La mitologia demografica

Natalità & fertilità

 Bench? ormai scienza matura, la demografia conosce tuttora numerosi miti. Fra i pi? diffusi vi sono la leggenda della crescita demografica esponenziale, incapace di guardare alla complessit? dei fenomeni demografici, e il miraggio di un aumento letale, che ignora la verit? secondo cui la popolazione pu? crescere solo se l’alimentazione e le altre condizioni di vita lo rendono possibile. Diffuso ? pure il mito secondo il quale i problemi demografici andrebbero risolti attraverso il controllo delle nascite: la crescita della popolazione ? invece dovuta alla riduzione della mortalit?, e solo quando questa diventa stabile interviene anche una riduzione della fecondit?. Purtroppo questi miti hanno giocato un ruolo rilevante alla Conferenza Internazionale su Popolazione e Sviluppo, organizzata a Il Cairo, nel 1994, dall’Organizzazione delle Nazioni Unite.

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Il composto RU 486 e il mito della pillola

Minacce alla vita

Intervista con il dottor Rudolf Ehmann
Nel dicembre del 1988 l’ARGE Art. 1 GG – Arbeitsgemeinschaft Artikel 1 Grundgesetz, il Gruppo di Lavoro Articolo 1 della Costituzione, un’associazione per la difesa del diritto alla vita nella Repubblica Federale di Germania – ha reso pubblico un documento sulla contraccezione ormonale, cio? sulla cosiddetta “pillola”, e sul nuovo composto farmaceutico siglato RU 486. Nel marzo del 1989, in occasione di una riunione del direttivo dell’Associazione dei Medici Cattolici Svizzeri a Stans, nella Svizzera tedesca, ne tratto con il dottor Rudolf Ehmann, primario del reparto di ginecologia del locale ospedale cantonale, e autore della parte scientifica del documento stesso. Nato ad Augusta, nella Repubblica Federale di Germania, il 1? gennaio 1942, il dottor Rudolf Ehmann ha studiato presso le universit? di Monaco di Baviera, di Friburgo e di Berna, e si ? specializzato in ginecologia presso l’ospedale cantonale di Olten, sempre nella Svizzera tedesca, quindi presso la clinica ginecologica dell’Universit? di Basilea. Successivamente ? stato aiuto all’ospedale cantonale di Sciaffusa e – come ho gi? ricordato – dal 1? gennaio 1984 ? primario del reparto di ginecologia e di ostetricia nell’ospedale cantonale di Nidwalden, a Stans. Vicepresidente dell’Associazione dei Medici Svizzeri per il Rispetto della Vita, egli fa parte della direzione della World Federation of Doctors who Respect Human Life, ed ? membro del direttivo dell’Associazione dei Medici Cattolici Svizzeri. Da anni si dedica allo studio dei problemi relativi alla bioetica, alla medicina della riproduzione e alla regolazione delle nascite, soprattutto per quanto riguarda i suoi metodi, i suoi effetti principali e quelli collaterali, con particolare attenzione ai contraccettivi ormonali e ai diaframmi intrauterini o IUD.

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Aborto legale 1978-1996: bilancio di un fallimento

Minacce alla vita

Delle centinaia di morti in disastri aerei si parla a lungo, come ? giusto che sia. Delle migliaia di morti che insanguinano i conflitti civili in corso in varie zone del globo, a cominciare dal Burundi, nella lotta che contrappone Hutu e Tutsi, si dice molto meno: ? una delle tante conferme che il principio di uguaglianza non vale per i mass media. Delle decine di migliaia di esecuzioni capitali e di eliminazioni fisiche di minori handicappati eseguite nella Repubblica Popolare Cinese ogni anno non si sa quasi nulla: qualche notiziola sulla stampa, e niente di pi?.

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L’aborto nell’ordinamento giuridico della Repubblica Italiana

Minacce alla vita

1. L’aborto in Italia prima della legge n. 194/1978

Prima del 1975 l’aborto in Italia non era consentito, e anzi veniva sanzionato dalle norme contenute nel titolo X del libro II del codice penale; tuttavia, la giurisprudenza applicava con una certa frequenza come causa di giustificazione lo “stato di necessit?”, previsto dall’articolo 54 dello stesso codice, ritenendo non punibile l’intervento abortivo reso necessario per salvare la vita della gestante e, in taluni casi, anche per ragioni di salute, purch? gravi: era una soluzione che valutava l’interruzione della gravidanza in termini di illiceit?, salvo rinunciare all’applicazione della pena nel caso concreto, in presenza di circostanze di fatto rigorosamente verificabili.

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Aborto anche in “pillole”

Minacce alla vita

 Dodici anni dopo l?approvazione della legge n. 194

Di fronte alla possibilit? che anche in Italia venga introdotta la “pillola” RU 486, caldeggiata dal sottosegretario alla Sanit?, sen. Elena Marinucci, rinnovate riflessioni sugli effetti e sulle contraddizioni del testo normativo in vigore dal maggio del 1978, che ha consentito la soppressione “legale” di circa due milioni e mezzo di vite umane.

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Aborto anno XI: dal caso Mangiagalli a Provvedimenti in difesa della maternit

Minacce alla vita

La strage continua
Aborto anno undecimo: dal “caso Mangiagalli”
a “Provvedimenti in difesa della maternit?”

Un tragico episodio di risonanza nazionale e un gesto di particolare rilevanza politica ? la presentazione in Parlamento di una proposta di legge abrogativa della famigerata legge n. 194 e che introduce una nuova disciplina della materia ?, mentre persiste l?ignavia nella tutela della vita del nascituro da parte della Democrazia Cristiana e di chi si presenta come guida del fronte antiabortista.

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ABORTO E DIRITTO NATURALE

Minacce alla vita

Per fondare la battaglia in difesa della vita
Articolo apparso sul n. 13 di
Cristianit? del marzo-aprile 1975




 

Conferenza del professor don Dario Composta S.D.B. – ordinario di storia della filosofia antica e docente di filosofia del diritto presso la Pontificia Universit? Urbaniana, docente di filosofia presso la Pontificia Universit? Salesiana -, tenuta a Roma il 20 giugno 1975, presso la parrocchia di San Lorenzo in Lucina, nel corso di una manifestazione organizzata da Alleanza Cattolica.

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