere.it/18_giugno_27/diritti-civili-percezione-gay-se-fiction-vale-piu-leggi-99b41ed6-7a49-11e8-b751-1a567fb9343a.shtml)

Ne è emerso che, tra chi non conosce una persona omosessuale, uno su quattro ha ammesso che i media e specialmente la TV hanno contribuito a far nascere in lui sentimenti positivi in merito all’omosessualità.
Tra chi invece conosce una persona omosessuale, il 51% sostiene il matrimonio omosessuale (dato italiano 68%) e concorda sul fatto che «i diritti dovrebbero essere applicati a tutti».
In Italia quest’ultimo giudizio è sposato dal 78% degli intervistati che conoscono una persona omosessuale o transessuale e dal 48% che non conoscono nessun omosessuale o transessuale.

Nonostante questi dati le lobby gay continuano a sostenere di essere discriminati nei media e nella società. Ovviamente è solo una tattica: continua a dipingersi come vittima per ricevere ingiusti privilegi.

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Cresciuta con due donne: «Noi i veri discriminati»

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Perché nessuno ascolta chi è cresciuto nella lobby Lgbt?
Millie Fontana domanda: «Ero omofoba quando mi chiedevo dove fosse mio padre? Ero razzista quando soffrivo? Non lascerò che chi si moblita per gli innocenti sia definito tale».
«È stato molto difficile per me formarmi un’identità stabile. La mia stabilità comportamentale ed emotiva ne ha sofferto molto»
«Io vedo l’intenzione di sbarazzarsi del genere umano»

Katy Faust si ricorda di quando, «pensando che questo era il modo per amare mia mamma e la sua “partner”, si diceva d’accordo con il cosiddetto matrimonio fra persone dello stesso sesso, finché crescendo «ho capito che potevo volere loro bene anche non essendo d’accordo circa il ruolo che la politica gioca nelle nostre vite. Se la legge sul matrimonio riguarda solo i sentimenti degli adulti, non c’è ragione di vietarlo…ma l’interesse del governo deve essere per i bambini». Perciò una legge a favore di queste unioni «è un’ingiustizia», ma non è stato facile ammetterlo a se stessa e davanti a sua madre. Faust soffriva per la mancanza della figura paterna ma non lo aveva mai rivelato prima «perché il mondo diceva che se non ero a favore del “matrimonio” gay significa che li [le persone con cui viveva] odiavo, è l’unica cosa che senti dire da una cultura che ti intimidisce per farti stare in silenzio».

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Conselice (RA): contrattacco al gender

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Da molto tempo in provincia di Ravenna la diffusione dell’ideologia gender non trova ostacoli: né nelle amministrazioni locali, né nella scuola.
Ma l’eccessiva sicurezza può far commettere dei passi falsi.

Sembra questo il caso anche delle scuole medie Foresti di Conselice e Lavezzola, nelle quali è stato proposto il famigerato spettacolo teatrale Fa’ Afafine che, sempre e ovunque, ha suscitato proteste e disagio ai genitori.
Tuttavia, c’è un fatto nuovo: a Conselice, lo scorso 20 marzo, i genitori sono insorti in massa. E han cercato consulenza giuridica e sostegno da FattiSentire.org, dando corso ad una riunione organizzativa tenutasi sul posto.
Ma andiamo con ordine.

  1. Il 27 febbraio l’Istituto Comprensivo (I.C.) ha fatto pervenire brevi manu alle famiglie un volantino informativo (allegato 1), nel quale si qualificano coloro che dissentono dalle teorie diffuse tramite tale spettacolo come persone con “pregiudizi e ignoranza”. L’affermazione è gravissima, specialmente per un Istituto che dichiara di voler far propri “i diritti dell’uomo, l’inclusione sociale, la parità di opportunità” (Ptof, p. 20).
  2. Solo il 13 marzo, a fronte delle proteste delle famiglie via e-mail, domande ai docenti e richieste di chiarimenti al dirigente, l’I.C. ha fatto pervenire brevi manu una richiesta di consenso (allegato 2), fatta su carta non intestata, senza il nome dell’alunno e senza firma del dirigente né del responsabile del progetto, ma soprattutto priva di adeguata e completa informazione alle famiglie.
  3. Tale richiesta ammette che lo spettacolo “affronta un tema […] non condiviso” ma informa che “le tematiche affrontate sono state trattate dai docenti con i ragazzi”. Si tratta pertanto di un’ammissione esplicita di precedenti attività, anch’esse prive del consenso delle famiglie relativamente a temi eticamente sensibili.
  4. Il sito dell’I.C. (visitato il 3/5/2018) espone soltanto il PTOF. Non espone il Patto Educativo di Corresponsabilità, né il dettaglio delle attività extracurricolari annuali. Per le “Uscite didattiche” non si fa cenno allo spettacolo teatrale in questione.
  5. Nel Ptof (visitato il 3/5/2018) non si fa menzione di spettacoli teatrali per la secondaria di I grado, per cui tale attività potrebbe non esser passata dal Collegio Docenti.
  6. Nel Ptof si fa invece menzione del controverso progetto “W l’amore” (pag. 15), anch’esso oggetto di interrogazioni in Assemblea Legislativa della Regione Emilia-Romagna. Ma, ancora una volta, è assente ogni riferimento alla doverosa informativa alle famiglie.

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Gli studi di genere smentiti dalla scienza.

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Si rimane uomini o donne per tutta la vita

Secondo gli “studi di genere”, l’identità di genere sarebbe una componente distinta dall’identità sessuale e potrebbe anche non coincidere con essa (producendo maschi-donne e femmine-uomini), poiché le differenze tra uomo e donna sarebbero soltanto una costruzione sociale, dovuta a stereotipi di genere, per l’appunto.
Su questa base teorica, nata negli anni ’70, viene legittimato il “cambio di sesso” di chi vive una incoerenza tra il “sentirsi” uomo (o donna) -cioè il “genere”-, e l’essere nata biologicamente come donna (o uomo), cioè il “sesso”.

Tutto falso, lo dimostra oggi la scienza moderna.
Le differenze tra uomo e donna sono biologiche e genetiche, non certo dovute all’influsso sociale o dall’educazione ricevuta.
Chi afferma di aver “cambiato sesso” ha semplicemente amputato parti anatomiche del corpo o ne ha aggiunte altre con la chirurgia estetica, dopo essersi bombardato di ormoni.
A livello neuro-fisiologico rimane come è nato, nella sua originale identità sessuale.

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