Come la Fondazione Gates impedisce e non aiuta lo sviluppo umano

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Bill & Melinda Gates Foundation: secondo loro la vita deve essere produttiva… .

L’apertura alla vita è al centro del vero sviluppo

Risolvere i problemi del mondo – povertà endemica, fame, guerre, malattie, ecc. – è una questione complessa, a dir poco. Lasciare un segno anche piccolo, ma duraturo, su uno solo di questi problemi in genere richiede una grande quantità di attenta riflessione, pianificazione, ricerca, denaro e tempo. Anche a queste condizioni, c’è sempre il rischio che un piano apparentemente “brillante” fallisca tragicamente davanti alla complessità imprevista del mondo reale, o che un approccio che funziona bene in un luogo fallisca catastroficamente quando applicato altrove.

Non c’è da meravigliarsi, quindi, che anche i filantropi ben intenzionati spesso cedano alla tentazione della “scorciatoia” – la panacea per tutti i mali, il grimaldello che apre tutte le serrature, la “soluzione” universale a un problema enormemente complesso. Purtroppo, le conseguenze di cedere a questa tentazione sono spesso disastrose … o anche peggiori.

Niente dimostra questa verità in modo più sinistro della lunga e macabra scia di orrori che il movimento eugenetico ha lasciato dietro di sé. Molti dei primi eugenetisti erano persone ben intenzionate, che desideravano sinceramente ridurre o eliminare la sofferenza umana. Tuttavia, innamorati della scienza della genetica e delle nuove tecnologie appena scoperte e di una comprensione grossolanamente semplificata o errata della natura umana e dei diritti umani, hanno imboccato il sentiero diabolico dell’eliminazione della sofferenza non eliminando l’origine della sofferenza, ma piuttosto eliminando le persone che soffrivano.

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Orrore: altri 76.328 morti per aborto procurato

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Qualche giorno fa, finalmente, il Ministero della Salute ci ha svelato l’orrore della Relazione ministeriale sull’applicazione dell’iniqua legge 194/78 nell’anno 2018.

Il dato è di altri  76.328 bambini uccisi prima di nascere: un abominio che ciascuno deve denunciare, in maniera imperterrita, di tale iniqua di questa legge.

Nel 2018 c’è stato un ulteriore aumento del ricorso alla c.d. “contraccezione d’emergenza”, con un totale di confezioni vendute (Ellaone + Norlevo) di 598.167 confezioni.

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Lo psicologo e la reclusione per virus: 4 consigli per non scoraggiarsi e coltivare il proprio benessere fisico e spirituale.

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Roberto Marchesini: quarantena e Tso, perché il pericolo non è solo il virus.

Partiamo dalla notizia: a Torino sono aumentati i Tso, cioè i trattamenti sanitari obbligatori, un intervento sanitario proposto dal sindaco in casi estremi e urgenti.

Purtroppo, bisogna dirlo, è una delle conseguenze carsiche della quarantena che è stata imposta all’Italia.
Dopo i cartelli «Andrà tutto bene», i canti sul balcone, i flash mob organizzati via social media («Facciamo tutti insieme un applauso agli italiani!», «Accendiamo tutti la torcia del cellulare» e via dicendo), la quarantena presenta il suo conto che, per qualcuno, è piuttosto salato.

È un po’ come andare in campeggio: i primi giorni è una bella avventura; poi il materassino comincia a diventare duro, e rimpiangiamo il bidet. Detto brutalmente: qualcuno comincia a dare i numeri.

Alla privazione della libertà personale, al fatto di dover restare confinati in pochi metri quadri, alla condivisione forzata del tempo e dello spazio con un numero limitato di persone (per quanto care) o alla solitudine, recentemente si sono aggiunte misure ancora più restrittive che possono seriamente mettere alla prova la serenità degli italiani: il divieto di attività fisica all’aperto e la chiusura di parchi, aree gioco e giardini pubblici.

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HLI: l’incapacità nella trasmissione delle eterne verità

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L’alto prezzo della debolezza cattolica (1). Ho la fortuna, nella mia missione internazionale per Human Life International, di avere la frequente opportunità di visitare le Filippine, un posto che considero una seconda casa.
Mentre io e la squadra di Human Life International (Vita Umana Internazionale) eravamo lì, abbiamo intrapreso iniziative per educare la popolazione sulle questioni pro-vita e pro-famiglia e dotarle degli strumenti di cui hanno bisogno per combattere l’agenda antinatalista.
La scorsa settimana il dott. Brian Clowes, la dott.ssa Ligaya Acosta e io abbiamo viaggiato in lungo e in largo nelle Filippine per tenere conferenze sulla vita e sulla famiglia e per incontrare vescovi, sacerdoti, religiosi e capi civili locali.
Come sempre, ho trovato l’esperienza edificante. Sebbene molti Filippini affrontino difficoltà quotidiane, sono sempre colpito dalla loro gioia autentica, che in molti casi è chiaramente l’espressione naturale della loro fede profonda e ricca di speranza.

D’altra parte, mi sento sempre più angosciato dal modo in cui il veleno dei “valori” laicisti del socialismo cominciano a penetrare in questo paese, erodendo silenziosamente le verità fondamentali che finora hanno protetto le Filippine dai peggiori aspetti della decadenza occidentale: divorzio senza conseguenze, educazione sessuale radicale, legalizzazione di contraccezione e aborto, cosiddetto “matrimonio” omosessuale, ecc.

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La Cassazione riconosce il diritto a cambiare persona

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«Cosa c’è in un nome? Ciò che chiamiamo rosa anche con un altro nome conserva sempre il suo profumo». Celebri parole di Giulietta in Romeo e Giulietta di Shakespeare. È vero quanto afferma l’adolescente veronese? A volte sì. Uno stesso oggetto può essere indicato con parole differenti, ma tali lemmi, posto che il loro significato convenzionale sia il medesimo, farebbero riferimento sempre allo stesso ente: “tavolo”, “table”, “mesa”. Cambia il termine a seconda della zona geografica, ma l’essenza di ciò che indica è sempre la medesima. Ma questo non sempre capita: un essere umano maschile deve essere indicato da un termine maschile. Ad un neonato maschio possiamo dare il nome di “Mario”, “Stefano”, “Claudio”, ma non di “Maria”, “Stefania”, “Claudia” dal momento che questi ultimi nomi tradirebbero l’identità di quel bambino, non corrisponderebbero alla realtà, che in questo caso è una realtà sessuata maschile.

La teoria del gender sarebbe d’accordo con questa riflessione? Sì, ma con l’importante distinguo che l’identità sessuale, per gli ideologi arcobaleno, non fa riferimento in prima istanza alla corporeità, bensì alla psicologia.
In breve, l’essere maschio o femmina non è deciso primariamente dai cromosomi X e Y, bensì dall’intelletto della persona. Non è la psiche che deve riconoscere un dato di realtà sessuata e ad esso conformarsi, ma è la psiche che crea la realtà sessuata, al di là del dato empirico, e quest’ultimo deve conformarsi al percepito della persona.

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La droga in Italia: soddisfatti di “ridurre” danni che aumentano?

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Nei primi giorni di dicembre il Dipartimento per le Politiche antidroga della Presidenza del Consiglio, organismo istituzionalmente dedicato alla prevenzione e al monitoraggio delle tossicodipendenze, ha diffuso la sua annuale Relazione al Parlamento sullo stato delle varie dipendenze in Italia, utilizzando dati relativi per la gran parte al 2018. Colpisce l’indifferenza mediatica al documento, ignorato da quasi tutte le testate.

Premesso che la Relazione va studiata nell’interezza delle sue quasi 300 pagine – http://www.politicheantidroga.gov.it/it/attivita-e-progetti/relazioni-annuali-al-parlamento/relazione-annuale-al-parlamento-sul-fenomeno-delle-tossicodipendenze-in-italia-anno-2019-dati-2018/ -, provo a ricavarne un abstract, da intendere come invito alla lettura, diviso per voci significative.

Tre dati emergono fra i tanti, e chiamano in causa:

  1. la diffusione delle sostanze stupefacenti, che ha raggiunto un terzo della popolazione giovanile;
  2. l’insuccesso della prevenzione, correlata al grado di consapevolezza;
  3. l’inesistenza del recupero.

Va poi aggiunta qualche annotazione sul contrasto e sui costi.

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Washington. Marcia per la vita 2020, Testo integrale di Trump

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“Tutti noi qui comprendiamo una verità eterna: ogni bambino è un dono prezioso e sacro di Dio”

Di seguito il testo del discorso storico del presidente Donald Trump alla Marcia per la Vita 2020.
Questa è la prima volta che un presidente americano partecipa alla marcia, che è la più grande manifestazione annuale dei diritti umani nel mondo.
Il testo è stato pubblicato su
LifeSiteNews: eccolo nella traduzione di Sabino Paciolla.
Video originale inglese: https://youtu.be/xzS0vjw7C_g

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Molta contraccezione = molti aborti

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Di fronte all’aumento di aborto e delle vendite di pillole abortive si pone una domanda: è davvero utile l’uso degli anticoncezionali?

In Svezia, nel solo 2018, sono stati uccisi nel grembo materno quasi 36.000 bambini, secondo le segnalazioni ufficiali raccolte dal National Board of Health. Una cifra, questa, che posta in relazione al numero di donne del Paese scandinavo in età compresa tra i 15 e i 44 anni significa un numero di 19 aborti ogni 1.000 donne.

Più della metà degli aborti – legali fino alla diciottesima settimana senza motivazione, con possibilità di arrivare fino alla ventiduesima settimana – è stata effettuata entro la settima settimana di gestazione e nel 93% dei casi si è ricorsi alla procedura farmacologica, con anche un aumento degli aborti effettuati a casa.

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Emilia-Romagna: Aumentano gli aborti, ma si nasconde la verità

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Rapporto 2018 sugli aborti in Emilia-Romagna: si continua a nascondere la crescente diffusione delle pillole abortive.

L’Emilia-Romagna si conferma la Regione di morte: aumento delle giovani (14-25 anni) che utilizzano pillole del giorno dopo: +39,6% rispetto al 2017.
Aumentato il numero degli Spazi Giovani e gli Spazi GIovani Adulti: sono i luoghi dove viene regalata la pillola abortiva alle donne tra i 26 e i 45 anni.

Occorre ribadire che si tratta di pillole potenzialmente abortive: un paper scientifico (del prof. A. F. Filardo, vice presidente dei ginecologi), ci aiuta capire.

Qui il rapporto 2018 sugli aborti dell’Emilia-Romagna: https://www.difenderelavita.org/db/20191015_Rapporto_IVG_2018_definitivo.pdf

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Cattolici ed eutanasia, uno strano incontro

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VERSO IL SUICIDIO ASSISTITO

di Stefano Fontana

L’11 settembre si riuniranno a Roma molte associazioni cattoliche, insieme al presidente della CEI, per decidere cosa fare contro la legalizzazione del suicidio assistito.
Strano davvero: molte di queste associazioni sostengono con forza l’attuale maggioranza di governo.
Si lavora perché al governo vadano forze pro-eutanasia e poi ci si riunisce per stabilire cosa fare per impedire che venga approvata una legge sull’eutanasia.

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