Cassazione: sì all’adozione gay. E l’interesse del minore?

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Grazie alla legge sulle unioni civili, ormai la stepchild adption, ossia l’adozione del figlio naturale o adottivo dell’altro coniuge, a favore di coppie omosessuali è cosa normale da noi.
Ora a pronunciarsi è la Corte di Cassazione su un caso di doppia stepchild adption di due madri lesbiche, con un’interpretazione della legge che lascia a bocca aperta: ad ogni sentenza si aggiungono nuove motivazioni o si perfezionano quelle passate.

Due donne francesi e “sposate” in Francia hanno la residenza ad Avellino. Entrambe hanno avuto un bambino con la fecondazione artificiale eterologa ed entrambe hanno partorito ad Avellino.
Sempre entrambe, però ora in Francia, hanno adottato l’una il figlio dell’altra (stepchild adoption).
Hanno chiesto il riconoscimento di questa doppia adozione alle autorità italiane, riconoscimento negato.
Ne è nata una vertenza giudiziaria che è arrivata appunto sino in Cassazione.

Gli ermellini hanno detto “Sì” al riconoscimento dell’adozione avvenuta oltralpe. Per la Corte il supremo interesse del minore vince sull’ordine pubblico, motivo quest’ultimo che aveva spinto l’amministrazione comunale a rifiutare il riconoscimento della stepchild adoption.
Secondo i giudici il supremo interesse dei bambini consiste nel vivere «in modo stabile in un ambiente domestico armonioso e ad essere educato e assistito nella crescita con equilibrio e rispetto dei suoi diritti fondamentali».

Ma poi la Corte entra in contraddizione. Infatti asserisce che i precedenti casi giudiziari in cui si negò il riconoscimento dell’adozione di una coppia gay avvenuta all’estero (sentenza 6078/2006 e 3572/2011) erano giustificati dal fatto che l’adozione, a differenza della stepchild adoption, può essere esercitata, nel rispetto della legge Cirinnà, solo da coppie sposate e non dalle coppie omosessuali unite civilmente.

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Trapianti: espianto dopo morte o morte dopo espianto?

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La triste vicenda di Rebecca Braglia, la giovane e sfortunata rugbysta finita in coma in seguito ad un placcaggio di gioco, dichiarata cerebralmente morta e sottoposta all’espianto degli organi, è esemplificativa di come funziona la macchina dei trapianti.

Trapianto d’organi vitali: espianto dopo morte o morte dopo espianto?

Innanzitutto, essa ha il compito di utilizzare un linguaggio tecnico nebuloso, poco chiaro, in modo tale da far pensare che sia una questione valutabile dai soli addetti ai lavori; in secondo luogo, le informazioni sul caso specifico sono poche e frammentate; terzo, il nuovo criterio di accertamento della morte consente di “giocare” con la parola morte e di collocarla in un momento preciso, anche se in maniera del tutto arbitraria.

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Psichiatri e marijuana: ecco la verità

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Seguendo le indicazioni del Partito Democratico e dei 5stelle, varie Regioni italiane (ad es. l’Emilia-Romagna) hanno avviato programmi di educazione alla salute nei quali la cannabis non è considerata sostanza che provoca dipendenza.
Paradossalmente, secondo l’ideologia veicolata da questi partiti, tabacco, alcool, cocaina e pasticche provocano dipendenza, mentre la cannabis non viene nemmeno presa in considerazione.

AL CONGRESSO MONDIALE

Psichiatri riuniti:
la cannabis provoca le psicosi

 

Durante il congresso dell’Associazione mondiale degli psichiatri tenutosi a Berlino, diversi ricercatori hanno dimostrato la correlazione fra l’uso di marijuana e le malattie mentali. Ma il business permette alla campagna per la legalizzazione di imperare comunque.

Risulta quantomeno contraddittorio che mentre al congresso dell’Associazione mondiale degli psichiatri, tenutosi nei giorni scorsi a Berlino, sono stati presentati i crescenti studi che dimostrano la correlazione fra i disturbi psichici e l’uso della marijuana, la campagna radicale imperante sui grandi media continua a parlare di “uso ricreativo” e “scopo terapeutico” al fine di legalizzare la cannabis.

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La 194: una guerra contro l’innocente

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Per il Guttmacher Institute la 194 è una delle “migliori” leggi al mondo

L’Istituto Guttmacher è una delle principali organizzazioni di ricerca e politica impegnata a promuovere la salute, i diritti sessuali e riproduttivi negli Stati Uniti e in tutto il mondo. Il gruppo, fondato nel 1968, è di fatto una branca di Planned Parenthood, anche se già da diversi anni opera in modo indipendente.

Le aree di particolare interesse dell’organizzazione comprendono la contraccezione, la gravidanza involontaria, l’aborto, la salute sessuale e riproduttiva degli adolescenti; forte di un fatturato che nel 2014 è stato di 16 milioni di dollari USA essa rappresenta una delle realtà più importanti e riconosciute tese a diffondere la pratica abortiva nel mondo.

A tal proposito, gli esperti del Guttmacher Institute americano hanno di recente pubblicato un rapporto sull’accesso all’interruzione di gravidanza nel mondo in cui si legge che il nostro è il paese che ha le leggi meno restrittive sull’aborto.

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Alfie è vittima di ospedale e giudici cattivi?

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PRIMA CHE ALFIE VENGA UCCISO
si raccomanda la lettura e l’ampia diffusione del fondo di Cascioli per la Nuova Bussola.

Se vogliamo evitare l’ennesima demoralizzazione dei cattolici, sembra indispensabile tentare di far capire che la questione
– non verte su un ospedale sporco e brutto,
– né sulla cattiveria dei giudici,
– bensì della natura totalitaria della democrazia moderna (G.P. II, Centesimus annus, n° 46).

Questo è il vero accanimento su Alfie: il ppiccino smaschera il vero volto totalitario di uno Stato che vuole determinare quali vite siano degne, e ci richiama al senso della nostra vita, contro ogni riduzione.

Cos’è che fa così tanta paura in un bimbo malato di neanche due anni e nei suoi giovani genitori, tanto da sbarrare le porte dell’ospedale con la polizia e chiudere gli aeroporti?
Perché ci deve essere un pericolo grosso se c’è bisogno di tanto sfoggio di forza, se c’è bisogno di mentire continuamente per giustificare la prigionia di Alfie nell’Alder Hey Hospital.

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Via libera dall’AIFA alla pillola per cambiare sesso

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L’Agenzia italiano del farmaco – che opera sotto la direzione del Ministero della Salute (Beatrice Lorenzin) – dopo la pillola del giorno dopo ci regala un’altra pillola mortifera.

Via libera alla pillola per cambiare sesso in caso di disforia di genere. Come riportato dal quotidiano “La Verità”, a riguardo, è arrivato infatti il parere favorevole della Commissione tecnico scientifica dell’Agenzia italiana del Farmaco (AIFA) – secondo la quale la pubertà sarebbe “incongruente con l’identità di genere” – e per questo le persone gender variant , in possesso di una diagnosi di un esperto in salute mentale e del consenso informato dell’interessato e dei genitori, potranno fare richiesta della triptorelina, un medicinale erogabile a carico del servizio sanitario nazionale, in grado di “congelare” la pubertà in attesa di “tempi migliori” dal punto di vista della consapevolezza della propria identità sessuale.

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La morte procurata di Patrizia

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La nostra umanità residua

La morte procurata di Patrizia Cocco – la sua uccisione ad opera dei medici, questa è l’espressione corretta che, ancora per poco, ci lasceranno usare – è un evento che parla da solo sul reale contenuto di questa legge che, ormai da molti mesi, cerco di spiegare dove vengo invitato.

A cosa serve la legge sulle DAT? Ad uccidere i malati, prima che la natura faccia il suo corso.

Nient’altro: non serve ad altro! Anzi, sì: serve ad uccidere anche i disabili o i malati gravi, anche se non l’hanno chiesto; serve a non salvare la vita – anche quando è possibile – di persone che hanno perso la coscienza.

Cosa serve la sedazione palliativa profonda prevista dalla legge? Ad uccidere il paziente senza farlo soffrire.

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Pamela – Oseghale: e la droga?

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Nessuno vuole dire che il problema è la droga

Hanno incolpato anche loro per la fuga di Pamela, fatta a pezzi dal nigeriano, uno spacciatore clandestino, Innocent Oseghale. Eppure la comunità terapeutica Pars di Civitanova Marche ha salvato tanti giovani dalle dipendenze, come testimoniano loro stessi in un libro Il miele e la neve. Il ritorno di chi si era perso, l’avventura della Pars, dove si descrivono quanti miracoli possa fare una comunità terapeutica quando “l’educazione, che implica la libertà, viene messa al centro”, spiega alla Nuova BQ, José Berdini, responsabile della Pars.

Sull’omicidio di Pamela, secondo lui si è detto di tutto, tranne che “il vero problema: la droga. Il disastro non nasce solo con l’immigrazione ma da una cultura che normalizza la droga! Non lo dice nessuno perché ormai è un tabù rinforzato da un asse”.

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Lo Stato contro gli ospedali cattolici?

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Il conflitto che verrà

Non ignoro che la legge appena approvata non contenga una specifica disciplina in tema di obiezione di coscienza per i medici”.
Rispondendo all’interrogazione del deputato della Lega, Alessandro Pagano, al question time di mercoledì alla Camera, il Ministro Lorezin ha dovuto riconoscere la fondatezza delle preoccupazioni esposte dai gruppi pro life, dalle associazioni di giuristi e dalle organizzazioni dei medici durante tutto l’iter della discussione della legge sul biotestamento e volutamente trascurate dai relatori del testo e dalle forze politiche che hanno sostenuto il provvedimento.
La Lorenzin ha quindi assicurato che sarà possibile per gli operatori sanitari applicare l’obiezione di coscienza sulle Dat, le disposizioni anticipate di trattamento appena approvate dal Parlamento. È mia intenzione – ha detto – immediatamente dopo la pubblicazione della legge, incontrare i rappresentanti delle strutture sanitarie private cattoliche, per condividere con loro opportune modalità applicative della legge.

Sul tema è anche intervenuto il Segretario di Stato vaticano card. Pietro Parolin, che ai microfoni di Tv2000 ha detto che l’assenza dell’obiezione di coscienza è uno dei punti carenti di questa legge e che è una posizione legittima quella degli ospedali cattolici che hanno preannunciato che potrebbero fare obiezione di coscienza non applicando su alcuni punti la legge. (altro…)

DAT-Eutanasia: esame di coscienza… di bolognesi

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Da domani, salvo miracoli, sarà permessa l’eutanasia in Italia e forse la colpa è… di noi cattolici.
Per questo vi chiedo di partecipare a un esame di coscienza comune.

  • La presenza di noi bolognesi ai due ultimi Family day è stata importante. Dopo quegli eventi di Piazza, cosa abbiamo fatto? Abbiamo fatto “un po’ di Family day” ogni giorno e qui, all’ombra delle Due Torri?
  • La vita interiore e di preghiera è il fondamento di tutto, poi i doveri familiari e lavorativi. Ma agli occhi di Dio e di Sua Madre non abbiamo anche dei doveri civici? Aspettarci dal Cielo quel che, invece, dobbiamo fare noi non è tentare Dio?
  • La Diocesi: si fanno veglie, giornate, decennali e conferenze su conferenze: basterà per riportare Bologna ai piedi della Madonna di San Luca?
    Molte associazioni e centri decisionali sono infiltrati da uomini del PD e loro amici. Tanti coraggiosi gruppi laicali e pro life sono defunti e non risorgeranno perché ci dicono “bisogna evitare contrapposizioni”. Ci siamo resi conto che a forza di dialogo il movimento cattolico bolognese è morto?
  • I partiti: il PD ci corrode e incombono i Cinque Stelle, che hanno votato le DAT e tante delle altre leggi contro la vita e la famiglia (1). Il Centro-Destra ci parla solo di illuminazione stradale e di rusco (2). Ai vecchi traditori seguaci di Alfano subentrano dei travestiti che si proclamano Popolo della Famiglia: ma entrambi hanno nel DNA il “cedere qualcosa per non perdere” e sono pronti a mediare ciò che per definizione è non-negoziabile. Crediamo ancora che mettere un “nostro uomo” in Parlamento sia utile? Non è meglio provare a farci ascoltare da quelli che già ci sono?

Amici,
le autorità civili e religiose non ci sono quasi più: nessuno farà ciò di cui c’è bisogno. Tornano alla memoria le celebri parole di un Papa santo: «la forza principale dei cattivi è la viltà e la debolezza dei buoni, e tutto il nerbo del regno di satana sta nella fiacchezza dei cristiani» (3).
È tempo che i figli fedeli di San Petronio tornino a dedicare cinque minuti ogni giorno all’impegno civico: sarebbe stolto pensare che l’attuale disastro etico venga risolto senza fare nemmeno quel poco che è alla nostra portata.

Entro il fine settimana partiremo con una petizione per denunciare quanto viene fatto dalla Regione attraverso le Ausl: http://www.fattisentire.org/petizione-sanita/
Proviamo non solo a firmarla, ma a farla firmare: è poco, ma è alla portata di tutti. (altro…)