Eutanasia: l’Occidente al bivio

Minacce alla vita

Morale: contraccezione, dissenso... L’Occidente sapr? sfuggire oggi al fascino degli avvocati della secolarizzazione di cui la crescente indifferenza davanti alla diffusione dell’aborto e dell’eutanasia non ? che una manifestazione? Dopo le grandi battaglie contro l’aborto, ora ? contro l’eutanasia che occorre riprendere la lotta.

di JOSEPH JOBLIN
? L’OSSERVATORE ROMANO Mercoled? 10 Maggio 2000

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Dichiarazione sull’Eutanasia

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Della Congregazione per la Dottrina della Fede (1980).
Eutanasia significava, nell’antichit?, una morte dolce senza sofferenze atroci. Oggi ci si riferisce all’intervento della medicina diretto ad attenuare i dolori della malattia e dell’agonia, talvolta anche con il rischio di sopprimere prematuramente la vita. Il termine viene usato con il significato di procurare la morte per piet?, allo scopo di eliminare radicalmente le ultime sofferenze o di evitare dolore a bambini anormali, ai malati mentali o agli incurabili

Dichiarazione sull’Eutanasia

Sacra Congregazione per la Dottrina della Fede

(1980)

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Cellule staminali umane autologhe e trasferimento di nucleo

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Un notevole interesse scientifico e clinico, non disgiunto da un ampio dibattito pubblico sulle sue implicazioni etiche, sociali e giuridiche, continua a circondare lo studio delle cellule staminali. Queste cellule, capaci di autorinnovarsi in coltura e non specializzate per svolgere un?unica e definitiva funzione all?interno dell?organismo, ma ancora relativamente indeterminate e potenziali rispetto ad essa, rappresentano la naturale sorgente citologica dalla quale si formano tutti i tessuti del corpo durante lo sviluppo e attraverso la quale gli stessi tessuti possono rinnovarsi ove richiesto in alcune condizioni fisiologiche o patologiche, sostituendo le cellule non pi? funzionali. (altro…)

CAPITOLO V. RIFLESSIONI TEOLOGICHE E PROSPETTIVE PASTORALI

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Creazione e procreazione

27. Occorre prima di tutto sottolineare che la teologia della procreazione ? chiamata a crescere nella misura in cui essa ? articolata in connessione con la teologia della creazione. (58) Sotto l’effetto della corrente illuminista, la concezione di Dio che tende a prevalere oggi in taluni ambienti non ha nulla di un Dio che ? Padre e Provvidenza per i suoi figli, che si preoccupa del mondo e mantiene nell’ esistenza ogni cosa creata. Il dio dei Lumi non si preoccupa n? degli uomini n? dell’insieme delle creature. Gli uni e gli altri obbediscono a leggi puramente immanenti. In questa visione, oggi tanto diffusa, sussiste solo un’etica residua che si riassume in un determinismo che consacra, alla fine dei conti, l’emergere dei pi? forti.

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CAPITOLO IV. ASPETTI SOCIALI DEL SERVIZIO ALLA FAMIGLIA

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Famiglia e societ?

20. L’uomo, per la sua condizione personale, diventa un essere non solo familiare ma anche politico e sociale. Nel processo storico questa dimensione viene scoperta parallelamente a quella di individuo o di persona. Il noi ? contemporaneo all'” io-tu“. La dimensione sociale e politica si scopre per due vie: negativa, in quanto nessun uomo basta a se stesso, ma ha bisogno degli altri fin dal primo momento della sua esistenza fino alla morte; positiva, poich? l’uomo singolo comunica con gli altri le sue capacit? e si realizza “mediante il dono sincero di s?”.(48) Nella societ? l’orizzonte della vita si apre ad altre dimensioni. La societ? umana presuppone la famiglia e questa trova nella societ? il suo compimento. Si verifica una specie di circolarit?: la famiglia viene ordinata alla societ? e questa si ordina al servizio della famiglia. Da un lato la persona e la famiglia sono anteriori, e dall’altra la societ? si ordina al bene comune della persona e della famiglia.(49)

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CAPITOLO III. FAMIGLIA E PROCREAZIONE INTEGRALE

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Persona e procreazione integrale

18. Paolo VI, pellegrino a Nazareth, invitava le famiglie cristiane all’imitazione della Sacra Famiglia: “Che Nazareth ci insegni cosa ? la famiglia, la sua comunione d’amore, la sua austera e semplice bellezza, il suo carattere serio ed inviolabile”.(44) Da parte sua, Giovanni Paolo II propone alla famiglia il modello del mistero trinitario: “Nel suo mistero pi? intimo, non ? solitudine, bens? una famiglia, dato che ha in s? paternit?, filiazione e l’essenza della famiglia che ? l’amore”.(45)

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CAPITOLO II. LA FAMIGLIA LUOGO DI PROCREAZIONE

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Trasmissione della vita e dignit? della persona umana

15. L’affermazione della dignit? della persona costituisce, senza alcun dubbio, una delle realt? pi? ricche e importanti della civilt? contemporanea. Kant indica la differenza tra cosa e persona; quella ? un mezzo, questa ? sempre un fine.(31) La cosa ha un prezzo e si pu? scambiare, la persona ? di un valore infinito e non ammette scambio con nient’altro. Il pensiero cristiano non solo assume questa considerazione, ma ne mostra anche il fondamento: la persona umana ha un valore infinito, perch? ? immagine di Dio; e ancora di pi?, perch? ? amata da Dio. Nel dogma cristiano il concetto si applica anche alle persone della Trinit?, e, a seguire, si applica anche all’essere umano. Tre sono le caratteristiche della realt? personale: essere un tutto unico e irripetibile, avere una natura spirituale, sussistere in modo autonomo, e di conseguenza essere dotato di libert?. La persona possiede quindi la dignit? pi? alta.

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CAPITOLO I. LA VITA DONO DI DIO

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CAPITOLO I. LA PROCREAZIONE
Sapienza dei popoli e valore umano della discendenza

10. L’individuo umano ? un essere culturale che per sua natura desidera conoscere se stesso. Ma sia come singolo che come membro della societ?, non formula le sue domande partendo da zero. La natura stessa lo indirizza dall’interno mediante le inclinazioni naturali. Queste lo portano ai beni consoni alla sua natura. Prima di interrogarsi su di s? conosce molte cose di se stesso, e prima di scoprire che ? un essere familiare, egli si trova in famiglia, nella quale nasce, si sviluppa, vive e muore.(19) La vita in famiglia ? il suo inizio, centro di gravit? e di sviluppo. Questo vale per tutti gli uomini e per tutti i tempi del passato e del presente, e varr? nel futuro, essendo l’uomo mosso proprio dalla sua natura umana e dalle profonde inclinazioni di essa. Non ? necessario chiamare in causa tutto il passato, ma ? utile uno sguardo alla storia per confermare, nella certezza dell’universalit?, la realt? familiare come luogo della trasmissione umana della vita. Historia magistra vitae.

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INTRODUZIONE (2): La vita, dono di Dio

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5. L’antropologia cristiana ha una chiara risposta alla questione dell’uomo e quindi alla questione della famiglia e, all’interno dell’analisi della vita familiare, alla questione della procreazione. L’uomo ? un essere vivente che riceve la vita con il dono radicale dell’esistenza. Nessuno al mondo dona la vita a se stesso. I greci affermavano che “il sole e l’uomo generano l’uomo”, (7) perch? senza il sole la vita nel pianeta terra non ? possibile. Il pensiero cristiano afferma molto di pi?: che la vita umana non viene soltanto dai genitori, n? solo dall’insieme della natura, bens? da Dio, giacch? Dio e l’uomo cooperano nella generazione dell’uomo, di ogni uomo. Dio, nel momento della fecondazione, crea l’anima e la infonde nella materia, facendo in modo che questa sia, fin dal primo istante, un corpo umano.(8) Per questo parliamo di “procreazione”: Dio creatore e l’uomo, in misteriosa collaborazione sono, a livelli infinitamente diversi, cooperatori nel sorgere di ogni nuovo uomo. L’uomo e la donna hanno, per cos? dire, ricevuto la procura da Dio per partecipare, a livello di creatura, al potere creatore divino.

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INTRODUZIONE: Direttive profetiche e obiettivi necessari

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INTRODUZIONE: FAMIGLIA E PROCREAZIONE

1. Il Pontificio Consiglio per la Famiglia, fedele alla sua vocazione originaria, ? attento ai segni dei tempi per dare la giusta risposta ai numerosi problemi che la famiglia trova nel suo cammino. Il Papa Giovanni Paolo II, felicis recordationis, che nel corso degli anni ha voluto seguire da vicino questo Dicastero e gli ha dimostrato un amore preferenziale, ha disegnato il panorama delle nostre attivit? al servizio della famiglia, pilastro della societ? e luogo insostituibile per la trasmissione della vita, e della vita alla luce della fede cristiana.

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