Gender: quando l’Assemblea degli Studenti chiama l’Arcigay

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Da varie parti giunge notizia di inviti da studenti delle scuole secondarie alle più disparate associazioni, prime tra tutte quelle della galassia LGBT (1).
Sono inviti leciti? Di chi è la responsabilità? Cosa può fare la famiglia?

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L’Assemblea degli Studenti di Istituto è prevista dal DPR n. 249/1998 (2) che impone l’inserimento nel Regolamento d’Istituto della disciplina di tale riunioni.
Dopo qualche anno di drammatiche sperimentazioni, tale D.P.R. è stato corretto  tornando a responsabilizzare la famiglia attraverso il Patto Educativo di Corresponsabilità (P.E.C. ex D.P.R  235/2007): «i doveri di educazione dei figli e le connesse responsabilità, non vengono meno per il solo fatto che il minore sia affidato alla vigilanza di altri (art. 2048 codice civile, in relazione all’art. 147 c.c.)» (3).

Dunque, qualunque cosa prevedano il Regolamento d’Istituto o il P.E.C., i genitori restano responsabili dell’educazione dei propri figli: «Il patto di corresponsabilità, pertanto, potrà richiamare le responsabilità educative che incombono sui genitori […] nei casi in cui i propri figli si rendano responsabili di […] comportamenti […] che ledano la dignità ed il rispetto della persona umana» (4).  È ovviamente assurdo attribuire una responsabilità senza fornire strumenti di controllo e decisionali.

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La virilità, adesso, è un “male” da curare

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Così, l’American Psychological Association (APA) ha deciso che la virilità è un problema da curare. Un articolo pubblicato sulla prestigiosa rivista della più importante associazione professionale di psicologi al mondo asserisce che «Tredici anni di lavoro, attingono a oltre 40 anni di ricerca che dimostrano che la mascolinità tradizionale è psicologicamente dannosa».
È così: in tredici anni di lavoro gli psicologi hanno scoperto che gli uomini virili non vanno volentieri dal medico e che indulgono in comportamenti pericolosi: fumare, bere e… «evitare le verdure» (testuale). Sembra di sentire la mamma: «Mangia la verdura! Ti fa bene, è per la salute! Se non mangi la verdura ti mando dallo psicologo!».

Un momento… in effetti l’articolo sulla pericolosità della virilità tradizionale… è scritto da una donna. Incidentalmente impegnata nel sostenere i diritti dei gay, ma è sicuramente un caso. Non solo: hanno anche appreso che «gli uomini sono spesso riluttanti ad ammettere vulnerabilità». Se solo sapessero che la Bussola incoraggia questo comportamento…

Il dato utilizzato per avvalorare l’ipotesi che la virilità fa male è dato dal tasso di suicidi. Fino alla pubertà non ci sono differenze tra maschi e femmine; dopo il tasso di suicidi tra gli uomini si distacca enormemente da quello delle donne.
Dunque… la virilità uccide?

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Gender e bullismo: spunta un dato clamoroso

1 Commentoideologia gender,Legislazione nazionale

Il bullismo è un grimaldello per introdurre il gender nelle scuole: questa tesi è già stata sostenuta e documentata su queste pagine (1).

Tuttavia, nei giorni scorsi, è emerso un dato clamoroso relativamente al cyberbullismo (il bullismo fatto attraverso internet): in tutto il 2018, in Emilia-Romagna, i casi accertati dal Compartimento di Polizia Postale e delle Comunicazioni per l’Emilia-Romagna sono stati due. Sì, avete letto bene: 2 (due).Nel precedente anno 2017, peraltro, erano stati 33 in tutta la Regione (2).

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Il pedofilo e la rivista per normalizzare il sesso con i bambini

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Finisce un pessimo 2018, ma martedì si canta il Veni Creator
Aumentano i casi di riviste pseudo-scientifiche che danno spazio ai pedofili. 
Cinquanta anni fa si è sganciato il sesso dal suo fine ed è stato come una palla che cade su un piano inclinato.
Per l’Italia Mario Mieli non è l’unico: un itinerario che vede analogie tra il Partito Laburista e alcuni partiti italiani. 
La miopia dei Pastori che condannano solo gli abusi sui minori, ma tacciono sul diffondersi dell’omo-eresia.
E fa capolino il sesso con animali.

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La campagna per rendere accettabile la pedofilia, conseguente all’aver sganciato il sesso dal suo fine, procede a passi spediti. Sul numero di dicembre di Sexuality & Culture, un trimestrale soggetto alla revisione tra pari e pubblicato dal colosso editoriale Springer, è apparso un articolo del britannico Thomas O’Carroll, un famoso attivista pedofilo che vorrebbe normalizzare gli abusi sui bambini descrivendo la pedofilia come «un orientamento sessuale».

Un’espressione che già di per sé non esisteva prima che il movimento gay iniziasse a propagare un suo proprio linguaggio.

O’Carroll, 73 anni, laburista, è già stato imprigionato due volte, la prima nel 1981 per aver cospirato nel tentativo di corrompere la morale pubblica e la seconda nel 2006, dopo essere stato trovato in possesso di circa 50.000 immagini pedopornografiche. Il suo archivio includeva fotografie e video di bambini – prevalentemente maschi, dai sei anni in su – che venivano seviziati e stuprati.

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Gender? Quel legame tra sesso e cervello

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Dimostrata la differenza cerebrale tra uomini e donne.

Il Prof. Scapellato: “Verità nota, oggi minata dall’ideologia”

L’ideologia LGBT domina ovunque e vuole imporci di credere che si può scegliere il proprio sesso.
Ma la scienza dimostra che uomini e donne sono differenti.
Nel fisico, ma anche nella mente.
Un tempo sarebbe stato superfluo affermarlo, trattandosi di una di quelle verità insite nel comune sentire delle persone d’ogni latitudine e civiltà.
Oggi, invece, immersi come siamo in un clima culturale di decostruzione dei modelli tradizionali e del diritto naturale, una simile affermazione riecheggia come un tuono.

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Tuteliamo i nostri ragazzi
, informiamoci sulle attività delle ASL in Emilia-Romagna

2 Commentiideologia gender,Legislazione locale

Prima di analizzare la situazione delle singole provincie occorre fare alcune premesse.

1) “Omofobia”, “stereotipi”, “discriminazione”, “bullismo”, “violenza di genere”. Quando un’Azienda Sanitaria Locale (ASL) entra in una scuola con un progetto educativo su questi temi, dobbiamo mettere in conto la possibilità che voglia influenzare i nostri figli per far loro accettare l’omosessualità, far credere che possono decidere il proprio sesso e quindi considerare le relative esperienze come “una possibilità” (1).

2) Analizzare i progetti delle ASL. Ci siamo focalizzati sui progetti con titoli del tipo: “Benessere Individuale e Relazionale”, “Contrasto Comportamenti a Rischio” e “Sessualità e Affettività”. Sono le categorie generali che possono favorire la diffusione di
– “affetto e sentimenti” così intesi: «la pornografia è usata per la masturbazione e masturbarsi è un fatto del tutto naturale»;
ideologia omosessualista (gender): «un rapporto omosessuale ha le stesse caratteristiche di un rapporto eterosessuale» e in caso di dubbi «si può contattare l’Arcigay tel. […] o il Telefono Amico Gay tel.»;
aborto, pillola del giorno dopo, ecc.: nel caso si resti incinta ci si può «rivolgere a uno Spazio Giovani o a un Consultorio pubblico […] per chiedere di interrompere la gravidanza»;
malattie veneree (epatite A, sifilide, ecc.): «Oltre all’AIDS esistono altre malattie a trasmissione sessuale […] per fortuna quasi tutte queste malattie sono curabili» (3).
In tutti questi progetti viene sempre inculcato una sorta di “dogma”: “basta mettere il preservativo e puoi fare quel che vuoi”.
E’ perciò indispensabile che sia la famiglia a controllare in prima persona il PTOF e i progetti della scuola dei figli: di seguito si indicherà dove verificare quelli attivati dagli “Spazi Giovani” nelle scuole dei nostri ragazzi.

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Terni: “Bambole azzurre, soldatini rosa”

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Lo scorso 19 ottobre alcuni massmedia nazionali hanno segnalato un’iniziativa nella scuola primaria Mameli di Fornole, frazione di Terni, intitolata “Bambole azzurre, soldatini rosa”, intesa a «educare i bambini alle emozioni e al contrasto agli stereotipi di genere».

Ha “fatto notizia”, in particolare, l’ottima presa di posizione dell’Assessore alla Scuola del Comune di Terni: «Giù le mani dai bambini. Nelle scuole di Terni non entrerà mai un progetto del genere. Come assessore della Lega esprimo fin da subito il mio disappunto. La scuola non può e non deve sostituirsi alla famiglia».
E’ perfetto: omofobia, stereotipi, violenza di genere e bullismo sono solitamente i temi attraverso i quali si confondono i bambini e ragazzi, fino a farli incuriosire rispetto a esperienze contro natura.

A tale dichiarazione ha risposto la Consigliere Provinciale per la Parità, di Sinistra e Libertà (SEL): «Non c’è alcuna teoria no gender dietro a questo progetto […] il progetto [è] condiviso con docenti, genitori e direzione didattica».

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UE: il gender si può fermare

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Il veto della Polonia ferma l’approvazione del documento. Secondo Varsavia, dovevano essere menzionate espressamente le discriminazioni contro ebrei e cristiani.

Dunque, è possibile fermare le ideologie distruttici diffuse dall’Unione Europea: basta volerlo con determinazione.

La Polonia boccia la Carta dei diritti Ue: troppo filo-Lgbt

La Polonia di nuovo contro una decisione dell’Unione europea. Questa volta, il governo di Varsavia ha bloccato la firma della Carta europea dei diritti fondamentali.

Il motivo, secondo i polacchi, è che il testo sia troppo favorevole alle istanze della comunità gay.
La Polonia ha obiettato che nella Carta sia menzionata la discriminazione degli omosessuali ma non dei cristiani e degli ebrei. Ed è per questo che ha deciso di boicottarla.

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Gay pride all’asilo: la battaglia continua

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Casalecchio, la Lega accusa: “Hanno parlato di gender a bimbi”

L’ideologia gender propagandata ai bambini senza che le famiglie ne sapessero nulla. La Lega, attraverso un’interrogazione in consiglio regionale, incalzato i responsabili regionali su quanto accaduto, a luglio scorso, in un centro estivo di Casalecchio (vedere: https://www.osservatoriogender.it/bologna-a-scuola-di-gay-pride/ ).

Per una volta non solo parole: qualcuno difende la famiglia.
Avviato il 2° passaggio in Regione, segnalando numerose violazioni alle norme.
Si va verso il commissariamento dell’amministrazione comunale socialista?

E anche “Grazia” spaccia gender a gogo’

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Allosessuale: il dizionario della “Sexual fluidity” si arricchisce

Il settimanale femminile della Mondadori contribuisce allo tsunami antropologico che devasta l’identità occidentale e cristiana.

Ogni giorno che passa scopriamo nuovi termini che vanno ad “aggiornare” il dizionario LGBTQ ecc…

Qual è l’ultima chicca? Il nuovo termine “allosexual”.

Come riportato a caratteri cubitali dal giornale online Grazia, si tratta “di un nuovo termine che dovete assolutamente conoscere.”

Come spiega anche  Rena McDaniel, specialista con tanto di titolo di studio in consulenza per l’identità di genere e sessuale:

Allosexual è una parola che sta emergendo dalle comunità asexual per descrivere chi non è sessuato

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