Bologna: l’arcigay insegna al liceo

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Non c’è pace per il liceo classico Galvani di Bologna: nella circolare 206 del 20 gennaio 2018, si stabilisce il calendario degli incontri che l’Arcigay-Cassero svolgerà in sei classi.  Il tema?  Ha ovviamente un titolo apparentemente neutrale: “Educare all’altro”. [Visualizza qui la circolare]

Per le famiglie che iscrivono i propri figli al Galvani si tratta dell’ennesimo episodio di una specie di Via Crucis venuta alla luce nel 2015, quando un genitore scrive una lettera ad un quotidiano e la Diocesi (allora guidata dal Card. Caffarra) prende una decisa posizione a favore della famiglia.
Al contrario, il Provveditore agli Studi prende posizione a favore della scuola, dimenticando che lo Stato ha un diritto ad insegnare
soltanto sussidiario mentre sono le famiglie ad avere un diritto naturale nell’educazione dei propri figli.
La polemica inevitabilmente finisce con l’assumere una forte rilevanza mediatica e coinvolgere i partiti: la sinistra e i suoi alleati pseudo-cattolici a favore dell’Arcigay, il centro-destra contrario.
Ma già dal 2002 l’arcigay opera con costanza per penetrare nelle scuole del capoluogo emiliano-romagnolo, riuscendo via via ad entrare (e in alcuni casi ottenere finanziamenti) in ca. 30 scuole.

Dopo la bagarre del 2015 c’è un anno di “quasi quiete”, durante il quale tuttavia l’Arcigay-Cassero si rinforza grazie a una potente serie di sponsorizzazioni da parte del Comune a guida Partito Democratico.

Infatti, nel marzo 2017 scoppia un altro caso: agli alunni viene distribuito un libretto dell’Azienda Sanitaria Regionale (anch’essa a guida PD) collegato al famigerato progetto “W l’amore” e relativo compito per casa: imparare a mettere il preservativo ai cetrioli.
Le famiglie insorgono, ma questa volta la Preside Gallo non si fa sorprendere: grazie ad alcuni genitori esponenti del partito di Alfano, la protesta viene “imbrigliata” e, nonostante il possibile supporto legale degli avvocati Lisei e Sassone di Forza Italia, prevale la linea “del dialogo e della mediazione” (sic!).

Il liceo Galvani torna agli onori delle cronache nell’autunno 2017, quando in un’animata conferenza stampa viene presentato il monitoraggio “Il gender nelle scuole di Bologna”.
Ai genitori del Galvani viene proposto un “livello di attenzione rosso” (cioè alto) a causa della presenza nei Piani Triennale e Annuale dell’Offerta Formativa di vari progetti che solitamente veicolano in modo surrettizio l’ideologia gender.

Nell’autunno 2017 va in pensione la Preside protagonista di tante polemiche, ma non cambia la linea d’indottrinamento ideologico: la circolare citata in apertura di questo articolo ne è la conferma.

– Sarà stato raccolto il consenso scritto dei genitori oppure c’è solo un avviso nel sito della scuola?
– I genitori sceglieranno di nuovo la linea del “dialogo e mediazione” oppure passeranno finalmente alle vie amministrative e legali?
– Il Provveditore continuerà a sostenere il Preside nonostante quanto ha scritto il Ministro Fedeli oppure chiederà una doverosa ispezione ministeriale?
Non lo sappiamo.

Ma sappiamo invece che al liceo classico Galvani, dimentico di Seneca e Cicerone, spetta davvero il titolo di liceo dell’Arcigay.

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