Altro atto di nascita a bimbo con due mamme

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Maremma: Comune trascrive l’atto di nascita di un bambino con due mamme

Dopo i casi di Napoli e Roma del 2015, anche un comune della Maremma riconosce due mamme sull’atto di nascita. Il neonato di 6 mesi registrato dal comune toscano è “figlio” di due donne, sposate negli Stati Uniti dove entrambe sono state riconosciute come madri. L’amministrazione comunale della cittadina toscana ha accolto la richiesta della coppia, dando il proprio via libera al riconoscimento ufficiale sull’atto di nascita del bimbo di tutte e due le mamme senza l’intervento del Tribunale.

BATTAGLIA LEGALE

Esulta Cathy La Torre, avvocato di Gay Lex che, per il raggiungimento di tale risultato, ha intrapreso una vera e propria battaglia legale:

E’ il primo caso di trascrizione diretta di un atto di nascita con due mamme che avviene senza l’intervento di un giudice. (…) E’ stato un lavoro molto delicato, per il quale ringrazio anche Angelo Schillaci di Famiglie Arcobaleno e Articolo29 per il supporto, ma alla fine la determinazione da parte mia e del team di lavoro e il buonsenso da parte dell’amministrazione hanno prevalso, a differenza di altri casi analoghi”.

APRIPISTA

La presidente di Gay Lex, per la quale tale rivoluzionario atto anagrafico rappresenta un cruciale apripista sulla via della completa “liberalizzazione” in fatto di “genitorialità gay” ci tiene a ringraziare in particolar modo il sindaco e i funzionari dell’Anagrafe che “si sono mostrati da subito disponibili approfondendo la richiesta delle madri, analizzando e studiando le sentenze affini già emesse nel nostro Paese che ho loro sottoposto, e affrontando il tema dell’ordine pubblico, utilizzato finora amministrativamente come elemento per non procedere con le trascrizioni.  (….) Speriamo che il nostro impegno come avvocati e attivisti apra la strada al riconoscimento amministrativo diretto delle famiglie omogenitoriali, senza dover passare dai Tribunali con la forzatura della stepchild adoption, in attesa che ci sia finalmente una legge che tuteli tutte le famiglie”.

DIRITTI PER TUTTI?

Quando non sono i giudici ci pensano dunque altri funzionari statali a bypassare la normativa vigente per allinearsi al folle “gender diktat” contemporaneo che in nome dell’ideologico slogan “diritti per tutti” nega a questi bambini il primario ed elementare diritto di avere una mamma e un papà.

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