Intervista alla professoressa Giorgia Brambilla, docente di Morale e Bioetica all’Ateneo pontificio Regina Apostolorum
Dottoressa Brambilla, che cosa si intende per teoria o addirittura ideologia gender? Esiste davvero?
«Si intende un pensiero che nasce dal connubio tra l’ambito filosofico-politico, con autori come Marcus e De Beauvior, quello sessuologo, penso a Kinsey e Money, e quello femminista radicale di Butler e Firestone e che ha portato anche ai cosiddetti “Gender Studies” nelle università, quelli che recentemente sono stati smentiti dal punto di vista metodologico da Dummitt, uno studioso proprio di questa materia. Sostanzialmente secondo questa ideologia viene negata la dimensione sessuata dell’essere umano fin dalla sua costituzione e si vuole dimostrare che la differenza tra uomo e donna è solo determinata da una costruzione sociale. Uso il termine ideologia perché si tratta di una teoria che non è supportata da dati scientifici di alcun tipo, al contrario le neuroscienze stanno sempre più dimostrando che la caratterizzazione sessuata dell’individuo presente fin dalla vita intrauterina riguarda anche il cervello, tanto da poter parlare di cervello maschile e femminile».

«L’ideologia gender esiste e porta a forzature nei bambini sull’identità sessuale»
È oggi ancora possibile fare una seria ed onesta ricerca scientifica sul tema del cosiddetto transgenderismo? È quanto si sono chiesti in una lettera aperta, pubblicata sul quotidiano inglese The Guardian, più di 50 studiosi appartenenti a diverse università del Regno Unito, degli Stati Uniti, dell’Australia e altrove, in cui i firmatari denunciano il clima di «omertà» e di tabù ideologico che si è venuto a creare attorno alla tematica “transgender”.
Il totale degli anni che ha trascorso in prigione è di sette. Addirittura risponde alla nostra intervista dal carcere, perché vuole diffondere in ogni istante, anche in quelli più difficili, la causa pro-life. Stiamo parlando di Mary Wagner, canadese convertitasi al Cattolicesimo ed alla battaglia per la vita poco più che ventenne.
I medici che aiutano i pazienti a suicidarsi, nelle condizioni stabilite dalla Consulta, non saranno più puniti nemmeno a livello disciplinare. Lo ha deciso la Fnomceo approvando i nuovi indirizzi dell’art. 17 del Codice deontologico. Eppure lo stesso articolo proibisce (sempre) gli «atti finalizzati a provocare la morte». Una contraddizione che ricalca quella dei giudici costituzionali.
I dati della Relazione pubblicata ai primi di dicembre nell’indifferenza generale
“Tutti noi qui comprendiamo una verità eterna: ogni bambino è un dono prezioso e sacro di Dio”
Durante la conferenza del FVD, partito conservatore olandese di centrodestra nel novembre 2019, è intervenuta Eva Vlaardingerbroek una giovane di 23 anni, laureata in giurisprudenza e dottoranda in Filosofia del Diritto. Il suo discorso ha suscitato molte polemiche in Olanda, dove è stata definita «serva della destra radicale» e «suprematista bianca».
Le cronache di questi ultimi giorni dell’anno hanno riportato il caso del bambino di cinque mesi scosso violentemente dalla madre, una donna di 29 anni originaria del vicentino la quale, nel tentativo di calmare il pianto del piccolo, l’avrebbe cullato troppo forte provocandogli gravissimi danni cerebrali e neurologici.
