Emilia-Romagna: Aumentano gli aborti, ma si nasconde la verità

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Rapporto 2018 sugli aborti in Emilia-Romagna: si continua a nascondere la crescente diffusione delle pillole abortive.

L’Emilia-Romagna si conferma la Regione di morte: aumento delle giovani (14-25 anni) che utilizzano pillole del giorno dopo: +39,6% rispetto al 2017.
Aumentato il numero degli Spazi Giovani e gli Spazi GIovani Adulti: sono i luoghi dove viene regalata la pillola abortiva alle donne tra i 26 e i 45 anni.

Occorre ribadire che si tratta di pillole potenzialmente abortive: un paper scientifico (del prof. A. F. Filardo, vice presidente dei ginecologi), ci aiuta capire.

Qui il rapporto 2018 sugli aborti dell’Emilia-Romagna: http://www.difenderelavita.org/db/20191015_Rapporto_IVG_2018_definitivo.pdf

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La “pillola del giorno dopo” denunciata in Parlamento

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Ferrara. La “imponente” manifestazione contro la maternità e le mamme in difficoltà fatta dal Comitato “Non una di meno”: vale a dire che tale Comitato è composto da 14 persone, non una di meno.

Emilia-Romagna. Continua l’attenzione degli esponenti di Fratelli d’Italia nei confronti della difesa della vita nascente.
Come si ricorderà, il principio attivo della “Pillola del giorno dopo” è risultato provocare danni epatici (vedere: http://www.difenderelavita.org/e-salta-fuori-che-la-pillola-del-giorno-dopo-distrugge-il-fegato/).

Lo scorso giugno era stata fatta un’interrogazione sull’argomento dal consigliere Giancarlo Tagliaferri (FdI) che aveva ottenuto una risposta evasiva e pilatesca da parte dell’Assemblea Legislativa dell’Emilia-Romagna (vedere: http://www.difenderelavita.org/emilia-romagna-pillola-abortiva-gratis-fratelli-ditalia-non-ci-sta/).

Infine, il senatore Alberto Balboni (FdI) ha deciso di sottoporre il grave problema al Parlamento, depositando un’interrogazione a risposta scritta (vedere: http://www.senato.it/japp/bgt/showdoc/showText?tipodoc=Sindisp&leg=18&id=1105306 ) che riproduciamo integralmente:

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Continua in Italia la strage abortista

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Il ruolo crescente delle pillole “del giorno dopo”, spesso abortive: tra il 2015 e il 2017 le vendite sono praticamente raddoppiate.

Con leggero ritardo è stata presentata a Roma la relazione sull’attuazione della legge 194 che ogni anno, in una sorte di macabro rituale, il ministero della Salute porta all’attenzione del Parlamento italiano.

I dati definitivi del 2017 confermano il trend degli ultimi anni:

  • rimane costante il numero degli infanticidi prenatali legalizzati che si attesta intorno ad una cifra di poco inferiore alle 81.000 unità (l’intera popolazione di una media città italiana come Varese …) con una leggera flessione rispetto al 2016 (4,9 percento in meno), malgrado il generale calo delle nascite;
  • in costante crescita, invece, il numero degli aborti farmacologici, tanto che gli omicidi provocati dall’utilizzo della pillola Ru486 sono cresciuti del 5 percento in soli tre anni e nel 2017 hanno rappresentato il 17,8 percento del totale;
  • per quanto riguarda il ricorso alla contraccezione d’emergenza si registra un vero e proprio boom di vendite, in particolare della pillola del giorno dopo e di quella dei 5 giorni dopo (EllaOne), anche in considerazione del fatto che per acquistare tali prodotti cripto abortivi non vige più l’obbligo della prescrizione medica;
  • rimane stabile il dato sugli obiettori di coscienza e il ministero della Salute, basandosi su parametri di calcolo specifici come i carichi di lavoro settimanale per medico obiettore e la diffusione dei punti Ivg rispetto ai punti nascita, non rileva, purtroppo, particolari criticità nell’erogazione dei “servizi” di aborto.

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E salta fuori che la “pillola del giorno dopo” distrugge il fegato!

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Lo Stato italiano: “l’uso di Esmya deve essere limitata e che sono necessarie misure per minimizzare il rischio di danno epatico” (AIFA – Agenzia Italiana del Farmaco: http://www.aifa.gov.it/content/nota-informativa-importante-su-esmya-ulipristal-acetato-03082018)
Anche l’Agenzia europea dei medicinali segnala gravi danni al fegato per chi assume un farmaco a base di Ulipristal acetato.
E’ lo stesso principio attivo contenuto nella EllaOne, la cosiddetta pillola dei 5 giorni dopo. Ma non viene fatta nessuna correlazione.
Perché? Forse perché i dosaggi sono diversi, ma è evidente che gli ideologi del socialismo statalista e welfarista se ne guardano bene dal parlarne, perché aborto e contraccezione non si possono toccare.

I rischi della pillola dei 5 giorni dopo che non ci dicono

di Tommaso Scandroglio

C’è una notizia che i media, eccezion fatta per quelli di settore, hanno pressoché snobbato. Il principio attivo della cosiddetta pillola dei cinque giorno dopo, pillola che può avere effetti anche abortivi, si chiama ulipristal acetato. Questo principio attivo è presente anche nell’Esmya, un farmaco per il trattamento dei sintomi da moderati a gravi dei fibromi uterini.

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Emilia-Romagna: pillola abortiva gratis? Fratelli d’Italia non ci sta

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Ad inizio 2018, l’allora Ministro della Salute Beatrice Lorenzin e l’Assessore alla Sanità dell’Emilia-Romagna avevano diffuso l’incredibile affermazione secondo la quale gli aborti sarebbero in calo (Cfr. http://www.marciaperlavita.it/articoli/regione-emilia-romagna-sempre-piu-aborti/ ).

Subito i movimento pro-life avevano fatto sostenuto la falsità della tesi (Cfr. tra i tanti: http://www.difenderelavita.org/bugie-sul-calo-degli-aborti-il-silenzio-sulla-pillola-omicida/ ), costruita nascondendo il numero di “pillole del giorno dopo” distribuite gratuitamente dlle aziende sanitarie delle varie Regioni.

Dopo un’azione di sensiblizzazione svolta da fattisentire.org, un coraggioso esponente di Fratelli d’Italia interroga la Giunta regionale chiedendo di rendere noti i numeri della bugia.
Qui l’interrogazione: http://demetra.regione.emilia-romagna.it/al/articolo?urn=er:assemblealegislativa:attoispettivo:10;6709 ).

Qui di seguito il

COMUNICATO STAMPA

Sanità. Tagliaferri (Fdi) critico su contraccezione d’emergenza: giunta chiarisca sui numeri in regione

Il consigliere critica “una strisciante e mai annunciata autorizzazione all’aborto continuo e ripetitivo”

Quali i numeri relativi alla contraccezione d’emergenza erogata gratuitamente attraverso i Consultori Familiari e gli Spazi Giovani, i costi sostenuti dalla Regione Emilia-Romagna nei primi mesi del 2018 e il numero di prestazioni destinate a minorenni.
È Giancarlo Tagliaferri di Fratelli d’Italia a intervenire, con un’interrogazione rivolta al governo regionale, sul tema contraccezioni cosiddette d’emergenza, come pillola del giorno dopo e pillola dei cinque giorni dopo.

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