Unioni di fatto

Famiglia

Il riconoscimento e la conseguente registrazione, sul piano legale, in un numero crescente di paesi, delle ?unioni di fatto?, sotto forma di ?contratti? tra le parti interessate che accordano a tali unioni uno statuto e dei vantaggi sociali simili oppure alternativi a quelli riservati ai matrimoni, ha provocato una reazione, talvolta indignata, da parte delle popolazioni alle quali erano imposte senza il loro consenso, e senza che ci fosse stato un reale dibattito pubblico preliminare. Ha anche portato, per contraccolpo, a una riflessione nuova, e salutare, su ci? che costituisce il matrimonio, e fa s? che nessun ?patto?, fosse pure ?civico? e ?di solidariet?? (ad esempio il PACS francese), pu? pretendere di sostituirsi a questa istituzione naturale, con cui un uomo e una donna si danno l’uno all’altra per la vita, in un’unione permanente ed esclusiva, aperta alla procreazione. (altro…)

FAMIGLIA, MATRIMONIO E UNIONI DI FATTO

Documenti autorevoli

Presentazione

Uno dei fenomeni oggi pi? diffusi e che interpellano fortemente la coscienza della comunit? cristiana, ? il numero crescente delle unioni di fatto nell?insieme della societ?, con la conseguente disaffezione per la stabilit? del matrimonio che ne deriva. Nel suo discernimento dei ?segni dei tempi?, la Chiesa non poteva dunque mancare di prestare attenzione a questa realt?.

Consapevole delle gravi ripercussioni sociali e pastorali di questa situazione, il Pontificio Consiglio per la Famiglia ha organizzato, nel corso del 1999 e nei primi mesi del 2000, una serie di riunioni di studio cui hanno partecipato eminenti personalit? e prestigiosi esperti di tutto il mondo, al fine di analizzare adeguatamente questo delicato problema, di cos? vasta portata per la Chiesa e per il mondo.

Il presente documento ? frutto di questo lavoro. Esso affronta una problematica attuale e difficile, che tocca da vicino il nucleo centrale delle relazioni umane, la questione pi? delicata dell?intima unione tra famiglia e vita, le zone pi? sensibili del cuore umano. Allo stesso tempo, di fronte all?innegabile portata pubblica dell?attuale congiuntura politica internazionale, si rende necessaria e urgente una parola di orientamento, diretta soprattutto a quanti hanno responsabilit? in questa materia. Sono loro, in effetti, che, nelle loro attivit? legislative, possono dare consistenza giuridica all?istituzione matrimoniale o, al contrario, diminuire la consistenza del bene comune che questa istituzione naturale protegge, partendo da una visione dei problemi personali che non corrisponde alla realt?.

Queste riflessioni sono dirette altres? ai pastori d?anime, che devono accogliere e guidare tanti cristiani d’oggi, e accompagnarli in un itinerario di apprezzamento del valore naturale, protetto dall?istituto matrimoniale e confermato dal sacramento cristiano. La famiglia fondata sul matrimonio corrisponde al disegno del Creatore ?fin da principio? (Mt 19,4). Nel Regno di Dio non pu? essere seminato altro seme di quello della verit? gi? iscritta nel cuore umano, l?unica capace di ?produrre frutto con la perseveranza? (Lc 8,15); una verit? che si fa misericordia, comprensione e invito a riconoscere in Ges? la ?luce del mondo? (Gv 8,12) e la forza che libera dai vincoli del male.

Questo documento intende inoltre contribuire in modo positivo al dialogo al fine di mettere in luce la verit? delle cose e le esigenze che procedono dallo stesso ordine naturale, partecipando al dibattito socio-politico e alla responsabilit? verso il bene comune.

Voglia Dio che queste considerazioni, serene e responsabili, condivise da tanti uomini di buona volont?, siano di beneficio per quella comunit? di vita, necessaria per la Chiesa e per il mondo, che ? la famiglia.

 

Citt? del Vaticano, 26 luglio 2000
Festa di San Gioacchino e Sant?Anna, Genitori della S.ma Vergine Maria

 

Card. Alfonso L?pez Trujillo
Presidente

S.E.Mons. Francisco Gil Hell?n
Segretario

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I drammi di un’etica che vuole stabilire chi pu? vivere e chi deve morire

Minacce alla vita

Anche se motivata da sentimenti di una mal intesa compassione o di una mal compresa dignit? da preservare, l?eutanasia invece che riscattare la persona dalla sofferenza ne realizza la soppressione. La compassione, quando ? priva della volont? di affrontare la sofferenza e di accompagnare chi soffre, porta alla cancellazione della vita per annientare il dolore, stravolgendo cos? lo statuto etico della scienza medica.

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Sul cosiddetto Testamento Biologico

Minacce alla vita

ELIO SGRECCIA
Le “Disposizioni anticipate di trattamento”
26 LUGLIO 2005

Il significato e i precedenti storici

Le disposizioni anticipate di trattamento sono spesso denominate ?testamenti di vita? e consistono in una dichiarazione scritta e firmata dalla persona in et? legale e in condizioni di intendere e di volere, al fine di dare indicazioni al medico e al personale sanitario sui trattamenti che si intende ricevere o rifiutare in caso di malattia grave o terminale, in previsione di una eventuale perdita della capacit? di intendere e di volere.

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Riflessioni sui problemi scientifici ed etici relativi allo stato vegetativo

Documenti autorevoli

Federazione Internazionale delle Associazioni dei Medici Cattolici
Pontifia Academia pro Vita

Documento Congiunto

RIFLESSIONI SUI PROBLEMI SCIENTIFICI ED ETICI RELATIVI ALLO STATO VEGETATIVO
18 Aprile 2004

Al termine di quattro giorni di studio e di intenso dibattito, nel corso del Congresso Internazionale “Life-Sustaining Treatments and Vegetative State. Scientific Advances and Ethical Dilemmas” (Roma 17-20 Marzo 2004), dopo aver ascoltato gli interventi di alcuni eminenti studiosi del campo, che hanno valutato la questione in prospettiva scientifica, antropologica ed etica, e dopo aver meditato sul messaggio del Santo Padre ai Congressisti, la Federazione Mondiale delle Associazioni dei Medici Cattolici (FIAMC) e la Pontificia Accademia per la Vita (PAV) presentano a tutti gli operatori sanitari ed alla societ? intera le seguenti:

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Ru486: L’obiezione di coscienza del farmacista

Minacce alla vita

(Tratto da;

http://umbriafamiglia.blogspot.com/2006/10/pillola-del-giorno-dopo-obiezione-di_12.html )

AGLI ORGANI DI INFORMAZIONE

In questi giorni ? stata recapitata a tutti i farmacisti iscritti all?albo della provincia di Perugia la circolare prot. N. 944 ? n. 5/2006 dell?Ordine dei Farmacisti, nella quale ? tra le altre notizie ? si legge un capoverso intitolato “Pillola del giorno dopo”: obiezione di coscienza, secondo cui sarebbe stato ribadito da parte della Regione Umbria l?obbligo del farmacista di procedere alla vendita della cosiddetta “pillola del giorno dopo”.
Il Forum delle Associazioni Familiari e il Movimento per la Vita ? prescindendo da qualsiasi considerazione ideologica o religiosa, ma restando ancorati alle emergenze giuridiche, scientifiche e alla logica della ragione ? hanno inviato ai competenti organi della Regione Umbria e agli Ordini dei Farmacisti di Perugia e Terni una comunicazione dettagliata ? che pu? essere consultata nella versione integrale sul sito

www.umbriafamiglia.com – per ricordare a tutti che:
A) L?ordinamento giuridico in vigore oggi in Italia riconosce e tutela il diritto all?esistenza del concepito.
B) Il principio attivo Levonogestrel, contenuto nei prodotti Norlevo e Levonelle, qualora assunto dopo il concepimento, pu? interrompere lo sviluppo del concepito, provocandone l?eliminazione.
C) Ogniqualvolta sia in gioco quantomeno il dubbio circa il diritto all?esistenza del concepito costituzionalmente tutelato e garantito ? ? senza dubbio da accogliersi la possibilit? per l?esercente la professione sanitaria di rifiutare la prescrizione o la somministrazione del principio potenzialmente letale.
D) Ogni diversa raccomandazione, o peggio intimidazione, da parte di organi regionali, ? pertanto giuridicamente illegittima e infondata sia sotto il profilo della competenza sia nel merito. Come tale deve pertanto esser ritenuta priva di qualsiasi efficacia e non pu? in alcun modo costituire un vincolo per la Pubblica Amministrazione e per gli esercenti la professione sanitaria.
Il Forum e il Movimento per la Vita prendono atto con disappunto che l?Ufficio per la
Programmazione Socio Sanitaria dell?Assistenza di Base ed Ospedaliera e Osservatorio Epidemiologico della Regione Umbria ha scelto di affrontare una questione cos? sensibile e delicata in modo tanto inattendibile e sbrigativo, arrogandosi oltretutto funzioni che esulano dalla propria competenza.
Il Forum e il Movimento per la Vita invitano i farmacisti, i medici, tutti gli altri esercenti la professione sanitaria e i loro ausiliari a rifiutare inaccettabili diktat e a continuare a seguire la propria coscienza confortati dalla autorevole tutela costituzionale del loro diritto.
Il Forum e il Movimento per la Vita infine mettono a disposizione i propri consulenti legali per qualsiasi chiarimento e per eventuali esigenze difensive.

Perugia, 12 ottobre 2006

Forum delle Associazioni Familiari dell?Umbria
Movimento per la Vita Umbro
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Tra volont? suicidaria e scelta eutanasica

Minacce alla vita

Cara Dottoressa Navarini,
? potrebbe spiegarmi perch?, se si accetta ? magari in casi estremi ? la possibilit? etica del suicidio, non si dovrebbe accettare l?eutanasia? In fondo si tratta di un suicidio che ha bisogno semplicemente di un aiuto esterno per poter essere realizzato. ? quindi ragionevole che la responsabilit? del gesto ricada sul richiedente, e non sull?esecutore materiale, cio? che non vi sia alcuna sanzione per chi aiuta a morire uno che lo desidera davvero.
?
Molte grazie per la Sua chiarezza e buon lavoro. Cari saluti,

Federica G., Como

Risponde la dottoressa Claudia Navarini, docente presso la Facolt? di Bioetica dell?Ateneo Pontificio Regina Apostolorum.

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Tra volont? suicidaria e scelta eutanasica

Minacce alla vita

Cara Dottoressa Navarini,
? potrebbe spiegarmi perch?, se si accetta ? magari in casi estremi ? la possibilit? etica del suicidio, non si dovrebbe accettare l?eutanasia? In fondo si tratta di un suicidio che ha bisogno semplicemente di un aiuto esterno per poter essere realizzato. ? quindi ragionevole che la responsabilit? del gesto ricada sul richiedente, e non sull?esecutore materiale, cio? che non vi sia alcuna sanzione per chi aiuta a morire uno che lo desidera davvero.
?
Molte grazie per la Sua chiarezza e buon lavoro. Cari saluti,

Federica G., Como

Risponde la dottoressa Claudia Navarini, docente presso la Facolt? di Bioetica dell?Ateneo Pontificio Regina Apostolorum.

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