P. S. Boquet: I socialisti mondialisti, la dittatura sanitaria e la battaglia per la vita umana

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Il Presidente di Vita Umana Internazionale
spiega il ruolo dell’attuale dittatura sanitaria
nella guerra fatta alla vita umana e alla famiglia

Essere vigilanti in tempo di crisi

È sconcertante leggere l’affermazione di Henry Kissinger (esponente Bilderberg, NdR) nel Wall Street Journal secondo cui un fallimento nel “passaggio a un ordine post-coronavirus” potrebbe “mettere il mondo a ferro e a fuoco”.
Kissinger è piuttosto vago su come sarebbe precisamente questo “ordine” post-coronavirus, ma come ha osservato qualcuno, la lunga storia di amicizia tra Kissinger e la Cina insieme all’assenza di qualsiasi menzione nel suo articolo della responsabilità della Cina nel provocare questa pandemia non è per niente confortante.

Ma per i pro-vita e i pro-famiglia ci sono molti altri motivi di preoccupazione circa un “ordine post-coronavirus” inaugurato o condotto da Kissinger o ispirato alla sua visione del mondo.

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Liberalizzazione della pillola omicida RU486: reazioni ecclesiali?

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Alla criminale decisione del Ministero della Sanità di sabato scorso 8 agosto ha risposto… il silenzio dei Vescovi!
Con un’unica lodevole eccezione, che vedete qui accanto: il Vescovo di Ascoli Piceno, Mons. D’Ercole.
Nomen homen, questo Vescovo coraggioso merita il grazie di tutti, incoraggiamento e preghiera.

Il generale silenzio sembra avvalorare la tesi che molti influenti Vescovi siano asserviti al Partito Democratico.
A questi nostri amati Pastori sottoponiamo una sintesi di ciò che può fare un Capo di Stato laico, laicissimo, che pure ha a cuore la vita umana: il Presidente Donald Trump.
Riflettano i nostri amati Pastori, riflettano!

Per quanto riguarda le Diocesi dell’Emilia-Romagna, chiediamo ai nostri amici e lettori se ritengano opportuna una nuova “supplica online tramite invio di e-mail” ai nostri 14 Vescovi: tra di essi, non pochi devono tacere perchè le priorità imposte dalla Conf. Episc. Regionale sono i clandestini, le lobbies LGBT, la dea natura, costruire ponti ai feroci islamici e ai comunisti (perchè i nemici di Cristo possano colpirci più facilmente).

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La campagna prolife del presidente Trump

di Tommaso Scandroglio

La campagna elettorale negli Usa è ormai iniziata. L’organizzazione pro-life Susan B. Anthony List ha stilato un elenco di iniziative che l’amministrazione Trump ha assunto a favore della vita nascente dal giorno del suo insediamento ad oggi, elenco che, probabilmente, dovrebbe stimolare i pro-life americani a votare per il rinnovo della carica.

Andiamo a spulciare in questo ricco elenco, aggiungendo allo stesso qualche altra notizia, anche per mostrare ai nostrani “cattolici” di area levantina che, almeno su questo aspetto della tutela della vita nascente assai fondamentale e scriminante, non c’è incompatibilità tra la politica di Trump e dottrina sociale della Chiesa, ma, anzi, pieno accordo.

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Dieci anni dopo: il popolo pro-life non arretra!

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Quest’anno l’ormai tradizionale Marcia per la Vita di Roma è stata annullata a causa della pandemia; ma tornerà puntuale il 22 maggio del 2021, per portare la testimonianza di quanti, avendo visto in faccia la tragedia dell’aborto, si sono convertiti alla vita. E per chiedere a gran voce l’abolizione dell’iniqua legge 194, che ha autorizzato l’aborto in Italia.
Infatti, «se le leggi abortive di tutti i nostri Stati non saranno abolite – spiega in quest’intervista Virginia Coda Nunziante, portavoce della Marcia per la Vita – il Signore ci richiamerà con dei castighi ancora peggiori» del Covid-19.

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Omofobia: Gandolfini, Alfano e l’Evangelium vitae

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Nei giorni scorsi è stata diffusa un’intervista del signor Gandolfini nella quale l’esponente del Family Day sosteneva
non siamo contrari a una legge contro l’omofobia“,
lasciando intendere che le difficoltà sul DDL Zan fossero solo dovute al fatto che è scritta male
(“
il problema è come è scritta questa legge“).
Probabilmente, resosi conto che per aver reso note le sue intenzioni, avrebbe perduto i pochi consensi rimastigli, ha scritto una “lettera al direttore” per esternare i suoi pensieri personali su temi condivisi persino dalle femministe (utero in affitto, ecc.).

Tale lettera non è una rettifica, come il signor Gandolfini vuol lasciar credere; perchè una rettifica avrebbe dovuto suonare più o meno così:
siamo contrari (al plurale) a ogni legge relativa all’omofobia: il problema non è come è scritta, ma è che tale legge che non deve esistere, nemmeno se emendata“.

Il trucco dell’emendamento per far passare leggi inique, infatti, appare chiaramente dalla prima intervista ed è stato usato in Parlamento numerose volte: la foto qui accanto ne ricorda una.

Sull’argomento, si riproduce una nota di Stefano Fontana sull’etica che deve seguire un parlamentare onde evitare la cooperazione al male.

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Omofobia, un progetto di legge violento e totalitario

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Immagini da un gay pride. Ecco a cosa servirà la legge Zan: a colpire gli eterosessuali. A impedire di protestare per l’irrisione della religione.

Presentato il progetto di testo unificato del disegno di legge contro l’omotransfobia.
Sse fosse approvato ogni tipo di differenza di trattamento diventerebbe reato:
– dalla scelta degli insegnanti della scuola cattolica
– agli educatori in parrocchia;
– perfino il divieto di ammissione ai seminari di persone con tendenze omosessuali sarebbe punito con il carcere.

La vaghezza dei concetti apre la possibilità a denunce continue e di ogni tipo, ed è questo il progetto: un’aggressione continua basata sulla discriminazione e sui cosiddetti discorsi d’odio.
Sono in pericolo i fondamenti della società occidentale.

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Altra emergenza del Governo: ci vuole tutti tossicodipendenti

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In questi giorni sono stati pubblicizzati alcuni casi di cronaca (qui e qui) per far passare la proposta di legge che prevede la liberalizzazione della cannabis.
E’ una tecnica nota, nella quale Marco Cappato (il radicale pilotato dal Partito Democratico) è maestro e, infatti, è anch’egli promotore della libera diffusione della cannabis (qui).

Come ammettono gli stessi promotori, la “depenalizzazione per uso personale” è solo un primo passo, il più facile da far passare oggi, indispensabile per aprire una breccia nella legislazione nazionale.

Che non si tratti di episodi casuali è confermato dalla richiesta di circa 100 parlamentari al presidente del Consiglio per chiedere di discutere di legalizzazione della cannabis agli Stati generali per il rilancio economico del paese… cosa c’entri l’economia lo san solo loro.

Il centro-destra vigila sulle mosse dissolutrici del Partito Democratico, lanciando lo slogan: “il governo chiude le scuole e vuole distribuire le canne”.
La posta in gioco è altissima perché – attraverso gender, eutanasia, droga e altri provvedimenti – si vuole distruggere l’identità italiana: per questo tutti dobbiamo tenere gli occhi aperti e sensibilizzare chi vuole difenderla.

A questo scopo si propone una lunga ma utilissima intervista fatta dalla dotorressa G. Brambilla.

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Scandroglio: Fermiamo il progetto contro l’omofobia

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Sempre più vicina dittatura gender promossa dal Partito Democratico.
E’ ormai indispensabile sensibilizzare i deputati e senatori della provincia di ognuno.

È stata fissata a luglio la ripresa alla Camera della discussione del Progetto di legge dal titolo «Modifiche agli articoli 604-bis e 604-ter del codice penale, in materia di violenza o discriminazione per motivi di orientamento sessuale o identità di genere», di cui il primo firmatario è l’on. Alessandro Zan (Pd). Trattasi del famigerato progetto di legge sull’ “omofobia”.

Se la legge vedesse la luce – eventualità probabile – colui il quale affermasse, ad esempio, che l’omosessualità è una condizione contro natura oppure citasse i giudizi più che negativi sull’omosessualità e sulle condotte omosessuali contenuti nella Bibbia e nel Catechismo della Chiesa cattolica potrebbe finirebbe in carcere (fino ad un anno e sei mesi) o sborsare sino a 6mila euro.

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Lo psicologo e la reclusione per virus: 4 consigli per non scoraggiarsi e coltivare il proprio benessere fisico e spirituale.

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Roberto Marchesini: quarantena e Tso, perché il pericolo non è solo il virus.

Partiamo dalla notizia: a Torino sono aumentati i Tso, cioè i trattamenti sanitari obbligatori, un intervento sanitario proposto dal sindaco in casi estremi e urgenti.

Purtroppo, bisogna dirlo, è una delle conseguenze carsiche della quarantena che è stata imposta all’Italia.
Dopo i cartelli «Andrà tutto bene», i canti sul balcone, i flash mob organizzati via social media («Facciamo tutti insieme un applauso agli italiani!», «Accendiamo tutti la torcia del cellulare» e via dicendo), la quarantena presenta il suo conto che, per qualcuno, è piuttosto salato.

È un po’ come andare in campeggio: i primi giorni è una bella avventura; poi il materassino comincia a diventare duro, e rimpiangiamo il bidet. Detto brutalmente: qualcuno comincia a dare i numeri.

Alla privazione della libertà personale, al fatto di dover restare confinati in pochi metri quadri, alla condivisione forzata del tempo e dello spazio con un numero limitato di persone (per quanto care) o alla solitudine, recentemente si sono aggiunte misure ancora più restrittive che possono seriamente mettere alla prova la serenità degli italiani: il divieto di attività fisica all’aperto e la chiusura di parchi, aree gioco e giardini pubblici.

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L’Italia e il pensiero Lgbt-abortista imposto dall’Onu

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Il Consiglio Onu per i diritti umani ha diffuso le raccomandazioni degli Stati indirizzate all’Italia a seguito della discussione sull’esame del rapporto italiano nell’ambito della Revisione periodica universale sul rispetto dei diritti umani del 4 novembre scorso.
In breve, molti Paesi che fanno parte dell’Onu hanno presentato all’Italia delle osservazioni, che in parte sono elogi e in parte vere e proprie raccomandazioni, in merito alla tutela dei diritti fondamentali.
Buona parte delle raccomandazioni attengono ai diritti delle donne, dei minori, delle minoranze, dei migranti e al tema della tratta di esseri umani.

L’Italia un paio di giorni or sono ha pubblicato le sue risposte a tali osservazioni. Il documento finale del Consiglio Onu in merito a tale Revisione periodica sarà approvato nel corso della 43esima sessione che si terrà entro il 20 marzo 2020, coronavirus permettendo.

Su 306 raccomandazioni – di cui solo una tratta della famiglia naturale –  il nostro Paese ne ha accettate 292.

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Crollo delle nascite in Italia: le responsabilità dell’iniqua legge 194

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Continua a decrescere la popolazione italiana, tanto che per il quinto anno consecutivo i decessi superano le nascite. Nel 2019 si registra un saldo naturale negativo di 212 mila unità, dovuto alla differenza tra 647 mila decessi e 435 mila nascite che è il dato più basso mai registrato nel nostro Paese. Il tasso di fecondità, 1.29 figli per donna, rimane costante ma è largamente insufficiente a garantire il necessario ricambio generazionale che è di 2.1 figli per donna.

Tutte le principali agenzie di stampa riportano con una certa preoccupazione i dati diffusi dall’Istat che certificano l’inesorabile declino della popolazione italiana. La politica si interroga su come cercare di risolvere il problema della denatalità. Lo stesso capo dello stato, Sergio Mattarella, ammette che è necessario e urgente combattere il calo demografico italiano: «Va assunta ogni iniziativa per contrastare questo fenomeno perché si rischia un indebolimento del nostro paese».

Eppure, la causa principale dell’inverno demografico, l’aborto di stato, non viene mai menzionato dalle Istituzioni né dalla politica in generale né tantomeno dai media, compresi quelli cattolici. Lo stesso quotidiano dei vescovi italiani, l’Avvenire, nei diversi articoli di approfondimento dedicati alla paurosa crisi demografica in atto, non riserva neppure una riga alla piaga dell’aborto volontario.

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