Strangolata una neonata sopravvissuta ad aborto salino

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Abortista strangola neonata sopravvissuta ad aborto salino: “non vuole proprio smetterla di respirare!”

In un articolo di qualche tempo fa pubblicato da Sarah Terzo per LiveAction, è raccontata l’agghiacciante realtà delle cliniche abortive nei civilissimi Stati Uniti d’America.

Sotto gli occhi delle infermiere, un medico abortista si trova a confrontarsi con un’operazione “mal riuscita” su una donna al quinto mese di gravidanza.

Ma al quinto mese di gravidanza, un bambino nella pancia della mamma – sì, sei e rimarrai per sempre una mamma, anche se non lo vuoi – è già tutto formato, ha già sviluppato il senso del gusto e dell’udito.

E, se nasce al quinto mese, il bambino respira, prova dolore e piange (e se stai bene attento ti guarda mentre leggi questa frasetta e ti dice “perché, tu no invece?”)

Qui di seguito l’articolo in traduzione.

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Come la TV aiuta a sdoganare l’omosessualità

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Il Corriere svela l’azione della lobby LGBT nei massmedia.
Dal 2002 è stato capovolto il modo di percepire l’azione dell’ideologia omosessualista. Al punto da subire passivamente l’intolleranza e le violenze.
Disdire l’abbonamento è un messaggio forte, ma scrivere per protestare lo è ancora di più.

Viacom è un conglomerato di media statunitensi ed ha promosso un’indagine a livello mondiale sulla relazione tra omosessualità e media.
Una ricerca condotta su 100.000 persone provenienti da 77 paesi rivela: Ideologia gender e percezione dei gay: se una fiction vale più delle leggi (https://27esimaora.corriere.it/18_giugno_27/diritti-civili-percezione-gay-se-fiction-vale-piu-leggi-99b41ed6-7a49-11e8-b751-1a567fb9343a.shtml)

Ne è emerso che, tra chi non conosce una persona omosessuale, uno su quattro ha ammesso che i media e specialmente la TV hanno contribuito a far nascere in lui sentimenti positivi in merito all’omosessualità.
Tra chi invece conosce una persona omosessuale, il 51% sostiene il matrimonio omosessuale (dato italiano 68%) e concorda sul fatto che «i diritti dovrebbero essere applicati a tutti».
In Italia quest’ultimo giudizio è sposato dal 78% degli intervistati che conoscono una persona omosessuale o transessuale e dal 48% che non conoscono nessun omosessuale o transessuale.

Nonostante questi dati le lobby gay continuano a sostenere di essere discriminati nei media e nella società. Ovviamente è solo una tattica: continua a dipingersi come vittima per ricevere ingiusti privilegi.

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Cresciuta con due donne: «Noi i veri discriminati»

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Perché nessuno ascolta chi è cresciuto nella lobby Lgbt?
Millie Fontana domanda: «Ero omofoba quando mi chiedevo dove fosse mio padre? Ero razzista quando soffrivo? Non lascerò che chi si moblita per gli innocenti sia definito tale».
«È stato molto difficile per me formarmi un’identità stabile. La mia stabilità comportamentale ed emotiva ne ha sofferto molto»
«Io vedo l’intenzione di sbarazzarsi del genere umano»

Katy Faust si ricorda di quando, «pensando che questo era il modo per amare mia mamma e la sua “partner”, si diceva d’accordo con il cosiddetto matrimonio fra persone dello stesso sesso, finché crescendo «ho capito che potevo volere loro bene anche non essendo d’accordo circa il ruolo che la politica gioca nelle nostre vite. Se la legge sul matrimonio riguarda solo i sentimenti degli adulti, non c’è ragione di vietarlo…ma l’interesse del governo deve essere per i bambini». Perciò una legge a favore di queste unioni «è un’ingiustizia», ma non è stato facile ammetterlo a se stessa e davanti a sua madre. Faust soffriva per la mancanza della figura paterna ma non lo aveva mai rivelato prima «perché il mondo diceva che se non ero a favore del “matrimonio” gay significa che li [le persone con cui viveva] odiavo, è l’unica cosa che senti dire da una cultura che ti intimidisce per farti stare in silenzio».

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Da delitto a diritto. Contro la legge 194

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Una carrellata di testimonianze su Youtube che ci raccontano perchè la legge 194, che ha introdotto l’aborto legale in Italia, è una legge intrinsecamente ingiusta da cui scaturiscono infiniti mali per il singolo e per la società intera: il ginecologo Leandro Aletti; Paola Bonzi del CAV Mangiagalli; lo psicologo Roberto Marchesini; il bioeticista Tommaso Scandroglio.
Oggi più che mai è necessaria una battaglia pre-politica e culturale che ha come obiettivo finale la sua completa abrogazione .

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LEGGE 194, UNA STRAGE CHE DURA DA 40 ANNI.

Ricorrono i 40 anni dall’entrata in vigore della legge 194, promulgata nel 1978 per introdurre l’aborto legale in Italia.
“E’ stata ed è un’autentica strage di innocenti: più di sei milioni di aborti ad oggi. La vera liberazione della donna è la liberazione dalla schiavitù dell’aborto. I tempi sono maturi: la legge 194 deve essere abolita subito”.

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Emilia-Romagna: pillola abortiva gratis? Fratelli d’Italia non ci sta

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Ad inizio 2018, l’allora Ministro della Salute Beatrice Lorenzin e l’Assessore alla Sanità dell’Emilia-Romagna avevano diffuso l’incredibile affermazione secondo la quale gli aborti sarebbero in calo (Cfr. http://www.marciaperlavita.it/articoli/regione-emilia-romagna-sempre-piu-aborti/ ).

Subito i movimento pro-life avevano fatto sostenuto la falsità della tesi (Cfr. tra i tanti: http://www.difenderelavita.org/bugie-sul-calo-degli-aborti-il-silenzio-sulla-pillola-omicida/ ), costruita nascondendo il numero di “pillole del giorno dopo” distribuite gratuitamente dlle aziende sanitarie delle varie Regioni.

Dopo un’azione di sensiblizzazione svolta da fattisentire.org, un coraggioso esponente di Fratelli d’Italia interroga la Giunta regionale chiedendo di rendere noti i numeri della bugia.
Qui l’interrogazione: http://www.difenderelavita.org/db/20180622_Intarispscritta_FdI_Contraccezioneemergenza.pdf ).

Qui di seguito il

COMUNICATO STAMPA

Sanità. Tagliaferri (Fdi) critico su contraccezione d’emergenza: giunta chiarisca sui numeri in regione

Il consigliere critica “una strisciante e mai annunciata autorizzazione all’aborto continuo e ripetitivo”

Quali i numeri relativi alla contraccezione d’emergenza erogata gratuitamente attraverso i Consultori Familiari e gli Spazi Giovani, i costi sostenuti dalla Regione Emilia-Romagna nei primi mesi del 2018 e il numero di prestazioni destinate a minorenni.
È Giancarlo Tagliaferri di Fratelli d’Italia a intervenire, con un’interrogazione rivolta al governo regionale, sul tema contraccezioni cosiddette d’emergenza, come pillola del giorno dopo e pillola dei cinque giorni dopo.

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Emilia-Romagna. Pandemia di “epatite gay”: cosa c’è dietro?

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Dell’epidemia di Epatite A tra persone omosessuali (MSM) si è già parlato su queste pagine in occasione della pubblicazione del primo Bollettino Seieva del 2017.
Tuttavia, dall’Emilia-Romagna arrivano novità e coincidenze allarmanti. È da Parma che giungono gli ultimi segnali d’allarme relativi all’epatite che colpisce le persone omosessuali: «Ben 32 casi a Parma e provincia, il dato più alto degli ultimi 10 anni. In aumento anche la sifilide», per la quale si rilevano «17 casi a Parma nel 2017, il numero più alto degli ultimi dieci anni. Ed è un dato probabilmente sottostimato del 50%, perché la malattia sfugge spesso al sistema di sorveglianza».

Va ricordato che, prima di Parma, identici messaggi di allarme erano stati lanciati per Bologna (sifilide) e Reggio Emilia (malattie a trasmissione sessuale, MTS) e, nel complesso, l’Emilia-Romagna è al 3° posto per casi di Epatite A.

Quando però si vuole capire a che punto è la diffusione delle altre MTS, sul sito della Sanità Regionale non si trova nulla.

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Cassazione: sì all’adozione gay. E l’interesse del minore?

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Grazie alla legge sulle unioni civili, ormai la stepchild adption, ossia l’adozione del figlio naturale o adottivo dell’altro coniuge, a favore di coppie omosessuali è cosa normale da noi.
Ora a pronunciarsi è la Corte di Cassazione su un caso di doppia stepchild adption di due madri lesbiche, con un’interpretazione della legge che lascia a bocca aperta: ad ogni sentenza si aggiungono nuove motivazioni o si perfezionano quelle passate.

Due donne francesi e “sposate” in Francia hanno la residenza ad Avellino. Entrambe hanno avuto un bambino con la fecondazione artificiale eterologa ed entrambe hanno partorito ad Avellino.
Sempre entrambe, però ora in Francia, hanno adottato l’una il figlio dell’altra (stepchild adoption).
Hanno chiesto il riconoscimento di questa doppia adozione alle autorità italiane, riconoscimento negato.
Ne è nata una vertenza giudiziaria che è arrivata appunto sino in Cassazione.

Gli ermellini hanno detto “Sì” al riconoscimento dell’adozione avvenuta oltralpe. Per la Corte il supremo interesse del minore vince sull’ordine pubblico, motivo quest’ultimo che aveva spinto l’amministrazione comunale a rifiutare il riconoscimento della stepchild adoption.
Secondo i giudici il supremo interesse dei bambini consiste nel vivere «in modo stabile in un ambiente domestico armonioso e ad essere educato e assistito nella crescita con equilibrio e rispetto dei suoi diritti fondamentali».

Ma poi la Corte entra in contraddizione. Infatti asserisce che i precedenti casi giudiziari in cui si negò il riconoscimento dell’adozione di una coppia gay avvenuta all’estero (sentenza 6078/2006 e 3572/2011) erano giustificati dal fatto che l’adozione, a differenza della stepchild adoption, può essere esercitata, nel rispetto della legge Cirinnà, solo da coppie sposate e non dalle coppie omosessuali unite civilmente.

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Contro l’ideologia di P. James Martin S.J.: ecco Daniel Mattson

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Dopo che un arcivescovo emiliano ha sostenuto le teorie ideologiche di James Martin SJ, ecco la testimonianza della verità naturale.

“Ecco perché non mi definisco gay”. In Italia l’anti Martin

Arriva in Italia Daniel Mattson, autore del libro Perché non mi definisco gay – Come ho recuperato la mia identità sessuale e trovato la pace.
La sua storia è un “pugno in faccia” alla tendenza omoeretica e un inno alla Chiesa, che lo ha abbracciato partendo da un dato naturale:
«Siamo maschi e femmine. Per rispettare qualcuno dobbiamo riconoscere la sua identità. Tutto il resto sono un falso rispetto, una falsa delicatezza e una falsa compassione».

In occasione del suo arrivo in Italia per la presentazione del suo libro, pubblichiamo l’intervista del mensile Il Timone a Daniel Mattson (clicca qui per leggere il numero di Maggio). Mattson ha raccontato la sua storia nel libro Why I don’t call myself gay – How I reclaimed my sexual reality and found peace (Perché non mi definisco gay – Come ho recuperato la mia identità sessuale e trovato la pace).
Nell’intervista parla dell’importanza dell’Apostolato di preghiera Courage, un approccio al problema dell’omosessualità in ossequio alla dottrina della Chiesa e non incine alle forme di omoeresia che vedono nel gesuita James Martin il suo principale estensore.
Daniel Mattson sarà in Italia a maggio per presentare il suo libro
Perché non mi definisco gay – Come ho recuperato la mia identità sessuale e trovato la pace, tradotto in italiano da Cantagalli, con la prefazione del cardinale Robert Sarah.
Tutti i dettagli sul sito www.nonmidefiniscogay.blog. Altri link di riferimento: www.courageitalia.it e www.everlastinghills.org.

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Conselice (RA): contrattacco al gender

1 Commentoideologia gender

Da molto tempo in provincia di Ravenna la diffusione dell’ideologia gender non trova ostacoli: né nelle amministrazioni locali, né nella scuola.
Ma l’eccessiva sicurezza può far commettere dei passi falsi.

Sembra questo il caso anche delle scuole medie Foresti di Conselice e Lavezzola, nelle quali è stato proposto il famigerato spettacolo teatrale Fa’ Afafine che, sempre e ovunque, ha suscitato proteste e disagio ai genitori.
Tuttavia, c’è un fatto nuovo: a Conselice, lo scorso 20 marzo, i genitori sono insorti in massa. E han cercato consulenza giuridica e sostegno da FattiSentire.org, dando corso ad una riunione organizzativa tenutasi sul posto.
Ma andiamo con ordine.

  1. Il 27 febbraio l’Istituto Comprensivo (I.C.) ha fatto pervenire brevi manu alle famiglie un volantino informativo (allegato 1), nel quale si qualificano coloro che dissentono dalle teorie diffuse tramite tale spettacolo come persone con “pregiudizi e ignoranza”. L’affermazione è gravissima, specialmente per un Istituto che dichiara di voler far propri “i diritti dell’uomo, l’inclusione sociale, la parità di opportunità” (Ptof, p. 20).
  2. Solo il 13 marzo, a fronte delle proteste delle famiglie via e-mail, domande ai docenti e richieste di chiarimenti al dirigente, l’I.C. ha fatto pervenire brevi manu una richiesta di consenso (allegato 2), fatta su carta non intestata, senza il nome dell’alunno e senza firma del dirigente né del responsabile del progetto, ma soprattutto priva di adeguata e completa informazione alle famiglie.
  3. Tale richiesta ammette che lo spettacolo “affronta un tema […] non condiviso” ma informa che “le tematiche affrontate sono state trattate dai docenti con i ragazzi”. Si tratta pertanto di un’ammissione esplicita di precedenti attività, anch’esse prive del consenso delle famiglie relativamente a temi eticamente sensibili.
  4. Il sito dell’I.C. (visitato il 3/5/2018) espone soltanto il PTOF. Non espone il Patto Educativo di Corresponsabilità, né il dettaglio delle attività extracurricolari annuali. Per le “Uscite didattiche” non si fa cenno allo spettacolo teatrale in questione.
  5. Nel Ptof (visitato il 3/5/2018) non si fa menzione di spettacoli teatrali per la secondaria di I grado, per cui tale attività potrebbe non esser passata dal Collegio Docenti.
  6. Nel Ptof si fa invece menzione del controverso progetto “W l’amore” (pag. 15), anch’esso oggetto di interrogazioni in Assemblea Legislativa della Regione Emilia-Romagna. Ma, ancora una volta, è assente ogni riferimento alla doverosa informativa alle famiglie.

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Gli studi di genere smentiti dalla scienza.

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Si rimane uomini o donne per tutta la vita

Secondo gli “studi di genere”, l’identità di genere sarebbe una componente distinta dall’identità sessuale e potrebbe anche non coincidere con essa (producendo maschi-donne e femmine-uomini), poiché le differenze tra uomo e donna sarebbero soltanto una costruzione sociale, dovuta a stereotipi di genere, per l’appunto.
Su questa base teorica, nata negli anni ’70, viene legittimato il “cambio di sesso” di chi vive una incoerenza tra il “sentirsi” uomo (o donna) -cioè il “genere”-, e l’essere nata biologicamente come donna (o uomo), cioè il “sesso”.

Tutto falso, lo dimostra oggi la scienza moderna.
Le differenze tra uomo e donna sono biologiche e genetiche, non certo dovute all’influsso sociale o dall’educazione ricevuta.
Chi afferma di aver “cambiato sesso” ha semplicemente amputato parti anatomiche del corpo o ne ha aggiunte altre con la chirurgia estetica, dopo essersi bombardato di ormoni.
A livello neuro-fisiologico rimane come è nato, nella sua originale identità sessuale.

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