Altra emergenza del Governo: ci vuole tutti tossicodipendenti

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In questi giorni sono stati pubblicizzati alcuni casi di cronaca (qui e qui) per far passare la proposta di legge che prevede la liberalizzazione della cannabis.
E’ una tecnica nota, nella quale Marco Cappato (il radicale pilotato dal Partito Democratico) è maestro e, infatti, è anch’egli promotore della libera diffusione della cannabis (qui).

Come ammettono gli stessi promotori, la “depenalizzazione per uso personale” è solo un primo passo, il più facile da far passare oggi, indispensabile per aprire una breccia nella legislazione nazionale.

Che non si tratti di episodi casuali è confermato dalla richiesta di circa 100 parlamentari al presidente del Consiglio per chiedere di discutere di legalizzazione della cannabis agli Stati generali per il rilancio economico del paese… cosa c’entri l’economia lo san solo loro.

Il centro-destra vigila sulle mosse dissolutrici del Partito Democratico, lanciando lo slogan: “il governo chiude le scuole e vuole distribuire le canne”.
La posta in gioco è altissima perché – attraverso gender, eutanasia, droga e altri provvedimenti – si vuole distruggere l’identità italiana: per questo tutti dobbiamo tenere gli occhi aperti e sensibilizzare chi vuole difenderla.

A questo scopo si propone una lunga ma utilissima intervista fatta dalla dotorressa G. Brambilla.

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Scandroglio: Fermiamo il progetto contro l’omofobia

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Sempre più vicina dittatura gender promossa dal Partito Democratico.
E’ ormai indispensabile sensibilizzare i deputati e senatori della provincia di ognuno.

È stata fissata a luglio la ripresa alla Camera della discussione del Progetto di legge dal titolo «Modifiche agli articoli 604-bis e 604-ter del codice penale, in materia di violenza o discriminazione per motivi di orientamento sessuale o identità di genere», di cui il primo firmatario è l’on. Alessandro Zan (Pd). Trattasi del famigerato progetto di legge sull’ “omofobia”.

Se la legge vedesse la luce – eventualità probabile – colui il quale affermasse, ad esempio, che l’omosessualità è una condizione contro natura oppure citasse i giudizi più che negativi sull’omosessualità e sulle condotte omosessuali contenuti nella Bibbia e nel Catechismo della Chiesa cattolica potrebbe finirebbe in carcere (fino ad un anno e sei mesi) o sborsare sino a 6mila euro.

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Lo psicologo e la reclusione per virus: 4 consigli per non scoraggiarsi e coltivare il proprio benessere fisico e spirituale.

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Roberto Marchesini: quarantena e Tso, perché il pericolo non è solo il virus.

Partiamo dalla notizia: a Torino sono aumentati i Tso, cioè i trattamenti sanitari obbligatori, un intervento sanitario proposto dal sindaco in casi estremi e urgenti.

Purtroppo, bisogna dirlo, è una delle conseguenze carsiche della quarantena che è stata imposta all’Italia.
Dopo i cartelli «Andrà tutto bene», i canti sul balcone, i flash mob organizzati via social media («Facciamo tutti insieme un applauso agli italiani!», «Accendiamo tutti la torcia del cellulare» e via dicendo), la quarantena presenta il suo conto che, per qualcuno, è piuttosto salato.

È un po’ come andare in campeggio: i primi giorni è una bella avventura; poi il materassino comincia a diventare duro, e rimpiangiamo il bidet. Detto brutalmente: qualcuno comincia a dare i numeri.

Alla privazione della libertà personale, al fatto di dover restare confinati in pochi metri quadri, alla condivisione forzata del tempo e dello spazio con un numero limitato di persone (per quanto care) o alla solitudine, recentemente si sono aggiunte misure ancora più restrittive che possono seriamente mettere alla prova la serenità degli italiani: il divieto di attività fisica all’aperto e la chiusura di parchi, aree gioco e giardini pubblici.

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L’Italia e il pensiero Lgbt-abortista imposto dall’Onu

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Il Consiglio Onu per i diritti umani ha diffuso le raccomandazioni degli Stati indirizzate all’Italia a seguito della discussione sull’esame del rapporto italiano nell’ambito della Revisione periodica universale sul rispetto dei diritti umani del 4 novembre scorso.
In breve, molti Paesi che fanno parte dell’Onu hanno presentato all’Italia delle osservazioni, che in parte sono elogi e in parte vere e proprie raccomandazioni, in merito alla tutela dei diritti fondamentali.
Buona parte delle raccomandazioni attengono ai diritti delle donne, dei minori, delle minoranze, dei migranti e al tema della tratta di esseri umani.

L’Italia un paio di giorni or sono ha pubblicato le sue risposte a tali osservazioni. Il documento finale del Consiglio Onu in merito a tale Revisione periodica sarà approvato nel corso della 43esima sessione che si terrà entro il 20 marzo 2020, coronavirus permettendo.

Su 306 raccomandazioni – di cui solo una tratta della famiglia naturale –  il nostro Paese ne ha accettate 292.

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Crollo delle nascite in Italia: le responsabilità dell’iniqua legge 194

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Continua a decrescere la popolazione italiana, tanto che per il quinto anno consecutivo i decessi superano le nascite. Nel 2019 si registra un saldo naturale negativo di 212 mila unità, dovuto alla differenza tra 647 mila decessi e 435 mila nascite che è il dato più basso mai registrato nel nostro Paese. Il tasso di fecondità, 1.29 figli per donna, rimane costante ma è largamente insufficiente a garantire il necessario ricambio generazionale che è di 2.1 figli per donna.

Tutte le principali agenzie di stampa riportano con una certa preoccupazione i dati diffusi dall’Istat che certificano l’inesorabile declino della popolazione italiana. La politica si interroga su come cercare di risolvere il problema della denatalità. Lo stesso capo dello stato, Sergio Mattarella, ammette che è necessario e urgente combattere il calo demografico italiano: «Va assunta ogni iniziativa per contrastare questo fenomeno perché si rischia un indebolimento del nostro paese».

Eppure, la causa principale dell’inverno demografico, l’aborto di stato, non viene mai menzionato dalle Istituzioni né dalla politica in generale né tantomeno dai media, compresi quelli cattolici. Lo stesso quotidiano dei vescovi italiani, l’Avvenire, nei diversi articoli di approfondimento dedicati alla paurosa crisi demografica in atto, non riserva neppure una riga alla piaga dell’aborto volontario.

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Virus: psicologia delle masse, statalismo liturgico, cosa dire ai figli

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In queste ore abbiamo assistito ad uno statalismo inaudito, dai bar aperti alle chiese chiuse.
Abbiamo raggiunto al telefono Roberto Marchesini, psicologo tomista e psicoterapeuta.

Partiamo dal panico, l’incetta di mascherine e di beni alimentari. Che cosa sta succedendo?

«Semplice: un’ondata di panico, in termini altisonanti timor panicus. La cosa più straordinaria è l’induzione esclusivamente mediatica. Questo dovrebbe farci riflettere… dovrebbe».

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Registro Dat, uno strumento inaffidabile e nemico della libertà

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Il ministro Speranza ha presentato la riforma che introduce il registro per le DAT (Disposizioni Anticipate di Trattamento), praticamente un testamento biologico.
Una libertà in più per la persona? No, un modo peggiore per morire.
Ecco un utile elenco di studi che dimostrano come le disposizioni siano uno strumento assolutamente inaffidabile

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“Ho appena firmato il decreto sulla banca dati nazionale per le Disposizioni Anticipate di Trattamento (Dat). Con questo atto la legge approvata dal Parlamento è pienamente operativa e ciascuno di noi ha una libertà di scelta in più”. Parola di Roberto Speranza (PD-LeU), ministro della Salute – che oltre alla salute si occupa anche di morte – il quale su Facebook ha così annunciato un decreto attuativo della legge sulle Dat (219/17) che molti pro-eutanasia attendevano da tempo.

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Suicidio assistito, l’obiezione di coscienza non reggerà

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di Tommaso Scandroglio

La Corte Costituzionale ha pubblicato la sentenza sull’incostituzionalità di parte dell’articolo 580 del Codice penale. A determinate condizioni, l’aiuto al suicidio non è più penalmente perseguibile e quindi è stato stabilito un diritto soggettivo a ottenerlo. Eppure la Consulta ha riconosciuto l’obiezione di coscienza a favore dei medici (ma non della struttura ospedaliera), che però contraddice le premesse da cui sono partiti i giudici. Che si basano sulla legge sulle Dat, dove l’obiezione di coscienza non c’è. Ergo, è destinata a essere spazzata via dai disegni di legge all’esame del Parlamento, causando l’eutanasia anche della libertà dei medici.

Brevissima sintesi della recente vicenda giudiziaria che ha interessato il reato di aiuto al suicidio ex articolo 580 del Codice penale.
– Nel febbraio del 2017 il leader radicale Marco Cappato accompagna Dj Fabo in Svizzera e nella clinica Dignitas quest’ultimo trova la morte.
– Cappato si autodenuncia per il reato di aiuto al suicidio.
– Si apre un processo a suo carico che successivamente si arresta perché i giudici chiedono alla Corte Costituzionale di verificare la legittimità costituzionale dell’art. 580 cp.
– Nell’ottobre del 2018 la Consulta, con una ordinanza, chiede al Parlamento di legiferare in materia affinché il reato di aiuto al suicidio sia depenalizzato in alcuni casi.
– Passa quasi un anno, ma il Parlamento non vara nessuna legge al riguardo e così la palla, a settembre di quest’anno, ritorna alla Consulta, la quale in una nota indica le condizioni nel rispetto delle quali il suicidio assistito non ha più rilievo penale.

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Dittatura gender: l’omotransfobia è approdata in Parlamento

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I parlamentari Cirinna e Zan, esponenti del PD porcaccione.

Proposta Zan, un nuovo ddl Scalfarotto

Come volevasi dimostrare: dopo l’approvazione in otto Regioni (ultima l’Emilia-Romagna)  le leggi regionali sull’omotransfobia diventano una vera legge nazionale: con tanto di reati e sanzioni.
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La Commissione Giustizia della Camera si è riunita lo scorso 24 ottobre per esaminare il testo della proposta di legge dell’onorevole Alessandro Zan (PD), voluta per contrastare l’«omotransfobia», come si può leggere nell’introduzione della proposta medesima.

Il provvedimento intende modificare in senso estensivo due articoli del Codice Penale: il primo, l’art. 604 bis cp, sanziona, tra le altre, quelle condotte volte a discriminare o a commettere atti di violenza per motivi razziali, etnici, nazionali o religiosi; il secondo, l’art. 604 ter cp, prevede delle aggravanti per alcuni reati se commessi per finalità di discriminazione o di odio etnico, nazionale, razziale o religioso.
La proposta Zan vuole aggiungere come motivazioni degne di una risposta sanzionatoria dello Stato anche quelle legate all’orientamento sessuale, leggasi omosessualità, e all’«identità di genere», leggasi transessualità.

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La “cura” Trump funziona, 900 cliniche abortiste senza fondi

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La prima cosa da fare quando si vincono le elezioni? Togliere i fondi a chi favorisce una cultura opposta a quella del vincitore.
I social-comunisti lo han sempre fatto: è per questo che vincono. Ora lo sta facendo facendo Trump.
Quando capiremo che ogni contributo lasciato ad organizzazioni di sinistra produrrà meno voti per i partiti di centro-destra?
In Italia lo capiremo o continueremo ad aver paura di esser divisivi?

La cura Trump contro l’aborto funziona: sono ormai circa 900 le cliniche abortive, cui il governo americano ha tolto i fondi federali, grazie alle novità legislative recentemente introdotte in materia.

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