Il Parlamento Europeo di nuovo contro la vita

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Manifestazione anti-aborto davanti al Parlamento europea (Bruxelles)

La battaglia continua sul fronte dell’aborto.
Incessante.
E le notizie, che giungono dal fronte, non sono entusiasmanti.

Il Parlamento europeo ha nei giorni scorsi condannato a larga maggioranza (455 sì, 145 no e 71 astensioni) con una propria risoluzione la sentenza pro-life emessa dalla Corte Costituzionale polacca, la quale ha stabilito che la presunta malformazione del feto, diagnosticata con tecniche prenatali, sia anticostituzionale e non giustifichi in alcun modo il ricorso all’aborto, ammesso comunque in caso di stupro, incesto o pericolo di vita per la madre.
La decisione non è impugnabile e può comportare – questi sono almeno l’auspicio e la prospettiva – una consistente riduzione nel numero degli aborti, eppure è stata qualificata dall’Ue come «una battuta d’arresto sul tema dei diritti sessuali e riproduttivi» ed accusata anzi di porre (non si sa come) «a rischio la vita delle donne», infischiandosene totalmente di come l’alternativa, l’aborto, rappresenti viceversa una condanna a morte certa dei figli, ch’esse portano in grembo.

Intendiamoci, niente di cui temere: lo Stato polacco, in quanto sovrano, può benissimo infischiarsene della risoluzione europea, non avendo alcun obbligo di rispettarla.
Ma questo resta un segnale molto chiaro.
Un segnale politico e ideologico.

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Covid-19: Il diritto a non essere costretti a morire da soli

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Mentre la storica pandemia di COVID-19 si sta intensificando in tutto il mondo e vengono ripristinate in Europa e non solo, misure di emergenza draconiane, vedo l’urgente necessità di rinnovare una difesa del diritto dei pazienti a non essere costretti a morire da soli negli ospedali o nelle case di cura.
La missione del National Catholic Bioethics Center (NCBC) si focalizza soprattutto nella difesa della dignità della persona umana.
Le politiche eccessivamente restrittive di visita ai degenti e il negare l’accesso ai sacramenti di molti ospedali e di altre istituzioni, durante questa pandemia, hanno portato a tragedie e violazioni dei diritti umani.

Credo che due visioni del mondo e due antropologie opposte si stiano scontrando.
Una visione umanista laica estrema ritiene che salvare la vita fisica di una persona sia l’unica cosa che conta veramente. Spesso questa prospettiva è abbinata a una filosofia utilitaristica o consequenzialistica per la quale si dovrebbero aiutare il maggior numero di persone, anche se vengono commesse alcune ingiustizie come sacrificare i membri della società anziani, fragili o allo stesso modo “meno produttivi”.
La prospettiva cristiana sull’assistenza sanitaria riconosce l’importanza fondamentale della cura spirituale e della presenza dei propri cari piuttosto che curare solo il corpo. Prendersi cura della salute spirituale ed emotiva di un paziente ha forti implicazioni come parte essenziale della visione cattolica dell’assistenza sanitaria. La Chiesa ha inoltre sempre respinto con forza ogni forma di ragionamento del tipo “il fine giustifica i mezzi”. Non dovremmo mai compiere attivamente il male o un’ingiustizia per raggiungere un obiettivo buono.

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OMOFOBIA: passa alla Camera l’iniquo decreto Zan

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(Tommaso Scandroglio) L’iniquo Testo unico Zan sulla cosiddetta omofobia è stato approvato il 4 novembre alla Camera dei Deputati con 254 sì, 193 no e 1 astenuto.
Gli esponenti di Fratelli d’Italia si sono alzati in piedi con un bavaglio mentre i deputati della Lega hanno esposto cartelli con la scritta “Libertà” durante le dichiarazioni di voto.

Nel testo originario sono stati inseriti alcuni emendamenti. Vogliamo qui soffermarci su due.
Il primo riguarda l’estensione delle sanzioni previste dagli artt. 604 bis e ter a quelle condotte violente o discriminatorie perpetrate per motivi legati alla disabilità.
È stato un escamotage furbo. In tal modo nel percepito collettivo il risultato sarà il seguente: chi criticherà il Ddl Zan non starà dalla parte delle persone disabili. Si sono dunque usati i disabili come scudi umani per difendere il contenuto del Testo unico. La disabilità è solo un peloso pretesto per blindare ancor di più questo testo normativo.

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EllaOne, come ti nascondo e banalizzo l’aborto

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Con la delibera 998/2020 dell’8 ottobre scorso l’Aifa, l’Agenzia italiana del farmaco, ha stabilito che «non sarà più necessario l’obbligo della prescrizione medica per dispensare alle minorenni ulipristal acetato (EllaOne), il farmaco utilizzato per la contraccezione di emergenza fino a cinque giorni dopo il rapporto», come recita un comunicato stampa dell’agenzia medesima.

La decisione è criticabile almeno per tre motivi. Il primo: l’EllaOne produce sia effetti contraccettivi che abortivi (cfr. R. Puccetti, G. Carbone, V. Baldini, Pillole che uccidono, ESD, cap. 4). In merito all’efficacia contraccettiva questa è significativa quando la donna ha minori possibilità di concepire, perché siamo ancora lontani dal momento ovulatorio, e diminuisce quando ci si avvicina al momento dell’ovulazione. In breve, l’efficacia contraccettiva è scarsa.

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Perché perdiamo sempre (continuazione)

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Prima ci raccontano che “E’ la miglior legge oggi possibile”…
poi diventa sempre terrificante.

Una legge iniqua non può mai essere bene applicata

di Tommaso Scandroglio

Lo abbiamo visto verificarsi tante volte. Fatta una legge piena zeppa di paletti, questi paletti prima o poi saltano tutti.
Qualche esempio.

Legge 898 del 1970 sul divorzio: inizialmente si poteva divorziare solo dopo tre anni dalla separazione. La nuova disciplina abbassa il termine ad un anno e addirittura a sei mesi se la separazione è stata consensuale.

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P. S. Boquet: I socialisti mondialisti, la dittatura sanitaria e la battaglia per la vita umana

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Il Presidente di Vita Umana Internazionale
spiega il ruolo dell’attuale dittatura sanitaria
nella guerra fatta alla vita umana e alla famiglia

Essere vigilanti in tempo di crisi

È sconcertante leggere l’affermazione di Henry Kissinger (esponente Bilderberg, NdR) nel Wall Street Journal secondo cui un fallimento nel “passaggio a un ordine post-coronavirus” potrebbe “mettere il mondo a ferro e a fuoco”.
Kissinger è piuttosto vago su come sarebbe precisamente questo “ordine” post-coronavirus, ma come ha osservato qualcuno, la lunga storia di amicizia tra Kissinger e la Cina insieme all’assenza di qualsiasi menzione nel suo articolo della responsabilità della Cina nel provocare questa pandemia non è per niente confortante.

Ma per i pro-vita e i pro-famiglia ci sono molti altri motivi di preoccupazione circa un “ordine post-coronavirus” inaugurato o condotto da Kissinger o ispirato alla sua visione del mondo.

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Liberalizzazione della pillola omicida RU486: reazioni ecclesiali?

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Alla criminale decisione del Ministero della Sanità di sabato scorso 8 agosto ha risposto… il silenzio dei Vescovi!
Con un’unica lodevole eccezione, che vedete qui accanto: il Vescovo di Ascoli Piceno, Mons. D’Ercole.
Nomen homen, questo Vescovo coraggioso merita il grazie di tutti, incoraggiamento e preghiera.

Il generale silenzio sembra avvalorare la tesi che molti influenti Vescovi siano asserviti al Partito Democratico.
A questi nostri amati Pastori sottoponiamo una sintesi di ciò che può fare un Capo di Stato laico, laicissimo, che pure ha a cuore la vita umana: il Presidente Donald Trump.
Riflettano i nostri amati Pastori, riflettano!

Per quanto riguarda le Diocesi dell’Emilia-Romagna, chiediamo ai nostri amici e lettori se ritengano opportuna una nuova “supplica online tramite invio di e-mail” ai nostri 14 Vescovi: tra di essi, non pochi devono tacere perchè le priorità imposte dalla Conf. Episc. Regionale sono i clandestini, le lobbies LGBT, la dea natura, costruire ponti ai feroci islamici e ai comunisti (perchè i nemici di Cristo possano colpirci più facilmente).

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La campagna prolife del presidente Trump

di Tommaso Scandroglio

La campagna elettorale negli Usa è ormai iniziata. L’organizzazione pro-life Susan B. Anthony List ha stilato un elenco di iniziative che l’amministrazione Trump ha assunto a favore della vita nascente dal giorno del suo insediamento ad oggi, elenco che, probabilmente, dovrebbe stimolare i pro-life americani a votare per il rinnovo della carica.

Andiamo a spulciare in questo ricco elenco, aggiungendo allo stesso qualche altra notizia, anche per mostrare ai nostrani “cattolici” di area levantina che, almeno su questo aspetto della tutela della vita nascente assai fondamentale e scriminante, non c’è incompatibilità tra la politica di Trump e dottrina sociale della Chiesa, ma, anzi, pieno accordo.

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Dieci anni dopo: il popolo pro-life non arretra!

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Quest’anno l’ormai tradizionale Marcia per la Vita di Roma è stata annullata a causa della pandemia; ma tornerà puntuale il 22 maggio del 2021, per portare la testimonianza di quanti, avendo visto in faccia la tragedia dell’aborto, si sono convertiti alla vita. E per chiedere a gran voce l’abolizione dell’iniqua legge 194, che ha autorizzato l’aborto in Italia.
Infatti, «se le leggi abortive di tutti i nostri Stati non saranno abolite – spiega in quest’intervista Virginia Coda Nunziante, portavoce della Marcia per la Vita – il Signore ci richiamerà con dei castighi ancora peggiori» del Covid-19.

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Omofobia: Gandolfini, Alfano e l’Evangelium vitae

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Nei giorni scorsi è stata diffusa un’intervista del signor Gandolfini nella quale l’esponente del Family Day sosteneva
non siamo contrari a una legge contro l’omofobia“,
lasciando intendere che le difficoltà sul DDL Zan fossero solo dovute al fatto che è scritta male
(“
il problema è come è scritta questa legge“).
Probabilmente, resosi conto che per aver reso note le sue intenzioni, avrebbe perduto i pochi consensi rimastigli, ha scritto una “lettera al direttore” per esternare i suoi pensieri personali su temi condivisi persino dalle femministe (utero in affitto, ecc.).

Tale lettera non è una rettifica, come il signor Gandolfini vuol lasciar credere; perchè una rettifica avrebbe dovuto suonare più o meno così:
siamo contrari (al plurale) a ogni legge relativa all’omofobia: il problema non è come è scritta, ma è che tale legge che non deve esistere, nemmeno se emendata“.

Il trucco dell’emendamento per far passare leggi inique, infatti, appare chiaramente dalla prima intervista ed è stato usato in Parlamento numerose volte: la foto qui accanto ne ricorda una.

Sull’argomento, si riproduce una nota di Stefano Fontana sull’etica che deve seguire un parlamentare onde evitare la cooperazione al male.

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Omofobia, un progetto di legge violento e totalitario

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Immagini da un gay pride. Ecco a cosa servirà la legge Zan: a colpire gli eterosessuali. A impedire di protestare per l’irrisione della religione.

Presentato il progetto di testo unificato del disegno di legge contro l’omotransfobia.
Sse fosse approvato ogni tipo di differenza di trattamento diventerebbe reato:
– dalla scelta degli insegnanti della scuola cattolica
– agli educatori in parrocchia;
– perfino il divieto di ammissione ai seminari di persone con tendenze omosessuali sarebbe punito con il carcere.

La vaghezza dei concetti apre la possibilità a denunce continue e di ogni tipo, ed è questo il progetto: un’aggressione continua basata sulla discriminazione e sui cosiddetti discorsi d’odio.
Sono in pericolo i fondamenti della società occidentale.

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