Minacce - Eutanasia: Carlo Alessi, il risvegliato
19 Gennaio 2009

 

Carlo Alessi

La pallanuoto, il tifo per il Catania, la piscina «come quando si andava tutti al mare». E quella lettera a Beppino Englaro. Un padre racconta un figlio “vegetale” e la sua famiglia rinata grazie a un sondino

Argomento: Minacce alla vita

Per la Cassazione far morire è «affare privato»

Marta Cartabia
professore di Diritto costituzionale Università di Milano-Bicocca

L’ultima e definitiva decisione della Corte di cassazione a sezioni unite del 13 novembre scorso sul caso Englaro è una decisione di tipo procedurale. Il ricorso è stato dichiarato inammissibile, perché il soggetto che l’ha proposto – il Pubblico Ministero presso la Corte di appello di Milano – non aveva titolo per farlo, a giudizio della Suprema Corte. Un vizio di procedura, dunque, è quello che conduce alla irrevocabile decisione di sospendere l’alimentazione, affinché Eluana Englaro muoia.

Argomento: Minacce alla vita

La Corte di Cassazione ha respinto il ricorso della procura di Milano in merito alla decisione della Corte d’Appello del capoluogo lombardo di sospendere l’alimentazione e l’idratazione di Eluana Englaro, la donna di Lecco in stato vegetativo persistente. Pubblichiamo uno stralcio del capitolo “La soluzione finale: sterminio”, tratto da La banalità del male di Hannah Arendt, Feltrinelli, Milano, 2001.
Tempi.it, 17-11-2008

La “morte pietosa” di Eluana

Prima di Auschwitz Hitler pensò all’eutanasia e al “modo umanitario” con cui porre fine alla vita delle “persone incurabili”.
Una pagina profetica della grande filosofa e scrittrice Hannah Arendt

Argomento: Minacce alla vita

Con profondo senso di umana solidarietà verso le famiglie impegnate nell’assistenza di persone in stato vegetativo permanente, riteniamo necessario esprimere la nostra preoccupazione quali docenti di diritto penale circa alcuni orientamenti desumibili dalle recenti sentenze adottate in sede civile dalla Corte di Cassazione e dalla Corte d’Appello di Milano in merito al caso di Eluana Englaro.

Secondo le argomentazioni svolte dalla Corte d’Appello quale giudice di rinvio, infatti, una volta che sia riferibile per via indiziaria a un soggetto ritenuto irreversibilmente incosciente il desiderio di non vivere tale situazione di grave precarietà esistenziale, l’omissione, da parte delle persone tenute alla tutela, dell’ulteriore somministrazione di idratazione e alimentazione, che provoca la morte del soggetto, sarebbe qualificabile come conforme al diritto.
D’altra parte idratazione e alimentazione, essendo fattori necessari al perdurare in vita di ogni individuo, ancorché sano, non posseggono alcun significato inteso al contrasto di uno stato patologico; non possono, pertanto, costituire, anche quando realizzati attraverso modalità mediche, un trattamento terapeutico e, segnatamente, un trattamento sproporzionato, come tale non dovuto.

Argomento: Minacce alla vita
Minacce - Eutanasia: La morte di Piergiorgio Welby

Pieta' e chiarezza 
La morte di Piergiorgio Welby
FRANCESCO D'AGOSTINO
(©L'Osservatore Romano - 29 Dicembre 2006)

Pietà e chiarezza. La pietà, la massima pietà, è richiesta quando ci si concentra su di un caso umano come quello di Piergiorgio Welby, un caso straziante, ancor più che doloroso. Chiarezza, la massima chiarezza, è quella invece richiesta da un caso politico, come lo stesso Welby ha voluto che si considerasse il suo caso. Alla pietà si addicono il silenzio, la meditazione e soprattutto la preghiera.
La chiarezza esige invece capacità di analisi e di discernimento, freddezza di ragionamento e soprattutto una profonda onestà intellettuale. Ed esige altresì che la pietà, valore umano profondo e prezioso, venga tenuta separata dall'emotività, dinamica psicologica tanto coinvolgente, quanto in genere effimera e povera di contenuti. Il dibattito pubblico, attivato dalla lettera che Piergiorgio Welby ha inviato il 22 settembre al Presidente Napolitano, chiedendo che gli fosse concessa una "morte dolce", e che per settimane e settimane ha occupato gli spazi massmediatici, e non solo in Italia, ha mescolato assieme temi, istanze e sentimenti diversi, con il fine evidente di alterare l'orientamento profondamente e istintivamente ostile all'eutanasia dominante nel nostro Paese. È presto per poter dire quale efficacia abbia avuto questa campagna mediatica. Ma fin d'ora si può e si deve dire che è stata condotta strumentalizzando indebitamente un caso terribile e pietoso. Puntualizziamo alcuni termini del problema, che comunque, come si vedrà, restano fortemente interconnessi.

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Anche se motivata da sentimenti di una mal intesa compassione o di una mal compresa dignità da preservare, l’eutanasia invece che riscattare la persona dalla sofferenza ne realizza la soppressione. La compassione, quando è priva della volontà di affrontare la sofferenza e di accompagnare chi soffre, porta alla cancellazione della vita per annientare il dolore, stravolgendo così lo statuto etico della scienza medica.

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+ ELIO SGRECCIA

 

BREVI NOTE SUL CASO DELLA BAMBINA INGLESE CHARLOTTE WYATT

11-12 OTTOBRE 2004

 

(Pubblicato su "L'Osservatore Romano" di Lunedì-Martedì 11-12 ottobre 2004, p. 9)

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GIOVANNI PAOLO II
 
Discorso
AI PARTECIPANTI AL CONGRESSO INTERNAZIONALE
"LIFE-SUSTAINING TREATMENTS AND VEGETATIVE STATE: SCIENTIFIC ADVANCES AND ETHICAL DILEMMAS"


20 marzo 2004

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ELIO SGRECCIA
Le "Disposizioni anticipate di trattamento"
26 LUGLIO 2005

Il significato e i precedenti storici

Le disposizioni anticipate di trattamento sono spesso denominate “testamenti di vita” e consistono in una dichiarazione scritta e firmata dalla persona in età legale e in condizioni di intendere e di volere, al fine di dare indicazioni al medico e al personale sanitario sui trattamenti che si intende ricevere o rifiutare in caso di malattia grave o terminale, in previsione di una eventuale perdita della capacità di intendere e di volere.

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Federazione Internazionale delle Associazioni dei Medici Cattolici
Pontifia Academia pro Vita

Documento Congiunto

RIFLESSIONI SUI PROBLEMI SCIENTIFICI ED ETICI RELATIVI ALLO STATO VEGETATIVO
18 Aprile 2004

Al termine di quattro giorni di studio e di intenso dibattito, nel corso del Congresso Internazionale "Life-Sustaining Treatments and Vegetative State. Scientific Advances and Ethical Dilemmas" (Roma 17-20 Marzo 2004), dopo aver ascoltato gli interventi di alcuni eminenti studiosi del campo, che hanno valutato la questione in prospettiva scientifica, antropologica ed etica, e dopo aver meditato sul messaggio del Santo Padre ai Congressisti, la Federazione Mondiale delle Associazioni dei Medici Cattolici (FIAMC) e la Pontificia Accademia per la Vita (PAV) presentano a tutti gli operatori sanitari ed alla società intera le seguenti:

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