Forum mondiale per la vita 2020: il Coronavirus alla luce di Fatima

Conferenze,Minacce alla vita

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La settimana scorsa, dal 20 al 22 maggio, è stato trasmesso online un evento che negli ultimi sei anni ha messo profonde radici nello scenario cattolico romano: il Rome Life Forum.

Sia l’autorevolezza dei conferenzieri che l’attualità degli argomenti trattati, hanno rappresentato per un numeroso pubblico – in Italia e all’estero – una lucida lettura delle acque torbide in cui si agitano la società e la Chiesa oggi.

Qui di seguito diamo un riassunto di alcuni degli interventi principali dell’evento di quest’anno – così come le conclusioni che si possono trarre alla luce del messaggio della Madonna a Fatima del 1917 – che, ovviamente, non potevano non riguardare la situazione che il mondo, cattolico e non, si trova ad attraversare da diversi mesi per via della pandemia da Sars-Cov-2.

Per redigere questo resoconto abbiamo seguito le informazioni fornite dai corrispondenti di Life Site News, uno degli enti promotori dell’evento.

1) Il cardinale Raymond Leo Burke, che ha inaugurato i lavori del Forum, ha espresso la sua convinzione che le tribolazioni per cui passano oggi i fedeli si devono al fatto che la consacrazione della Russia al Cuore Immacolato di Maria non è stata mai pienamente compiuta, il che ha determinato lo stato profondo di crisi dentro la Chiesa che ha portato ad accettare le restrizioni illegali imposte alla libertà religiosa e di culto in questo periodo di coronavirus e che ha permesso, a causa del loro silenzio davanti a tale scandalo,  che vescovi e sacerdoti si rendessero complici di una vera e propria apostasia.

Inoltre, il porporato statunitense ha alzato la sua voce contro la vaccinazione obbligatoria, specialmente se il vaccino dovesse essere sviluppato utilizzando cellule di feti abortiti.
Ricordando che la Cina comunista affonda le sue radici in quegli “errori della Russia” segnalati dalla Madonna ai pastorelli di Fatima, ha denunciato il pesante ruolo di questa potenza nella diffusione dell’epidemia: “in quanto cristiani noi amiamo il popolo cinese e vogliamo per esso tutto il bene, tuttavia non possiamo non riconoscere che il suo governo è l’incarnazione del materialismo ateo e del comunismo. Insomma, è un governo che non ha nessun rispetto per Dio e per la Sua legge (…). Si tratta di un governo malfattore che, ad esempio, pratica aborti forzati e viola apertamente la libertà religiosa del suo popolo. È giusto quindi domandarsi quali principi etici sono stati coinvolti dal governo cinese nella crisi sanitaria internazionale da Covid-19”.

Il Cardinale Burke ha anche segnalato le responsabilità del cosiddetto mondo libero nell’aver rafforzato l’immenso potere accumulato dalla Cina comunista in queste ultime decadi: “Le industrie che per decenni hanno prodotto beni necessari dentro le proprie nazioni, ora lo fanno in Cina per interesse economico (…) un Paese che adotta pienamente e radicalmente il materialismo ateo”.

Il porporato ha esortato a offrire preghiere e penitenze, come richiesto dalla Madonna a Fatima, al fine di liberarsi dai tanti malanni che affliggono l’umanità e la Sposa di Cristo in questo anno 2020; malanni che trovano la loro sorgente nel bolscevismo e nelle grandi crisi del secolo XX, e che furono previste dalla Vergine alla Cova d’Iria nel 1917.

2) Sull’intervento di mons. Athanasius Schneider, vescovo ausiliare di Astana, Paul Smeaton, corrispondente di Life Site News, ha scritto un articolo eloquentemente intitolato: I vescovi che hanno vietato i sacramenti durante la pandemia si sono comportati come falsi pastori.

Anzi, secondo il presule, alcuni vescovi sono andati oltre, emanando decreti restrittivi del culto e dei sacramenti ancora prima che i governi lo facessero, scordando dunque che l’Eucaristia e la Confessione sono i maggiori sostegni per i fedeli nei tempi di tribolazione.
Esattamente il contrario di come hanno operato grandi santi come san Carlo Borromeo in analoghe circostanze, in cui si vedevano sacerdoti eroici che affrontavano il rischio della malattia pur di non privare i fedeli dell’assistenza spirituale.

I tempi attuali, ha aggiunto mons. Schneider, hanno fatto ricordare quelli delle catacombe, dove si poteva accedere ai sacramenti solo clandestinamente.

“L’attuale cessazione della Santa Messa pubblica e della Santa Comunione potrebbe essere intesa dal Papa e dai vescovi come un rimprovero divino per gli ultimi cinquant’anni di profanazioni e banalizzazioni eucaristiche e, allo stesso tempo, come un appello misericordioso per un’autentica conversione eucaristica dell’intera Chiesa”, ha detto il valoroso presule dell’Asia centrale. Mons. Schneider, riferisce Paul Smeaton, ha suggerito anche che papa Francesco insieme a cardinali e ai vescovi “eseguano un atto pubblico di riparazione a Roma per i peccati contro la Santa Eucaristia e per il peccato degli atti di venerazione religiosa alle statue della Pachamama”, concludendo: “Possa questa verità darci speranza e luce in mezzo alle tenebre e aumentare la nostra fede e il nostro amore per Gesù Eucaristico, poiché quando abbiamo Gesù Eucaristico, abbiamo tutto e nulla ci mancherà”.

3) Il sacerdote e teologo Linus Clovis, del piccolo stato di Santa Lucia nei Caraibi, ha segnalato, da parte sua, che dire che il coronavirus è la risposta rancorosa del pianeta contro gli uomini è “persino più inquietante” della chiusura delle chiese e del culto pubblico durante la pandemia.
Soprattutto se si considera che ci sono molti vescovi che escludono la possibilità che quest’ultima possa essere un castigo divino, ma che non esitano a attribuirla a una rivincita della natura, secondo quanto riferisce Dorothy Cummings McLean, anche lei corrispondente di Life Site News.
Don Clovis si è domandato se tanta cecità non sia già un castigo – come quelli previsti a Fatima – che cala sugli uomini di Chiesa prima di colpire il resto dell’umanità.

4) Lo storico Roberto de Mattei ha dichiarato che la “crisi morale e religiosa” successiva al Concilio Vaticano II è peggiore delle due guerre mondiali e ha condotto logicamente alla “catastrofe per la Chiesa […] ”.  Secondo Lianne Laurence, di Life Site News, lo storico romano ha attribuito la crisi da Covid-19 a un castigo permesso da Dio per i nostri peccati; ragione che è bastata perché il suo intervento al Rome Life Forum fosse rimosso dal web. Il prof. de Mattei ha detto pure che i pastori che non vedono traccia di punizione divina in ciò che sta accadendo sono “immersi nell’ateismo”.

 5) John-Henry Westen, co-fondatore di Life Site News, ha affermato dal canto suo che la pandemia è una opportunità per la conversione richiesta dalla Madonna a Fatima, manifestando che “l’essenza” del castigo del coronavirus sta nella perdita della celebrazione pubblica della Messa e che “prima di migliorare, le cose peggioreranno ancora”, in modo che la gente, in modo particolare nella Chiesa, “possa sentire il bisogno di fare penitenza”.

da: https://fatimatragedyhope.info/it/2020/05/27/fatima-e-il-coronavirus/

 

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