Brasile: l’aborto resta un reato

Minacce alla vita

  Dal Brasile uno stop all’aborto legale

La Commissione della Camera dei deputati brasiliana per la Costituzione con un voto a larghissima maggioranza ha dichiarato incostituzionale il progetto per l’aborto legale.

di Piero Pirovano
Avvenire, 7/8/2008

 

 

Trent’anni fa in Italia con l’approvazione della sempre iniqua legge 194/1978 venne abrogata la norma del codice penale che vietava la pratica dell’aborto procurato.

La storia si sta ripetendo in Brasile, dove da 17 anni le organizzazioni abortiste cercano di cancellare l’articolo 124 del codice penale, il quale sancisce che commette un «crimine» la donna che provochi «l’aborto in sé stessa» o consenta «che altri glielo provochino».

Il tentativo di introdurre in Brasile l’aborto legale però ha sinora trovato una decisa opposizione da parte del Parlamento. Il 9 luglio scorso, infatti, la Commissione della Camera dei Deputati per la Costituzione e la Giustizia, a larghissima maggioranza, ha dichiarato incostituzionale il progetto di legge di Eduardo Jorge e Sandra Starling, che si propone di abrogare l’articolo 124 del codice penale. Solo 4 i deputati (su una quarantina presenti su 60) che hanno votato a favore della costituzionalità del progetto.
A sostenere la tesi dell’incostituzionalità è stato lo stesso relatore, Eduardo Cunha.
Il dibattitto che ha preceduto il voto è stato teso, in particolare quando due deputati hanno mostrato immagini che documentano la verità dell’aborto, proprio mentre un’altro deputato pro Vida, Carlos Willian, parlava avendo tra le mani due bambolotti.

L’esito del voto è stato salutato con una esplosione di gioia tra i numerosi militanti del Movimento «Pro Vida» presenti tra il pubblico e guidati dal loro presidente Humberto Vieira, il quale sapeva benissimo che il voto della Commissione potrebbe essere ignorato dall’assemblea plenaria della Camera, qualora il il deputato abortista José Genoino dovesse riuscire a raccogliere, tra i suoi colleghi, le 52 firme necessarie, affinché il progetto di legge, sia comunque sottoposto al voto della Camera.

Intanto la Chiesa cattolica, si organizza per meglio promuovere e difendere il Diritto alla vita. Nello Stato di San Paolo (41 tra diocesi e arcidiocesi), il vescovo di Jundiaí, Dom Gil Antonio Moreira, responsabile della Commissione regionale pro Vida, sta impegnandosi perché in tutte le 41 Diocesi si crei una analoga Commissione diocesana.