In questa situazione, la Corte Costituzionale italiana ha intimato al Parlamento di scrivere una norma che permetta, in certi casi, di somministrare un farmaco atto a provocare la morte del paziente. Anzi: non “permetta”, ma obblighi i medici a farlo, cioè a comportarsi nello stesso modo in cui, in certi Stati, agiscono coloro che eseguono le condanne a morte.
L’eutanasia avanza grazie… ai cattolici?
SUICIDIO ASSISTITO
Consulta, le aspettative ci spingono a giocare d’attacco
di Tommaso Scandroglio
34 associazioni cattoliche propongono di affievolire la pena per chi istiga al suicidio.
Ma il “cedere per non perdere” ha sempre e solo portato alla sconfitta.
Il Sottosegretario Giorgetti dice che è impossibile arrivare entro settembre a una legge sulla revisione del suicidio assistito, per liberalizzarlo o per mitigare le pene. Un buon motivo per giocare d’attacco e proporre una legge che modifichi in meglio la legge 219 e creare parallelamente una mobilitazione popolare. Chi l’ha detto che la miglior strategia sia quella di giocare di rimessa?

I giudici hanno attribuito la qualifica di soggetto di diritto in maniera arbitraria. Porre sotto l’egida della mera convenzione lo stabilire quando diventiamo persone e quando cessiamo di esserlo provoca enormi rischi per tutti noi. Ma se il feto è persona durante il parto, allora perché non usare la sentenza della Cassazione a favore della vita?
Preoccupante sentenza della Cassazione, secondo la quale «il nascente vivo non è più feto né in senso biologico né in senso giuridico, bensì una persona».
Riportiamo l’intervento che il Magistrato Giacomo Rocchi
Il bioeticista Tommaso Scandroglio intervista il giudice Giacomo Rocchi sui temi del libro recentemente edito.
Cari amici,
Virginia Coda Nunziante: “L’aborto è il sacrificio di sangue che il diavolo chiede alle società di oggi”
Nessun approccio «minimalista e fallimentare»: abrogare la legge 194 iniziando dal suo finanziamento pubblico, perché «utilizzare i soldi degli italiani per uccidere i nostri bambini è un’ingiustizia tremenda». Questo è quanto chiederà alla politica la Marcia nazionale per la Vita, il più grande evento pro-life che il prossimo 18 maggio riempirà il centro di Roma con numeri mai avuti prima. Parla Virginia Coda Nunziante, portavoce della Marcia.
Dubbi, denunce e troppi errori. Ecco i «pentiti» dell’eutanasia, di Carlo Bellieni