I periodi di difficoltà e crisi tendono a far venir fuori il nostro vero io. Le indicazioni così emerse non sono sempre confortanti. Ad esempio, un uomo può essere convinto di essere particolarmente coraggioso, ma se un giorno finisse all’improvviso in una situazione di pericolo, potrebbe scoprire – con sua grande sorpresa – di essersi voltato e fuggito via.
Siamo entrati in un periodo di difficoltà. Una pandemia che si diffonde velocemente in tutto il globo. Sono già morte decine di migliaia di persone e sembra probabile che decine di migliaia di persone moriranno prima che la pandemia finisca. Se, solo un mese fa, sembrava che il mondo fosse sotto controllo, ora sta cambiando tutto. Un mese fa, stavamo pianificando con tranquillità il mese, l’anno successivo o persino i prossimi cinque anni; ora ci chiediamo che cosa succederà domani. Per molti è stato un trauma, il fatto che la scienza medica moderna non abbia eliminato per sempre, come ingenuamente pensavamo, lo spettro delle grandi epidemie di malattie trasmissibili. Siamo messi alla prova nel crogiolo delle difficoltà.

Rischieremo ogni cosa per salvare alcune vite umane. Perché non tutte?
Il Consiglio Onu per i diritti umani ha diffuso
Le cronache di questi ultimi giorni dell’anno hanno riportato il caso del bambino di cinque mesi scosso violentemente dalla madre, una donna di 29 anni originaria del vicentino la quale, nel tentativo di calmare il pianto del piccolo, l’avrebbe cullato troppo forte provocandogli gravissimi danni cerebrali e neurologici.
Ex medico abortista: ho ucciso più persone di Ted Bundy*
Preoccupante sentenza della Cassazione, secondo la quale «il nascente vivo non è più feto né in senso biologico né in senso giuridico, bensì una persona».
Cari amici,
Calano le luci. Immagini di amena vita familiare. Poi, a pochi quadri dall’inizio, il pugno arriva diritto nello stomaco. Assisti a un aborto. Ricreato per il cinema, lo sai, ma in quel momento lo dimentichi apposta, hai già sospeso la tua incredulità, sei totalmente dentro, sei là dove e mentre sta accadendo. Ti dimeni sulla poltroncina, incapace di resistere. Vorresti strapparti le vesti, vuoi vomitare. Boccheggi, ti manca l’aria, pensi di mandare tutti alla malora e scappare lontano. La testa ti gira. Lo odi quel film, lo maledici, specie il momento in cui hai deciso di entrare in sala. Chiudi orecchi e occhi, non vuoi sapere nulla, niente di niente, risvegliarti dall’incubo a mille miglia di distanza. Senti invece le immagini scenderti nella carne, entrarti dentro. “Basta!”, sbotti dentro di te, e quasi lo dici ad alta voce. Vuoi accendere la luce, uscire dal tunnel, liberarti dagli spettri. Sì, è proprio un film adatto a tutti nonostante la censura, un film da far vedere a tutti.